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giovedì 23 giugno 2016

L'ORTO IN TERRAZZO: LA MIA ESPERIENZA

Circa due mesi fa ho deciso di trasformare il mio terrazzo in un orto, dato che non ho la possibilità di coltivare un pezzo di terra. Da tempo accarezzavo l'idea di produrre da sola anche verdure e erbe aromatiche, dato che in cucina le uso spesso e ogni volta sono costretta ad acquistarle al supermercato. Come ho già detto più volte l'autoproduzione fa parte del mio stile di vita da qualche anno ormai e se avessi anche un giardino da trasformare in frutteto e un pezzetto di terra per coltivare gli ortaggi sarei davvero contenta. Purtroppo abitando in città questo è impossibile e per il momento mi sono dovuta accontentare del terrazzo.
Ho iniziato la mia avventura partendo dai semi di zucchina biologici acquistati al supermercato. Li ho seminati e ho aspettato che germogliassero, quindi ho trasferito le piantine nei vasi (grandi il più possibile) e li ho sistemati sul terrazzo nel luogo più assolato.
Dopo circa due mesi tre delle cinque piante che ho ottenuto sono piuttosto forti, hanno fatto i fiori ma finora di zucchine neanche l'ombra purtroppo...

Da questo punto di vista devo dire che l'esperimento è stato una delusione. Probabilmente hanno bisogno di più sole e di terra, piuttosto che di terriccio.
Avevo acquistato anche alcune piantine di pomodori ciliegini e queste in effetti mi hanno dato più soddisfazione. Come vedete il primo pomodoro è già pronto e presto ne arriveranno degli altri. Certo non posso dire di sfamare una famiglia, però è un inizio...
Per quanto riguarda le erbe aromatiche devo dire che le ho usate spesso in cucina, quindi sono felice di averle acquistate, anche se non è sempre stato facile prendermene cura.
Erba cipollina (improvvisamente crollata e rinsecchita), rosmarino, basilico, salvia e menta sono sopravvissute per un paio di mesi ma non è stato facile.
Qualche settimana fa infatti mi sono accorta che tutte le piante del mio terrazzo avevano le foglie mangiate e crescevano poco. Dopo un esame accurato mi sono accorta della presenza di alcuni vermetti verdi che si cibavano proprio delle foglie. Ho tagliato e sbriciolato alcuni spicchi d'aglio e li ho sparsi nella terra, ho tagliato via le parti mangiate e finalmente le piante hanno ripreso a crescere. Al momento il rosmarino e la salvia sono un pò ridotte all'osso ma si stanno riprendendo.


Grande soddisfazione mi ha dato invece la rucola, che ho usato più volte in cucina.
Le fragole si sono fatte attendere un pochino ma finalmente hanno iniziato a produrre frutti, anche se molto piccoli. Ho dovuto costruire uno spaventapasseri per tenere lontani i merli che al mattino sorprendevo a mangiare le mie fragoline ma quelle che sono riuscita ad assaggiare erano piuttosto buone.
La pianta che mi ha dato più soddisfazione però è stata la bietola. Dopo averne acquistata di colorata ho deciso di metterla in acqua perchè mi piaceva troppo e volevo provare a coltivarla. Ho aspettato che facesse le radici (c'è voluto un pò) quindi l'ho piantata ed è letteralmente esplosa! E' cresciuta tantissimo nel giro di poco tempo, tanto che ho dovuto tagliarla un paio di volte per fare altre piantine. Al momento i getti sono in acqua in attesa delle radici.
Ultima ma non meno importante è la pianta di ananas che ho ottenuto partendo dalla parte alta del frutto. Una volta tagliato per poi pulirlo e mangiarlo, ho tenuto le foglie e ancora una volta le ho messe in acqua. Dopo un bel pò di tempo sono arrivate le radici, quindi ho trasferito la pianta nella terra ed ecco il risultato.
Per concludere questo bilancio su questa nuova avventura devo dire che sono felice di averla intrapresa, anche se speravo davvero in una produzione di zucchine che ancora non è iniziata. L'anno prossimo probabilmente punterò di più sui pomodori e magari mi organizzerò diversamente per quanto riguarda le erbe aromatiche, magari trasferendole in vasi più grandi per ottenere piante più forti. Certo, non si può considerare ancora una vera e propria autoproduzione, dato che non mi ha permesso di evitare l'acquisto di alcuni ortaggi, però è sempre un inizio...
Naturalmente consiglio questo esperimento a tutti coloro che hanno figli, dato che per i bambini è un'esperienza molto bella e formativa assistere alla crescita delle piante e rendersi conto di come nascono e cambiano con il tempo. Potreste affidare una piantina al vostro bambino, incaricandolo di occuparsene personalmente per renderlo più responsabile e coinvolto. Viola si è divertita molto insieme a me e spesso abbiamo fatto giardinaggio insieme, trapiantando le piantine, dando loro da bere, togliendo le foglie secche o cercando i vermetti da eliminare.
Come dicevo prima non è necessario spendere una fortuna per realizzare un piccolo orto in terrazzo. Potete partire dai semi (che costano meno di un euro la bustina) oppure potete acquistare direttamente le piantine (anche quelle le trovate a un paio di euro al supermercato). Il terriccio costa pochissimo perchè con due euro circa vi portate a casa un bel pacco di terra, l'unica spesa che forse dovrete affrontare è l'acquisto dei vasi, ma se scegliete quelli in plastica e non in terracotta ve la caverete con poco in ogni caso.
Se volete partire dagli scarti degli ortaggi invece, vi consiglio di leggere qui qualche dritta!

sabato 21 maggio 2016

COSA NON COMPRO PIU'

Da quando è iniziato il mio percorso di decrescita felice e consapevole (cioè circa 2 anni fa, quando è nata la mia seconda figlia) ho sperimentato diversi tipi di autoproduzione. La maggior parte delle idee l'ho trovata online e per fortuna che esiste questo benedetto internet, altrimenti penso che molte cose non le avrei mai sapute! Grazie a questa infinita rete di informazioni ho potuto imparare molte cose, leggere, informarmi e valutare se fosse il caso di lanciarmi in qualche nuovo progetto o meno.
Nel giro di poco tempo sono passata dall'acquistare quasi tutto al supermercato, a cominciare a scremare la lista della spesa fino ad arrivare a ridurla all'osso. Questo non soltanto per un fattore economico (che comunque ben si lega al tema di questo blog e che mi permette sempre di risparmiare sulla spesa senza rinunciare al gusto e alle cose sane), ma anche e soprattutto perchè ho iniziato a produrre molti alimenti per conto mio.
Con il tempo sono riuscita anche a spaziare e a dedicarmi alla produzione di altri oggetti, magari per la casa o per l'igiene personale.
Il mio percorso è ancora lungo, soprattutto perchè abitando in città sono ancora costretta ad acquistare frutta e verdura al supermercato, ma ci sto lavorando e se tutto va bene sul mio balcone quest'estate potrò trovare zucchine e pomodori a volontà, oltre a fragole, rucola e erbe aromatiche!
Insomma, tornando a noi, l'altro giorno stavo facendo la spesa e ho notato quanto sia cambiato il mio modo di fare acquisti nell'ultimo anno. Ci sono prodotti che non compro più perchè non mi servono, perchè non li voglio più o perchè non sono buoni come quelli che faccio io.
Questo discorso purtroppo non vale per tutta la mia famiglia perchè mio marito è ancora molto restio ad abbandonare certe abitudini e certi alimenti, ma almeno le mie figlie si sono lasciate condurre per mano in questo nuovo stile di vita senza troppi problemi, quindi posso dire di ritenermi soddisfatta.
Ecco una lista di cose che non acquisto più perchè le autoproduco con successo. Per chi fosse interessato, cliccando sul nome del prodotto troverete anche il link con la spiegazione della preparazione casalinga.

COSE CHE NON COMPRO PIU'

- yogurt
- biscotti
- torte
- dado
- salvaslip
- assorbenti
- uova (ovviamente non le produco io ma uso quelle delle galline di un nostro parente)
- maionese
- tofu
- pane
- grissini
- crakers
- succhi di frutta (in estate quando ho frutta fresca a disposizione)
- bastoncini di pesce precotti
- piadine
calze della Befana
cuffie per le bimbe


E voi come fate la spesa? Quanto e cosa autoproducete?

venerdì 8 gennaio 2016

UN NUOVO LOOK PER IL SOLITO BLOG

Come avrete notato il blog sta cambiando. Con l'anno nuovo ho deciso di dare nuova vita alle mie ricette, un nuovo abito che possa valorizzarle meglio, nell'ambito di un blog che racchiude in realtà uno stile di vita, più che un insieme di piatti.
Quello che è partito come un modo per risparmiare in tempo di crisi (che molti hanno definito ormai in fase calante) si è trasformato in un viaggio dentro me stessa, alla riscoperta di alcuni valori legati al cibo ma anche alla salute e che mi hanno portata a cambiamenti non radicali ma incisivi, che coinvolgono tutta la famiglia.
Leggendo le prime ricette di questo blog si può notare la differenza, oltre che nella lista degli ingredienti anche nel modo di cucinarli, ma soprattutto nel fine ultimo. Risparmiare certo, ma mai a spese della salute. La consapevolezza che forse, non spendendo di più ma risparmiando un pochino meno, è possibile ottenere un risultato migliore, più importante. La ricerca di prodotti biologici, non di nicchia ma neanche legati alla grande distribuzione (quando è possibile), l'uso di alcuni ingredienti mai usati prima (semi oleosi, dolcificanti naturali, pseudo cereali) ricchi di sostanze importanti e sottovalutate dalla stragrande maggioranza delle persone.
Ecco perchè il look iniziale di questo blog iniziava a starmi stretto. Ho voluto cercare uno spazio più idoneo al tipo di pubblico che desidero raggiungere, in seguito ad una più intensa caratterizzazione delle mie ricette.
Un'immagine più limpida, più chiara, di maggiore impatto. Una grafica più semplice e meno ricercata, per raggiungere tutti, per comunicare umiltà ma anche praticità, pragmatismo.
La creazione di un piccolo logo che possa meglio identificare gli argomenti che vengono trattati in queste pagine: il salvadanaio ad indicare che il risparmio è sempre presente nei miei piatti, nelle mie ricerche online e nella vita quotidiana attraverso il riuso, il riciclo ma anche le offerte al supermercato e la capacità di cogliere le occasioni nei negozi. Il gomitolo e l'uncinetto per ricordare che il lavoro fatto a mano è importante, parla di noi, racconta una storia a chi riceve il nostro dono, ma è anche un modo per utilizzare filati che ci hanno regalato e che altrimenti starebbero in un cassetto a prendere polvere. Usare le mani come facevano le nostre nonne per trasmettere amore e dedizione anche attraverso questi piccoli grandi oggetti e non solo il cibo che prepariamo. Costruire, riciclare, dare nuova vita alle cose, raccontare storie diverse, trasmettere valori anche ai nostri figli.
Da oggi inauguro un nuovo capitolo tra le pagine di questo blog in continua rivoluzione (come me del resto). Mi auguro che anche voi seguiate il mio percorso e che possiate condividere con me idee, progetti e ricette.
Scrivetemi, commentate, condividete, provate, cucinate!

mercoledì 23 settembre 2015

BENTORNATO AUTUNNO


Anche se la giornata è quasi finita e ormai è tardi non volevo lasciarla andare via senza postare nulla.

Oggi è arrivato l'autunno e io lo aspettavo da tanto tempo. Amo il freddo e amo la stagione delle foglie che cadono, la amo con tutto il cuore.

Sono nata in una fredda notte di febbraio e forse è per questo motivo che non riesco a sentirmi a mio agio durante l'estate, con il caldo ad imperlarmi la fronte e il respiro affannoso per via dell'afa. La primavera mi piace poco perchè è incoerente, il meteo impazzisce e il vento mi irrita fin dentro le ossa.

L'autunno invece è meraviglioso perché ti porta dolcemente verso la stagione fredda, ti stupisce con i suoi colori unici, creando paesaggi fantastici in ogni luogo, dal nulla.
Le foglie cadono e tutto diventa marrone, giallo e rosso. La frutta e la verdura che riempiono le nostre tavole sono anch'esse colorate e intense. Zucca, melagrane, castagne, cachi, arance e mandarini.

Il senso di raccolta e di calore che emana questa stagione è una delle cose che amo di più. L'aria diventa più frizzante e al mattino si esce con la felpa o con la giacca, le trapunte tornano sui nostri letti la notte, sulle nostre tavole fanno la loro comparsa le zuppe calde, le minestre da mangiare lentamente con il cucchiaio, le tisane calde la sera sul divano, da sorseggiare adagio.

Settembre però ci porta anche l'inizio di tante cose, come la scuola ad esempio. Adoro la sensazione di frenesia, di carica che sento sempre in questo periodo dell'anno, quando mi preparo ad affrontare una nuova stagione di impegni. Oggi sono una madre e non devo più pensare allo studio e ai compiti ma ho una figlia che quest'anno ha iniziato la terza elementare e insieme a lei faccio progetti, liste, acquisti per il nuovo anno scolastico.

C'è un film che rimane uno dei miei preferiti nonostante gli anni che passano, un film che a mio parere celebra l'autunno come nessun altro ed esprime un concetto bellissimo che sento mio: "C'è posta per te"

"Non vai pazza per New York in autunno? Mi fa venire voglia di comprare quaderni e matite. Ti manderei un bouquet di matite ben temperate se solo sapessi il tuo nome e il tuo indirizzo"

Un bouquet di matite ben temperate... Non è stupendo??


Buonanotte a chi mi legge e bentornato autunno...


mercoledì 28 gennaio 2015

IL GIORNO DI RIPOSO DELLA TV

Da quando ho letto il libro dei Duggar di cui parlavo in questo post http://ricettineanticrisi.blogspot.it/2015/01/una-famiglia-numerosa-si-puo.html non riesco a smettere di pensare al loro stile di vita. A parte il numero impressionante di figli (ben 19!) che Michelle e Jim Bob hanno deciso di avere, alla base c'è proprio un concetto di famiglia per molti versi diverso dal nostro. E non parlo solo della decisione di mettere al centro di tutto la religione, in ogni suo aspetto, parlo proprio della loro routine quotidiana, ampiamente spiegata nel libro. Un esempio lampante di questa diversità è la scelta di vivere senza televisione. Si, avete capito bene: 19 figli e niente tv! Con tutto il rispetto per chi non la pensa come me, personalmente credo che la nostra giornata sia troppo improntata sull'abuso di elettrodomestici e in modo particolare della televisione. Computer, cellulari e altri oggetti tecnologici hanno sicuramente il loro impatto sui nostri figli (chi più chi meno) ma la tv gioca un ruolo troppo importante nella crescita dei nostri bimbi in certi casi.
E se per un giorno la spegnessimo cosa succederebbe? Me lo sono chiesta di recente, soprattutto perchè mi sono resa conto che anche se siamo nel 2015 esiste ancora qualcuno che è capace di vivere senza, anzi di vivere bene senza. Non più tardi di qualche settimana fa ho parlato con la mamma di un compagno di mia figlia e sono rimasta a bocca aperta quando mi ha detto che loro in casa non hanno la tv. Ma quando è iniziata la nostra dipendenza da questa scatola magica? Quando ero piccola io (e parliamo degli anni 80) c'erano un paio d'ore di cartoni animati al pomeriggio su Italia 1, di solito dalle 16 alle 18 all'interno di un programma ideato per i piccoli dal titolo Bim Bum Bam, ve lo ricordate? Paolo Bonolis che ce l'aveva a morte con i Puffi e che insieme a Uan ci faceva compagnia tra un Holly e Benji e un Candy Candy.
Questi per me sono bellissimi ricordi ma circoscritti a qualche ora nel corso della giornata. Per il resto del tempo si stava all'aperto a giocare con gli amichetti, a pranzo e a cena si guardava il telegiornale e spesso la si lasciava anche riposare la tv.
Oggi con l'arrivo dei canali tematici e di Sky abbiamo la fortuna/sfortuna di avere tutto a disposizione a tutte le ore del giorno e della notte e in questo modo diventa difficile riuscire a gestire la quantità di informazioni e di programmi offerti, soprattutto quando si tratta di bambini.
In casa mia mio marito non concepisce l'idea di mangiare con la tv spenta, mia figlia starebbe tutto il giorno a guardare i cartoni animati e per fortuna la piccola ancora non è dipendente da questa maledetta scatola.
Ma se i Duggar riescono a gestire 19 figli senza possedere una televisione, è possibile che io non ci riesca avendone solo 2? Me lo sono chiesta di recente e ho provato a coinvolgere la famiglia nel giorno di "riposo della tv". Inutile spiegare di cosa si tratta. Di solito capita una volta ogni 10 giorni, per non esagerare e farlo pesare poco alla bimba, ma quando arriva questo giorno tutto sommato non va male.
La prima volta c'è stato un capriccio non indifferente alla sola idea di dover trascorrere un'intera giornata senza tv, ma a poco a poco anche lei ha capito che lasciandola spenta si ha il tempo per fare moltissime altre cose, si ha la mente più sveglia e si possono apprezzare anche delle buone canzoni o magari una bella conversazione.
A forza di proporre alla famiglia il giorno della tv spenta ci siamo resi conto tutti (ma soprattutto mia figlia) che è possibile vivere senza televisione, che ci si diverte ugualmente e che ci sono tanti altri modi per passare il tempo, perfino durante l'inverno.
Certo ci vuole un minimo di organizzazione, di idee e di buona volontà per affrontare la classica crisi del "mamma non so cosa fare, mi annoio", ma passati i primi momenti tutto diventa più facile. Ecco allora che con un pò di fantasia possiamo prendere colla, carta e forbici e costruire qualcosa, possiamo realizzare un braccialetto con un dischetto di cartone, impiastricciarci le mani con farina, uova e acqua per fare i biscotti, o magari aprire un buon libro e imparare qualcosa di nuovo. Spegnendo la tv si accende il cervello, su questo non ho dubbi.
E a casa vostra la tv si riposa ogni tanto?

sabato 10 gennaio 2015

Una famiglia numerosa: si può?

Oggi non ho nessuna ricetta da proporvi, solo qualche pensiero di mamma.
Sarà che il Natale è appena passato, sarà che stare a casa con entrambe le mie figlie per le feste mi ha avvicinato moltissimo ad entrambe, sarà che dentro di me non ho mai smesso di cullare l'idea di avere una famiglia numerosa. Fatto sta che da un pò di tempo continuo a pensare ad allargare il nostro piccolo club esclusivo e ogni volta che ne discuto con mio marito saltano fuori sempre gli stessi argomenti: i soldi, lo spazio, il tempo, la pazienza, l'organizzazione.
Certo, se ci limitiamo a guardarci intorno andiamo poco lontano secondo me. Di tutte le persone che conosco, solo poche hanno più di 2 figli e in ogni caso nessuna più di 4. Non che l'amore, la felicità e la devozione nei confronti dei bambini si valutino con un numero, ci mancherebbe, però a conti fatti la realtà nella quale viviamo si basa sui calcoli e per vivere nella nostra società sono necessari. E allora facciamoli questi calcoli, perchè no?
1- Chi lavora fuori e chi lavora in casa.
Anche ammesso che qualcuna possa e (cosa più importante) desideri dedicare la propria vita alla famiglia scegliendo di restare a casa ad occuparsi dei figli come faccio io, il tempo e le energie che servono per seguire bene i bambini sono innumerevoli e alla fine della giornata vi garantisco che forse in ufficio c'è meno da fare. La società in cui viviamo però non riconosce il lavoro della casalinga e della mamma e nonostante tutto quello che noi facciamo non veniamo retribuite in nessun modo dallo Stato. E allora che si fa? Si manda il papà al lavoro e si lascia che la mamma si dedichi a tutto il resto. Certo, se lui ha un buon posto che permette alla famiglia di vivere degnamente è già molto al giorno d'oggi, però non è neanche pensabile che un uomo debba lavorare 15 ore al giorno tutti i giorni per sfamare moglie e figli.
Nel mondo in cui viviamo qui in Italia (almeno al nord dove sto io) è così. Servono un sacco di soldi per vivere, un sacco di oggetti inutili per la crescita dei bebè e, cosa non meno importante, ogni volta che qualcuno tenta di andare controcorrente scegliendo un'altra strada viene inevitabilmente additato e criticato. La cosa assurda è che questo non riguarda solo i conoscenti o gli amici con i quali ci si confronta, ma anche e spesso pediatri e medici.
2- Cosa serve e cosa non serve quando nasce un bebè.
Tutti quelli che hanno figli saranno d'accordo con me quando dico che alla nascita del primo si tende ad acquistare tutto il possibile, senza badare a spese. All'arrivo del secondo gli acquisti si dimezzano perchè in parte si possiede già tanta roba e in parte ci si accorge che tante cose non sono necessarie. Magari si passa a comprare ai mercatini dell'usato per risparmiare, dato che i costi di vita aumentano. E poi? Come si può risparmiare ancora qualcosa? Mi sono accorta durante il mio percorso verso la consapevolezza di me stessa e il cambiamento che è scaturito in me dalla nascita della mia prima figlia che una volta che si entra nell'ottica del cambio di vita sotto alcuni aspetti, si tende a cercare strade parallele anche in altri. E allora la mia scelta di stare a casa con le bambine invece di trascorrere ore in ufficio è stata un punto di partenza verso una vita più sana, più biologica, più consapevole e più fuori dai canoni della società in cui vivo. Ho sentito che il mondo là fuori era in guerra con me (o forse ero io in guerra con il mondo) e che se avessi continuato a fare quello che la società si aspettava da me sarei diventata una mamma stacanovista del lavoro, senza avere mai il tempo per stare con le mie figlie, impegnata a fare la spesa con pochissimo tempo, dovendo per forza scegliere prodotti precotti o già pronti per far coincidere il lavoro con la famiglia. Mi sono detta che tutto questo non valeva la pena per portare a casa qualche soldo in più se poi la salute doveva rimetterci. Ho scelto altre strade, in molti campi e spesso sono stata criticata, come dicevo prima.
Nella mia esperienza di educazione precoce al vasino ad esempio (della quale ho parlato in un altro post) ho ricevuto innumerevoli commenti dispregiativi più o meno velati da parte della pediatra e di altre persone che non si sono dette d'accordo con le mie scelte. Certo, questo tipo di strada permette di svezzare prima il bambino dal pannolino, magari facendo risparmiare qualcosina dato il costo folle di marche come Pampers ma anche sottomarche come Coop o Carrefour che in ogni caso non sono all'altezza della prima. Ci sono tante altre possibilità per non svenarsi con i pannolini, certo. L'uso di quelli lavabili ad esempio, ma credo sia fattibile solo se si vive fuori città e si ha la possibilità di stendere all'aperto o magari si possiede un'asciugatrice. Insomma i pannolini servono in un modo o nell'altro. Ma tutto il resto? NO!! Addio quindi a contenitori di plastica per i pannolini sporchi con tanto di ricariche da acquistare a parte, termometri digitali, sacchi nanna, fasciatoi portatili, scalda biberon, supporti per lavare il neonato nella vasca in plastica e tante altre cose che ora non mi vengono in mente.
3- La ricerca del confronto con altri paesi
E allora mi sono detta: come fanno all'estero? Ci sono famiglie che vivono in modo diverso dal nostro e grazie al loro stile di vita riescono ad avere tutti i bambini che desiderano pur essendo felici e avere di che mangiare e star bene? Ecco allora che mi sono imbattuta nei Duggar, qualcuno li conosce? Sono piuttosto famosi, anche se in realtà forse lo erano di più qualche anno fa.
I Duggar sono una famiglia che vive in Arkansas, moglie e marito sono sposati da 37 anni e hanno la bellezza di 19 figli! Hanno un programma che va in onda su Real time e che si chiama 21 sotto un tetto, hanno scritto un paio di libri spiegando il loro modo di vivere e se facciamo una ricerca su Google troviamo tutte le informazioni che vogliamo.
Ora, senza dover arrivare ad avere 19 figli, la loro esperienza mi ha fatto riflettere e mi sono incuriosita non poco, così ho acquistato il loro libro e l'ho letto tutto d'un fiato.
Ci sono delle notevoli differenze tra il modo di vivere che hanno in America e il nostro, non c'è che dire. Prima fra tutti la possibilità di utilizzare i buoni spesa per comprare da mangiare quasi gratuitamente (per questo basta guardare il programma Pazzi per la spesa) cosa che da noi è impensabile fare. Ho scritto tante volte alle aziende produttrici e tutte mi hanno risposto che non è nella loro politica mandare buoni spesa.
E per il resto? Beh, loro si sono comprati un terreno e si sono costruiti la loro casa con le loro mani, pezzo per pezzo! Altra cosa che qui in Italia non è fattibile, senza contare che là le case vengono costruite in legno e cartongesso mentre qui quasi sempre in mattoni, il che rende il tutto più costoso e problematico.
Il problema della scuola e del costo esorbitante dei materiali? Loro lo hanno risolto scegliendo l'homeschooling, ovvero l'istruzione parentale che in Italia E' PERFETTAMENTE LEGALE ma che nessuno conosce e in pochissimi scelgono di attuare.
Insomma, per come la vedo io, dopo anni in cui il governo ci ha tartassati con il problema del calo delle nascite e dopo aver visto l'invasione di extracomunitari che sono venuti a stare nel nostro paese sfornando un figlio dopo l'altro, sarebbe il caso di rivedere un pò le cose. Con tutto il rispetto per chi sceglie di avere solo un figlio o magari anche nessuno, mi piacerebbe che fosse data la possibilità a chi desidera una famiglia numerosa di realizzare il proprio desiderio, senza che ostacoli come i soldi o la società lo impediscano.
Sempre più persone con le quali ho modo di parlare mi confidano il loro desiderio di cambiare paese, conosco anche chi l'ha fatto ma non penso che dovrebbe essere l'unico modo per vivere la vita che si vorrebbe. Lo trovo piuttosto triste e squallido

giovedì 11 settembre 2014

EC IGIENE NATURALE DEL BAMBINO: PRIME ESPERIENZE E PREGIUDIZI

Da qualche settimana ormai sto provando un nuovo approccio nei confronti del vasino con la mia seconda figlia. Con la prima avevo provato ad abituarla ad usarlo già da 7-8 mesi, ma la stagione fredda e le temperature di casa mi avevano scoraggiato e così ho abbandonato quasi subito. Risultato? Per togliere completamente il pannolino anche la notte ho dovuto attendere i 5 anni compiuti. Detto tra noi non ne potevo più.. Al di là della spesa economica, psicologicamente è stata dura, soprattutto perchè era la prima esperienza e non volevo forzare la bimba ad un passo per cui sentivo che non era ancora pronta. Quando è nata la seconda mi sono detta "non ripeterò più questa esperienza".
Navigando online nei mesi passati ho scoperto moltissimi blog di mamme "ecologiche", attente all'ambiente, alla salute naturale del bambino e più inclini ad un approccio dolce e intimo con il proprio pargoletto. Mi sono rivista molto in questo modo di essere madre, soprattutto dopo la mia seconda gravidanza e così ho iniziato ad informarmi sempre di più sui metodi di crescita, di svezzamento e di educazione dei piccoli.
Una delle cose che mi ha colpito maggiormente è stata l'EC, l'igiene naturale del bambino.
Per chi volesse informazioni maggiori e più dettagliate, lascio un link molto utile ed esplicativo che potrà essere d'aiuto a chiunque voglia provare questo tipo di approccio
http://www.naturalentamente.it/cose-lec-nostra-esperienza/

In sintesi l'igiene naturale del bambino prevede l'uso del vasino già dai primi mesi di vita, se non addirittura dalla nascita, proponendo al piccolo di usarlo senza fai forzarlo. L'osservazione attenta di una mamma che vive a stretto contatto con il cucciolo tutto il giorno è sufficiente per capire fin dai primi momenti l'attimo in cui il bambino sta spingendo per vuotarsi l'intestino, o i lassi di tempo che intercorrono tra una pipì e l'altra.
In questa prima fase il ruolo fondamentale lo gioca la mamma che appunto si deve accorgere dell'attimo giusto e mettere sul vasino il bambino. Giorno dopo giorno il piccolo si abitua a fare i suoi bisogni in un luogo diverso dal pannolino, restando più pulito e più asciutto, finchè una volta cresciuto abbastanza da parlare e camminare inizierà da solo a cercarlo.

Devo ammettere che la cosa mi intrigava molto, soprattutto perchè la mia piccola aveva avuto problemi di arrossamenti e un'infezione da curare e l'idea che stesse meno a contatto possibile con feci e urina mi allettava non poco. Ho comprato un vasino piccolo della sua misura (IKEA € 1,99) e dal momento in cui ha iniziato a stare a sedere da sola ho provato. Il giorno prima l'ho osservata bene e mi sono accorta subito quando stava facendo pupù, quindi sono partita da questo. Ho visto che non aveva degli orari precisi, anche perchè stavo iniziando lo svezzamento e lei non era molto regolare, poi introducendo anche il pasto serale piano piano ha iniziato ad avere dei ritmi precisi e ora riesco ad intercettarla quasi sempre.
E' importante non avere grosse aspettative, non rimanerci male se il bimbo fa cacca o pipì nel pannolino, anzi è normalissimo. E' giusto lodarlo quando riesce a liberarsi sul vasino e se proprio non ci vuole stare non forzarlo mai a rimanere lì seduto.
Grazie all'aiuto di una mia amica virtuale, che ha un blog bellissimo che vi consiglio di visitare mammatrafficona.blogspot.it sono riuscita nel giro di pochi giorni a prendere un ritmo, a capire quando la mia piccola aveva la pipì e a fargliela fare sul vasino invece che nel pannolino.

Come si inizia? Me lo sono chiesta anch'io. La mole di lavoro pareva enorme, il cambiamento ancora di più e soprattutto mi chiedevo se era giusto metterla sul vasino tutte le volte che pensavo dovesse fare pipì per abituarla e seguire una linea di condotta, oppure se fargliela fare ogni tanto nel pannolino con il rischio di confonderla. Ho deciso di seguire l'istinto e i tempi della bimba, cercando un approccio il più naturale possibile, provando a comunicare con lei.
Ora, dopo qualche settimana di EC, la mia piccola fa la cacca sul vasino 3 volte al giorno e tutte le volte che si sveglia da un pisolino o dalla nanna notturna la metto a sedere e lei fa la pipì tranquillamente. Consumo lo stesso una valanga di pannolini perchè ogni volta che la svesto per metterla sul vasino c'è un pò di pipì e non voglio rimetterglielo bagnato ma conto presto di usarne meno, non appena la bimba inizierà a fare pipì meno spesso.
Sono felice perchè è meno sporca, meno a contatto con germi e batteri e perchè lei l'ha preso come un gioco: sorride tutte le volte che si siede sul suo vasino verde e mi tiene le mani per stare in equilibrio, toccandomi la faccia e facendo tutti i suoi versetti.

Aspetti negativi. Finora ne ho trovato uno solo: i pregiudizi della gente. Se avete letto il link che ho messo qui sopra avrete scoperto che questa pratica è vecchia come il mondo, risale infatti al periodo in cui non c'erano pannolini usa e getta e anche se il bimbo veniva fasciato con pezze di cotone, bisognava comunque cambiarlo ogni volta. L'EC viene praticato soprattutto nei paesi poveri, dove non ci sono i soldi per acquistare pannolini o pezze e dove le madri tengono i piccoli nella fascia tutto il tempo, instaurando un rapporto intimo e unico con i propri figli. In questo modo si accorgono dei loro bisogni, li ascoltano e capiscono quando devono urinare o vuotarsi l'intestino.
Tutto questo per dire che mettere in pratica l'EC non significa sottoporre i propri bambini ad una tortura assurda, nata dalla mente malata di qualcuno, come pensa tanta gente. E' una cosa naturale, così come dice il nome, che risale ai tempi antichi, ad una società in cui la madre si prende cura dei bambini tutto il tempo, vivendo in simbiosi con i figli. Certo al giorno d'oggi può apparire complicato perchè molte madri lavorano ma, se avete scelto di crescere il proprio bambino come ho fatto io restando a casa, non vi sembrerà poi così assurdo.
Purtroppo la società ci ha abituato all'uso automatico del pannolino usa e getta, prendendolo come un accessorio scontato, immancabile. Non è così! Non è sempre stato così, basta un pò di pazienza. Certo avendo due figli a casa come nel mio caso, tenerla completamente senza pannolino sarebbe più difficile perchè dovrei pulire ogni volta che scappa una pipì, ma se siete a casa con il vostro primo figlio non è poi una cosa così impensabile da fare. Inoltre si tratta solo dei primi tempi, poi il piccolo piano piano si abitua e la cosa diventa automatica.
Io in prima persona mi sono dovuta scontrare con i pregiudizi della gente che non capisce, che mi punta il dito contro accusandomi di pretendere da mia figlia cose assurde per un neonato di 6 mesi. Per prima la mia pediatra che mi ha detto "Signora se lo scordi di mettere un bimbo di 6 mesi sul vasino, non sia assurda!" Invece posso garantire che è stato semplicissimo, molto più di quello che potevo immaginarmi.
Se siete delle mamme che lavorano e vi rispecchiate nel modo "moderno" di crescere i figli, che deve essere pratico, veloce e incline al consumismo, allora forse questa pratica non fa per voi. Se invece vi sentite più vicine ad un approccio naturale, diverso da quello imposto dai costumi della società del giorno d'oggi e credete nell'importanza del vivere il momento, sviluppando un rapporto intimo e comunicativo con il proprio bambino, allora vi consiglio di provare.
Con questo non voglio dire che se lavorate o non vi rivedete nel mio modo di essere madre allora non potete avere un rapporto unico e intimo con vostro figlio, ci mancherebbe. Anch'io con la mia prima figlia la pensavo così. Quello che voglio dire è che io allora non sapevo che ci fossero modi diversi di sentirsi madre, di essere madre. Alla prima esperienza mi sono fidata di medici, pediatri e amici che mi hanno parlato sempre e solo di pannolini, di omogeneizzati di grandi marche, di medicine e di vaccini.. Oggi invece so che è possibile scegliere di non usare pannolini usa e getta, di scegliere omo biologici o addirittura non acquistarli mai, di curare i bambini in modo naturale senza medicine invasive, e di informarsi e scegliere se vaccinare i propri figli o meno.

Consiglio quindi di pensare e di riflettere prima di scartare completamente questo approccio meraviglioso. Io sono solo alle prime fasi, ma mi sto trovando talmente bene da voler condividere sul mio blog questa esperienza per essere d'ispirazione alle altre mamme, per proporre loro un'alternativa al pannolino giorno e notte no stop fino ai 3 anni di età.
Secondo me è il modo migliore per conoscere i propri figli e crescere insieme a loro

giovedì 10 luglio 2014

Bebè a costo zero... o quasi. Quando il risparmio è prima nella nostra mente e poi nelle nostre tasche

Sono ormai un paio d'anni che ho aperto questo blog e mi sembra sia successo ieri. Ricordo che decisi di condividere le mie ricette più che altro per dare modo anche alle altre persone di sperimentare una cucina sana ed economica, soprattutto economica. Troppo spesso per colpa della fretta o dei tanti impegni che abbiamo si tende a mangiare fuori, si ricorre a pranzi precotti o peggio ancora si finisce nei fast food o nelle macchinette di uffici e negozi. L'importanza di una buona alimentazione è alla base del sapere come volersi bene e come voler bene alle persone che ci circondano, per come la vedo io.
L'idea che ha dato inizio a tutta la filosofia di questo blog era ed è il risparmio, senza rinunciare alla salute, ma senza cadere nella "trappola" del biologico a tutti i costi o nell'ambito vegetariano o vegano. Questo perchè non rispecchia il mio pensiero, non perchè ci sia niente di male.
Passati 2 anni la famiglia è cresciuta e da qualche mese si è aggiunta una piccola urlatrice che ha incrementato il lavoro da fare in casa ma ahimè anche qualche spesa. Per il momento non troppo devo dire, dato che ho scelto di allattarla e che per iniziare la fase del pre-svezzamento ricorro solo a frutta fresca, lasciando nei supermercati omogeneizzati vari.
Ricominciando tutto daccapo però mi sono resa conto che con la prima figlia avevo speso cifre assurde per circondarmi di ogni tipo di oggetto (utile o meno) ma che in realtà avrei potuto semplicemente dimezzare con qualche piccolo accorgimento.
Come dicevo prima già la scelta di allattare permette ad una famiglia di risparmiare non poco, evitando di dover acquistare latte in polvere per almeno i primi 6 mesi di vita del bambino (e anche di più). Naturalmente avendo già avuto un'altra figlia ho potuto riutilizzare molti oggetti che avevo in casa, come il lettino, il passeggino, la carrozzina e il fasciatoio. Ma ci sono oggetti che ho dovuto ricomprare come ad esempio il tiralatte, la borsa portatutto per le uscite, i biberon, le tettarelle, i pannolini.
Bene, devo dire che a parte ovviamente pannolini, biberon e tettarelle che vanno acquistati nuovi, ho trovato un mercato importante di oggetti usati, che permettono un risparmio anche del 50% su oggetti che sono stati usati pochissimo o a volte addirittura per niente. Si lo so, qualcuno storce il naso, a qualcun'altro fa schifo l'idea di usare qualcosa che non è nuovo ma sapendo scegliere e andando nei posti giusti, vi garantisco che ne vale la pena.
I vestiti si lavano e se proprio vi fa schifo si disinfettano in mille modi, dal Napisan all'olio essenziale di Tea Tree se siete appassionati del naturale. Si vede se sono messi bene, se sono macchiati, se puzzano, se non sono tenuti bene.
Il tiralatte si sterilizza e se lo acquistate di marca (magari elettrico, ve lo consiglio) è utile se decidete di allattare, anche solo per svuotarvi il seno evitando ingorghi quando il piccolo non mangia abbastanza. Di una nota marca elettrico, nuovo costa 150 euro, io l'ho preso usato a 30 euro e va che è una bellezza... Se non avete il passeggino e magari neanche 400 euro (a dir poco) per acquistare un trio base, vi consiglio un giro nei negozi di oggetti usati per bambini dove ne troverete di tutti i prezzi e di tutte le marche. Sono sfoderabili e quindi lavabili, potete disinfettare tutto. Stessa cosa per i lettini da viaggio o per le sdraiette.
Insomma: abbasso il consumismo!
Scherzi a parte, ognuno fa come crede ovviamente ma troppo spesso sento dire "Non faccio un altro figlio perchè non me lo posso permettere". Ma siamo sicuri che sia vero? Certo, se pensiamo di dover riacquistare tutto nuovo non ce la faremo mai, ma con un pò di ingegno secondo me è possibile risparmiare parecchio.
Se siete al primo figlio vi consiglio i pannolini lavabili, che vi permettono di ammortizzare la spesa in parecchi anni, riutilizzati magari con il secondo bebè. Bisogna entrare nella logica e nell'ottica della cosa ma è possibie. Altrimenti non vi resta che comprare gli usa e getta quando sono in offerta, farvi una bella scorta e risparmiare tutto quello che potete.
Evitate le spese inutili come il bidone per i pannolini usati, che vi costa in ricariche di cellophane e non serve a niente. I pannolini usa e getta messi nei sacchetti dell'immondizia e gettati quotidianamente vanno benissimo e i sacchi non vi costano nulla perchè ve li fornisce il comune.
Scegliete di dare ai vostri bimbi alimenti freschi invece degli omogeneizzati quando questo è possibile e vedrete che non inciderà molto sulla spesa. Cos'è una mela o una pera in più in conto al supermercato?
Insomma tutto questo per dire che abbattere le spese all'arrivo di un figlio è possibile e magari invece di averne uno solo e riempirlo di oggetti inutili, costosi e prodotti del consumismo, riuscirete a mantenerne 2 senza privarli di nulla di essenziale.
Oggi più che mai questo blog ha la sua funzione per come la vedo io. Quindi rifletteteci..

Per chi è di Bologna come me, segnalo un pò di negozi dell'usato e del nuovo per bambini, dove trovate oggetti puliti, tenuti bene e di qualità.

www.soluzionebimbi.com
www.isolachenoncerasnc.com
www.mercatopoli.it
www.babybazar.it

sabato 8 febbraio 2014

LE GIOIE DELL'AUTOPRODUZIONE

Come avrete capito leggendo i miei post io sono una mamma casalinga. La mia è stata una scelta, non un'imposizione perchè quando è nata mia figlia ho capito che il mio posto era in casa con lei e non in un ufficio a dedicare il mio tempo e le mie energie a gente di cui non mi interessava nulla. Questo non vuole essere in alcun senso una critica verso le madri che lavorano, è semplicemente la mia esperienza e il mio pensiero.
All'inizio non è stato facile lo ammetto. Tra i cambi di pannolini, le urla, le ore di sonno arretrate, la casa da pulire e il desiderio spasmodico di uscire e avere una vita mia ho quasi rischiato l'esaurimento nervoso, poi come per magia è successo qualcosa. E' successo che i soldi diminuivano sempre di più avendo un affitto da pagare, un solo stipendio, una figlia da crescere e tante spese. E allora che fare? Io sono un'idealista convinta e se prendo una decisione vado fino in fondo quindi di tornare sui miei passi non se ne parlava.. L'alternativa è stata quella di ingegnarsi, di sperimentare, di provare nuovi modi per risparmiare.
Il tutto è iniziato il giorno in cui sono capitata sul blog di una famosa mamma che dichiarava di riuscire a vivere in 5 con 5 euro al giorno. Se ce la faceva lei mi sono detta, potevo farcela anch'io, no? Ma come è possibile riuscire a spendere così poco? La risposta è molto semplice: grazie all'autoproduzione.
Ora mi rendo conto che ci sono persone un pò fanatiche in giro, gente che oltre al risparmio cerca sempre e solo il biologico, gente fissata con l'ambiente, gente che non butta via nulla ma dico nulla e si ritrova la casa piena di carta e cartone e di plastica riciclata. Ognuno è libero di identificarsi con la categoria a cui si sente più affine ma io credo di essere ancora nella via di mezzo.
Il mio è stato un percorso alla ricerca innanzitutto del risparmio e questo significa cercare di spendere il meno possibile, sia che questo comporti un'uscita al supermercato dove c'è un'offerta del 50% sulla pasta ad esempio e riempirmi un mobile intero di pacchi di maccheroni e penne rigate, sia che significhi aspettare 8 ore per la lievitazione del pane fatto in casa. La ricerca del biologico a tutti i costi non mi assilla così tanto, così come la fissa per l'ambiente ad essere sincera ma mi rendo anche conto che sono argomenti importanti e forse un giorno arriverò anche lì, chissà.
In ogni caso da circa 6 anni a questa parte ho provato ad autoprodurre parecchie cose. Molte le ho mantenute e alcune le ho abbandonate per strada, dipende dal tipo di esperienza che ho avuto. Il pane ad esempio è stata la mia prima autoproduzione e adesso non mi sognerei più di acquistarne di già fatto dal fornaio, così come le crescente, le piadine, le tigelle, le torte e le ciambelle. Se ci sono ottime offerte alla Coop compriamo tranquillamente brioches e biscotti confezionati ma spessissimo li facciamo anche in casa, dipende.
Ho provato a fare da sola anche la crema per le mani con la cera d'api ma sinceramente non mi sono trovata bene e ho preferito ricominciare ad acquistarla al supermercato. La pasta madre l'ho provata per un periodo, poi mi aveva deluso perchè era andata a male e l'ho buttata ma ora ci sto riprovando, lo yogurt è un altro alimento che spesso facevo in casa ma che ultimamente non produco più però è nella mia lista dei prossimi progetti. Detersivi e detergenti non ne faccio perchè voglio la garanzia che disinfettino oltre che smacchiare e non ne so abbastanza per fidarmi delle mie conoscenze in merito quindi li compro in offerta alla Coop, senza contare che non ci penso proprio a maneggiare la soda caustica! Anche per quanto riguarda gli oggetti di casa spesso faccio autoproduzione: coperte di lana, regali di Natale, qualche capo di abbigliamento e perchè no anche qualche pupazzo, borsette e presine, tutto fatto a maglia o ad uncinetto con lana acquistata a poco prezzo o meglio ancora regalata o riciclata. Di recente ho anche realizzato dei salvaslip lavabili e presto inizierò anche con assorbenti e forse pannolini, vedremo..
Ho eliminato totalmente tutti i cibi pronti, quelli surgelati e quelli da asporto. La pizza ad esempio è una di quelle cene che ogni tanto acquistiamo ma capita spessissimo che decida di farla io e senza voler peccare di superbia devo dire che è davvero buona fatta in casa.
Insomma il punto è che da quando ho deciso di provare la strada dell'autoproduzione sono spesso indaffarata, con mille cose per le mani, ma mi sento felice ed appagata perchè so di dare alla mia famiglia del cibo sano e di qualità che oltretutto ho prodotto con le mie mani. E ciliegina sulla torta... risparmio tantissimo! So che viviamo in un mondo proiettato sempre in avanti, che per stare dietro alla società e ai suoi ritmi pare necessario fare il meno possibile in casa e correre correre e correre ma se riusciamo a fermarci un attimo e a smontare questo "progetto altrui" che a mio parere altro non fa che privarci delle nostre vite, capiremo che nel 2014 la prospettiva di dedicarsi alla famiglia e magari avere un figlio in più con un solo stipendio non è un'utopia, è possibile.
Ci sono tantissime donne che in questi anni hanno deciso di mettere i remi in barca e di dire no alla corsa folle verso la frenesia del lavoro che ci impone la società, donne che si rifiutano di mettere in secondo piano la propria famiglia a discapito di un ufficio che non le valorizza, che non le apprezza, anche se questo significa non essere riconosciute dallo Stato come lavoratrici. Si le casalinghe non sono retribuite ma credetemi, quelle come me lavorano molto di più di quelle che stanno 8 ore davanti ad un computer chiuse in ufficio (e lo so perchè l'ho fatto anch'io). Conosco madri che come me si sono licenziate per potersi dedicare alla famiglia, che si alzano alle 5 del mattino per impastare il pane, che fanno tutto a mano, dai maglioni di lana ai costumi di Carnevale, passando per il pane e arrivando alle torte di compleanno. Bene io sono una di loro e ne sono felice.
Inoltre bisogna dire che a mio parere l'autoproduzione è anche molto educativa per i bambini. I piccoli vivono in una casa in cui si da valore ai soldi, si trasmette l'importante messaggio che con le proprie mani è possibile fare tutto, basta un pò di buona volontà! Come facevano le nostre nonne con niente a sfamare intere famiglie di 8/10 figli? Con le mani! Impastavano, seminavano, raccoglievano, si ingegnavano.. a noi del ventunesimo secolo è stato imposto il fatto che dobbiamo usare solo la mente e non le mani per vivere e questo perchè ormai quasi tutti i lavori retribuiti (soprattutto quelli femminili) sono basati sulla capacità di usare il computer e peggio ancora sulla bella presenza da avere per scattare ad uno schiocco di dita del capo o per portare una tazzina di caffè ad un cliente che senza troppo tatto ci guarda dentro la scollatura. Tutto questo a mio avviso è davvero avvilente per una donna, molto di più che stare in cucina ai fornelli dove ha la libertà di creare, la responsabilità di nutrire una famiglia e la gioia di vedere crescere i propri figli stando loro vicina. Ecco perchè io ho scelto la strada dell'autoproduzione.
Autoprodurre significa a mio parere tornare un pò alle radici della società, al vero significato delle cose. Un bambino (ma anche un adulto) non sa quanto tempo, fatica e amore ci vuole a creare una pagnotta di pane finchè non prova a farlo da solo. Questo gli insegna che andare al Supermercato e comprarne una già fatta non è l'unica soluzione, è solo la più facile.
E allora proviamo ad insegnare ai nostri figli che ogni singolo oggetto che maneggiamo, che mangiamo, che beviamo, con cui giochiamo ha un significato, una storia, uno spessore emotivo. Contribuiremo a crescere una generazione in grado di dare davvero valore alla vita e magari chissà, avremo dato il nostro piccolo contributo anche all'ambiente senza nemmeno rendercene conto, il che non è certo un aspetto da trascurare.
Il mio consiglio ancora una volta è quello di provare. Provate ad autoprodurre e se non fa per voi... pazienza ma provate provate provate!  

venerdì 24 gennaio 2014

UN PENSIERO SULLE SCELTE DI VITA

Era da un po' di tempo che pensavo di scrivere questo post. Tra ricette e schemi di lavori all'uncinetto volevo infilarci anche qualche pensiero, dato che a mio parere questo blog riflette uno stile di vita, oltre che un'esigenza economica.
Da quando ho scelto di lasciare il lavoro e dedicarmi alla famiglia sono cambiate tante cose, io per prima. Ero una persona come ce ne sono tante, che viveva secondo le regole imposte dalla società perché non sapeva di avere un'alternativa, quindi per i primi anni della mia vita ho cercato di rientrare nei parametri richiesti, di farmi andare bene una vita che in realtà non sentivo mia. Con la nascita di mia figlia sono cambiate le priorità e il suo benessere ha scavalcato tutto, così ho deciso di dedicarmi a lei, pronta a dover fare qualche sacrificio in più ma convinta che ne valesse la pena. E ne vale, ve l'assicuro. Ho scoperto tutto un altro mondo da quando sono casalinga e mamma, un mondo che parte da dentro e che trova riscontri in tantissime altre persone, magari proprio grazie ad internet, che mi permette di leggere, cercare, informarmi, sperimentare.
Ho scoperto l'importanza del silenzio, di sapere ascoltare. Non solo gli altri ma più di tutti se stessi, il proprio corpo, le proprie esigenze interiori. Viviamo in un mondo che corre e corre all'infinito, che ci richiede sempre uno sforzo superiore a quello che possiamo realmente fare, senza averne mai abbastanza. Ve lo siete mai domandati perché siamo sempre tutti proiettati in avanti, nel futuro, come se avessimo un timer che scorre inesorabile senza lasciarci mai il tempo di fermarci a riflettere? Ci alziamo la mattina presto, spesso neanche il tempo di bere un caffè e siamo di corsa in ufficio o in fabbrica, lavoriamo, lavoriamo, lavoriamo anche 12, 15 ore e poi torniamo a casa, magari diamo un bacio a nostro marito o a nostra moglie, due coccole ai figli e poi a letto e il giorno dopo si ricomincia. E questo anche di sabato e domenica adesso, non ci si ferma mai. Non ci sono più le feste, non esiste Natale, non esiste Pasqua, non ci sono orari, non c'è più rispetto per la vita privata. Non c'è tempo per fare niente, non c'è tempo per respirare, per goderci la vita. Quante vite abbiamo a disposizione? Una sola purtroppo e spesso la sprechiamo rincorrendo un bianconiglio che ci fa fretta e non si lascia acchiappare, come Alice nel Paese delle Meraviglie. Ma di meraviglioso in questa vita non c'è niente, almeno per me. Se siete degli stacanovisti il discorso cambia, se volete fare carriera vi rispetto, ma il punto è che la società non si ferma a riflettere sul fatto che ci possono essere anche persone che preferirebbero una vita diversa, fatta magari di meno ore di lavoro e più di famiglia, di hobbies, di vita privata. No la società ci dice che il mondo oggi va così e se non ti va bene quella è la porta. Bene, io ho preso la porta. Mai decisione fu più giusta.
Ho imparato tanto da quando ho iniziato a vivere la vita che volevo, su di me, sul mio carattere, sul mio corpo, su quello che davvero conta per me. Ho iniziato cercando sempre modi nuovi per risparmiare, partendo dalla spesa magari e sono arrivata a capire che risparmiare i soldi è solo l'inizio. Spendere meno certo aiuta ma cucinare in casa da grandi benefici che vanno al di là del lato economico (e qui torniamo alle prime vere intenzioni di questo blog). Cucinare in casa significa amore, benessere, salute, tutte cose che non pensavo di dover rincorrere un tempo. Questo mi ha permesso di abbracciare uno stile di vita più sano, più legato alle origini della vita, della famiglia, della terra. Mi ha permesso di disintossicarmi dai farmaci per esempio, imparando che il corpo ha mille risorse per guarire dai vari malanni e che non è necessario imbottirsi di medicine per stare bene. Basta un piccolo aiuto fitoterapico magari, oppure omeopatico. Una tisana, in impacco, un decotto, un olio, un pranzo sano a volte. Ma la gente che mi circonda spesso è troppo impegnata a dover rientrare nei tempi che richiede la società per rischiare di metterci un giorno in più a guarire, non ha tempo di aspettare che il proprio corpo combatta un'infezione o un virus utilizzando le proprie risorse, deve stare bene subito. Allora preferisce intossicarsi di farmaci chimici dai dubbi effetti che curano i sintomi e non la malattia. Si arriva ad abusarne a volte, come nel caso degli antibiotici per esempio, che spesso sono proprio i medici a dispensare come fossero caramelle. Ora io non voglio criticare nessuno ho il massimo rispetto per tutte le scelte di vita, ma dato che questo è il mio blog mi permetto di dire la mia opinione.
La stessa cosa vale per le scelte alimentari. Io non sono vegetariana e non sono vegana, sono dell'idea che il corpo umano abbia bisogno di tutto per poter andare avanti, compresa la carne bianca, rossa, le uova e il latte ma rispetto chi sceglie di vivere una vita priva di questi alimenti, cibandosi di semi e di cereali. Prima di rimanere a casa e dedicarmi alla famiglia non avrei mai avuto la possibilità di scoprire questo aspetto dell'alimentazione, di domandarmi se poteva essere una cosa fattibile per me, di provarla. Ammiro chi lo fa, chi prende una posizione netta e porta avanti il suo pensiero, ma purtroppo oggi giorno è raro anche averne il tempo. Cucinare? Andare a fare la spesa nei negozi biologici? Con i prezzi che hanno? Con il tempo che ci vuole per mettersi ai fornelli e preparare un pasto sano? Molto meglio andare al ristorante e ordinare qualcosa di veloce senza sapere cosa ci mettono dentro, meglio ancora, comprare un pasto pronto surgelato o peggio recarsi al fast food e ingurgitare chissà quanti grassi saturi, conservanti e schifezze varie! No grazie, la mia scelta di vita per fortuna mi permette di cucinare, di pensare per prima cosa all'alimentazione e di informarmi, di sperimentare, di scegliere. Ora non sto dicendo che tutti dovrebbero fare come me, ci mancherebbe. Quello che mi piacerebbe davvero sarebbe riuscire a mettere la famosa "pulce nell'orecchio" anche solo ad una persona che leggerà questo post, per farla riflettere, per darle la possibilità di sapere che esiste un'alternativa all'inesorabile rotolare giù da una collina in discesa aspettando di farsi male. La vita è una e bisogna poter scegliere, a mio parere. Perciò se posso permettermi fermatevi un secondo a riflettere, cercate di capire se la vita che state vivendo vi appartiene veramente, se è ciò che desiderate. Se è così bene, sono felice per voi, ma se non è così avete il diritto e il dovere verso voi stessi di prendere in mano la vostra esistenza e darle la direzione che volete.
Pensateci.

sabato 15 dicembre 2012

MERCATINO DI NATALE

Natale per me è sempre stato il momento più bello dell'anno ma non solo perchè si ricevono i regali, soprattutto perchè si fanno. Ho sempre avvertito dentro la necessità e la voglia di regalare, di donare, di condividere con gli altri, che si tratti di un pranzo a casa mia con 12 persone o di un regalo materiale, o ancora di un gesto di solidarietà. Tutti gli anni a Natale per esempio compro un gioco per un bambino e lo porto all'associazione A.G.EO.P. della mia città, che si occupa dei piccoli malati di cancro (quest'anno ho fatto una raccolta e grazie ad un gruppetto di persone siamo riusciti a portare tantissimi regali). Qualche anno fa ho acquistato una Pigotta all'Unicef, l'anno scorso ho comprato lì addirittura quasi tutti i regali. Quest'anno ho voluto partecipare alla realizzazione di un mercatino di Natale che si svolge presso la mia ex parrocchia, nel quartiere dove vivevo prima di sposarmi.
E cosa potevo fare se non qualcosa da mangiare??
Premetto che ho fatto tutto da sola, dalla preparazione in sé alla cottura, ho riordinato, lavato i piatti e impacchettato tutto quello che potevo impacchettare!
Ho deciso di preparare cibi semplici come è mia tradizione, soprattutto perchè credo nella bontà dei cibi genuni e senza grossi intrugli, calorie e grassi (ma chi segue questo blog lo sa bene). Le ricette sono tutte prese dai miei piatti, ho solo modificato gli stampi delle torte preferendo preparare ciambelline più piccole, con porzioni singole o al massimo da tre persone. Il tutto è stato realizzato in 5 ore, diciamo dalle 7 di mattina alle 12, tranne ovviamente il pane che ha dovuto lievitare una notte in forno spento e che ho dovuto preparare la sera prima.
Con una spesa che si aggira sui 7/10 euro (più o meno, non posso fare un conto preciso perchè molti ingredienti li avevo già in casa e fanno parte della mia spesa da sempre), ho realizzato

1,3 KG DI PANE CON PASTA MADRE (non c'è la foto purtroppo)
3 TORTINE DI MELE
3 CIAMBELLINE CON GRANELLA DI ZUCCHERO
BISCOTTI GLASSATI

Non ci credete? Ecco la lista degli ingredienti:

- IL PANE: Farina 0, farina manitoba, semola, acqua, olio evo, sale, pasta madre
- TORTA DI MELE: 4 mele, burro, uova, farina 00, lievito vanigliato, latte, zucchero
- CIAMBELLE: farina 00, uova, acqua, zucchero, lievito vanigliato, olio di mais, granella di zucchero
- BISCOTTI: burro, uova, farina 00, fecola di patate, zucchero, latte, zucchero a velo, cioccolato, succo di limone, albumi

Come vedete con poco si può fare davvero tanto! Il ricavato della vendita di questi prodotti e di tutti quelli in vendita al mercatino andrà alle famiglie bisognose del quartiere e io lo trovo un gesto appropriato più che mai in questo periodo.




Buon Natale a tutti!

lunedì 8 ottobre 2012

CASALINGA A CHI???

Quante volte nel corso degli ultimi 5 anni mi sono sentita giudicare per la mia scelta di fare la casalinga.. Ma come, a 32 anni con un diploma e un cervello potresti fare qualunque cosa e tu vuoi fare la casalinga? Fai la vita di una nonnina di 70 anni, ti stai perdendo gli anni migliori, se tutte le mamme stessero a casa dal lavoro per seguire i figli torneremmo all'età della pietra! Tutte tornano al lavoro, tutte devono lasciare i figli ai nonni o alle babysitter, se la casa non è pulita pazienza, insomma bisogna che ti dai da fare anche tu!
Ecco la frase che mi fa ribollire il sangue nelle vene... Bene oggi mi sento in vena di sfatare questo falso mito e di gridare a gran voce che la mia è una scelta, oltre che una necessità.
Chi l'ha detto che le casalinghe non fanno niente? Immagino che il problema derivi dalla concezione che abbiamo di lavoro: lavoro uguale denaro. Oh certo se la pensiamo così allora le casalinghe non lavorano, ma non lavorano neanche i volontari, per non parlare di chi è assunto regolarmente ma per un motivo o per l'altro non viene retribuito (in questo periodo ne ho sentiti tanti purtroppo). Quindi chi non riceve uno stipendio non fa niente dalla mattina alla sera? E chi non si ammazza di lavoro in fabbrica o in ufficio, chi non fa un mestiere rispettabile ma va in televisione o corre dietro ad un pallone per 90 minuti e viene strapagato allora? Quello non è un paradosso?
Beh, per come la vedo io al mondo dovrebbe esserci spazio per tutti, per chi la pensa in un modo e chi in un altro. Conosco donne che molto candidamente ammettono che non sarebbero in grado di "stare a casa tutto il giorno" (tradotto non fare niente dalla mattina alla sera) per carattere, perchè hanno bisogno di stare in mezzo alla gente e che non riuscirebbero mai a stringere la cinghia e a rinunciare al loro massaggio settimanale o al parrucchiere mensile. Bene, loro fanno bene a lavorare per quanto mi riguarda. Se vuoi mantenere un certo stile di vita senza scendere a compromessi è giusto lavorare e aveve una propria indipendenza economica che ti permette di toglierti i tuoi sfizi. Ma come la mettiamo con chi non vive schiavo del consumismo ed è disposto a cambiare vita e a fare sacrifici per uno scopo più grande?
Certo ci sono donne disoccupate che non amano fare i mestieri di casa e che soffrono perchè vorrebbero un'entrata mensile per fare shopping ma non ne dispongono. Rispetto anche loro.
Poi c'è la categoria alla quale appartengo io: le VERE casalinghe. Quelle donne che si alzano all'alba per preparare il pane, che sbrigano i lavori di casa giornalmente, che comprano le materie prime per cucinare dei piatti sani (e non si affidano ai cibi precotti), che s'ingegnano per risparmiare sulla spesa, che cercano di far durare lo stipendio del marito o del compagno il più a lungo possibile e che se hanno dei figli seguono in prima persona anche loro. Posso garantire che queste donne non hanno un minuto libero e arrivano a sera stanchissime, esattamente come chi passa 8 ore in ufficio, se non di più.
Dato che (mio malgrado) vivo in un'epoca tecnologica, dove le macchine governano il mondo e dove senza l'ausilio di dispositivi elettronici la vita parrebbe impossibile, ho deciso di sfruttarne almeno uno e di pubblicare questo post per esprimere il mio punto di vista.
Navigando un pò in rete mi sono accorta che c'è tutta una schiera di persone che ha SCELTO di vivere in maniera alternativa, senza acquistare i classici prodotti di consumo ed arricchire le multinazionali, facendo tutto in casa senza rinunciare a niente. Donne che vivono in maniera più sana scegliendo di fare un passo indietro, invece di seguire la massa che corre dietro al tempo e ai soldi e che hanno trovato la felicità. Quando poi si ha un figlio si cerca di farlo crescere in maniera più genuina possibile, trasmettendogli dei valori veri, magari come la famiglia e l'amore. Non voglio certo dire che chi lavora non trasmette questi valori ai figli, ci mancherebbe, ma quando un bambino cresce quotidianamente affidato ad una terza persona dalla mattina alla sera (sia un nonno che un baby sitter), quale messaggio percepisce con il passare del tempo? Che la mamma è troppo impegnata a lavorare per stare con lui e che se non ci fosse la nonna o la tata, lui sarebbe da solo. Questo è quello che è successo a me da piccolina ed è esattamente quello che non voglio accada a mia figlia. Io l'ho messa al mondo e io me ne prendo cura.
Massimo rispetto per tutte le donne in carriera che decidono di dedicare la propria vita al lavoro e al successo, ma lo stesso rispetto lo pretendo anch'io.
A volte i giudizi sono più sottili e vengono anche da persone che ci stanno intorno, persone che pur dicendo che ci capiscono e che comprendono il nostro punto di vista, non possono evitare di lasciar trasparire un'ombra di disappunto per le nostre scelte. A queste persone chiedo un esame di coscienza prima di tutto.
Sempre più spesso si sente parlare di persone disoccupate, di donne o uomini senza lavoro che devono mantenere una famiglia e non sanno come fare, è inutile secondo me ammazzarsi di lavoro per prendere due soldi in più se non si cambia lo stile di vita. Le nostre nonne come facevano? Qualcuno se lo domanda mai? Una volta si sfornavano 5 o 10 figli come niente, c'era povertà, mancanza di cibo e persino la guerra, eppure in qualche modo si viveva... Perchè al giorno d'oggi non si può mettere in pratica lo stesso sistema per mandare avanti una famiglia? La crisi incombe ovunque ormai e nessuno di noi può farci niente, quindi per come la vedo io se una strada non funziona bisogna cambiare. Non tutti sono adatti ai cambiamenti, certo, ma se io scelgo di cambiare perchè devo essere giudicata?
Credo di essere molto più felice di una donna che lavora tutto il giorno in ufficio dovendo sopportare un capo anarchico e magari dei colleghi cattivi, che torna a casa la sera esausta e che si sente anche in colpa per aver abbandonato i figli per ore.
Detto questo credo che sia solo questione di educazione e di concezione della vita.
Non siamo tutti uguali per fortuna ma al giorno d'oggi, in una società in cui tutti tendono ad assomigliarsi e ad uniformarsi con la tecnologia, la moda e la chirurgia plastica, qualcuno fuori dal coro deve pure cantare....   

giovedì 4 ottobre 2012

Come risparmiare sulla spesa? Ecco qualche consiglio pratico...

Ho riflettuto attentamente prima di scrivere questo post, cercando di capire se valesse la pena pubblicarlo, se potesse in qualche modo offendere qualcuno (quando si tratta di soldi l'argomento è sempre molto delicato), se potesse interessare qualcuno.. Alla fine ho deciso di tentare perchè mi sono detta che anche se una sola persona potrà trovare giovamento dai miei "consigli", allora potrò dire di aver raggiunto il mio obiettivo.
Come sanno tutti quelli che leggono il mio blog, questo diario virtuale nasce dall'esigenza di rientrare con le spese nello stipendio mensile, di cercare sempre nuovi modi per spendere intelligentemente a volte andando anche controcorrente, non ultimo scegliere uno stile di vita sano e genuino partendo proprio dalla tavola.
Recentemente ci sono state alcune persone che mi hanno chiesto come faccio ad avere sempre la casa piena di cibo e la dispensa stracolma di provviste con uno stipendio solo, un affitto, le bollette e una figlia piccola da mantenere. Beh indubbiamente i fattori sono tanti, dal saper gestire una situazione finanziaria fino al singolo centesimo, al programmare e studiare ogni spesa senza lasciare niente al caso. Ovviamente ci sono le eccezioni, c'è il mese in cui le disponibilità sono maggiori e il mese in cui bisogna tirare un pò più la cinghia ma se le possibilità sono queste, invece di arrovellarsi su come trovare altri soldi rubando tempo alla famiglia, si può pensare a come ottimizzare tutto ciò che si ha godendosi i doni che Dio ci ha dato.
Ognuno compie le sue scelte in libertà, non mi permetto di giudicare nessuno ma per quanto riguarda me ho preferito dedicare le mie giornate alla casa e a mia figlia, spinta naturalmente anche da esigenze pratiche. E poi diciamocelo, in un periodo come quello che stiamo vivendo anche se non si sceglie di seguire i figli a casa, non è difficile voltarsi e trovare persone disoccupate o con stipendi da fame e un bilancio da far quadrare, quindi alla fine tanto vale sentirsi tutti sulla stessa barca, no?
Indipendentemente dalla situazione famigliare e lavorativa, trovo stupido sprecare i soldi per principio. Perchè devo pagare un oggetto a prezzo pieno quando tra una settimana lo trovo scontato del 30% o del 50%? Magari quei soldi risparmiati possono essere impiegati per fare altro, per comprare un regalo al marito o alla figlia, per andare a cena fuori o per comprare un vestito in più.
Ci sono posti dove difficilmente ci sono sconti, settori commerciali che non li prevedono, ma per quanto riguarda la spesa c'è l'imbarazzo della scelta!
Io vado sempre alla Coop e all'Ipercoop. Ci sono sconti ogni giorno e basta solo tenersi aggiornati per districarsi un pò e cercare di non farsi fregare. Come?

1- innanzitutto MAI andare a fare la spesa senza la lista. E' noioso farla lo so ma ci fa capire esattamente cosa ci serve in casa e ci permette di risparmiare tempo. Una volta al supermercato poi magari ci accorgiamo che manca qualcos'altro e decidiamo di comprarlo ma partire senza una base scritta ci fa perdere il contatto con la reale necessità, a mio parere.
2- Prima di andare al supermercato procuriamoci il depliant con le offerte della settimana o dei 15 giorni. Avremo un'idea di ciò che è in sconto e a quanto e potremo decidere quanto prodotto acquistare per farne una bella scorta in base alla disponibilità economica. Ormai i depliant si trovano sempre anche online quindi basterà collegarsi al sito della catena di supermercato e scaricare il pdf con il catalogo o iscriversi alla newsletter se non vogliamo girare a cercare il cartaceo.
3- Controlliamo sempre il prezzo al chilo! A volte nei supermercati un prodotto appare in offerta con un prezzo ipotetico che dovrebbe far risparmiare il comsumatore ma è un bluff! Controlliamo sempre il prezzo al chilo e guardiamo se conviene acquistare quella marca in offerta, magari uno stesso prodotto a marchio Coop o simile è buono ugualmente e costa meno. Se non siamo schizzinosi in fatto di marche a volte vale la pena provare.
4- Le scadenze. Soprattutto quando si tratta di laticini e prodotti freschi stiamo molto attenti alla scadenza riportata sulla confezione. A volte ci sono magari le mozzarelle in offerta ma scadono dopo 3 giorni e allora forse non ne vale la pena! Se un prodotto è scontato potrebbe essere perchè è a fine scorta e il supermercato deve sbarazzarsene. Se compriamo prodotti a lunga conservazione come il latte ad esempio potremmo farne una bella scorta a patto che la data di scadenza sia abbastanza lontana da permetterci di consumare tutto il prodotto.
5- La scorta. Questo argomento suscita sempre un pò di clamore ogni volta che lo affronto con amici e parenti. Mi rendo conto che molti hanno una casa piccola e non possono permetterselo, ma spesso capita che non si fa scorta perchè non si ha la "cultura" della scorta. Se un prodotto è in offerta al 50% ad esempio e sappiamo che in ogni caso è un prodotto che consumiamo, una volta che la data di scadenza è lontana perchè non comprarne molti pacchi? Per qualche mese non dovremo più pensare a quell'oggetto perchè lo avremo già in casa e potremo comprare altri prodotti in offerta che ci mancano. Io dico sempre che è come giocare a zona o marcare a uomo. Molte persone che conosco fanno la spesa comprando quello che serve a prescindere dalle offerte, io faccio la spesa comprando ciò che è in offerta, in questo modo a casa ho sempre un'ampia scelta di prodotti e non devo mai pagare un oggetto a prezzo pieno. Certo se mi serve un prodotto che non è in sconto lo compro lo stesso ma magari ne prendo un pezzo solo.
6- La tessera. Che sia Coop, Spesa amica o Fidaty ne vale sempre la pena! Fate la tessera relativa al vostro supermercato e risparmierete tantissimo! Io ho praticamente tutte le tessere che esistono, della Coop, del Carrefour e dell'Esselunga. In questo modo ogni volta che capito in un centro commerciale e magari vado a vedere le offerte posso sempre usufruire di ulteriori sconti, per non parlare dei punti accumulati che alla fine mi danno premi o risparmi vari.
In linea di massima sulla spesa si riesce ancora a risparmiare nonostante tutto. Se preferiamo i grandi ipermercati alle botteghe da strada e combiniamo le offerte con ciò che ci manca in casa si può risparmiare davvero tanto. In questo modo la casa sarà sempre piena di cibo, se poi avete il tempo per cucinare non comprate i cibi già pronti, sono pieni di conservanti e di schifezze chimiche, vi basterà tenere in casa dei prodotti base come la farina, le uova, lo zucchero e il lievito e al resto penserete voi!
Per come la vedo io non c'è niente di più bello che aprire la dispensa e scegliere cosa cucinare partendo da un'ampia scelta! La casa piena di cibo mi da allegria, mi mette sicurezza, per non parlare dell'effetto antidepressivo che ha cucinare sul mio umore.. :)

domenica 27 maggio 2012

Una piccola riflessione..

Oggi voglio prendermi una pausa dalle ricette e approfittare di questo blog per condividere una cosa che mi è successa ieri. Eravamo alla festa di compleanno di un'amica di mia figlia e come capita ogni volta il confronto con gli altri genitori è venuto naturale. La casa di proprietà ben arredata, i giocattoli nuovi, i vestiti firmati e tante altre cose che personalmente non condivido. Una mamma si è messa a parlare con me e dopo che le avevo spiegato i motivi della mia scelta di non lavorare per seguire mia figlia in prima persona, mi ha chiaramente detto in faccia che sono matta. Non con questi termini ma posso garantire che il concetto è stato parecchio chiaro.
Le sue parole sono state: quando inizi con due stipendi non si può tornare indietro, io ho un lavoro importante che non lascerei mai e non ci penso proprio ad avere una riduzione di orario. Io lavoro tutto il giorno e penso che al giorno d'oggi sia impossibile vivere con uno stipendio, magari con un mutuo da pagare, bisogna essere matti..
L'ho guardata e trasudava soldi da ogni poro. Maglia firmata, pantaloni firmati, borsa da 200 euro, e così anche la bambina. Lei e suo marito lavorano tutto il giorno 12 ore e le due figlie vivono con la baby sitter perchè non hanno nonni in città.
Dopo poco mi si è avvicinata un'altra mamma e mi ha chiesto di cosa parlavo prima, così le ho raccontato. Lei mi ha detto: tua figlia è serena e si vede, questo significa che hai fatto la scelta giusta. Naturalmente ci sono conseguenze, avrà un giocattolo in meno alla moda, un paio di vestiti firmati di meno, o magari non giocherà con il tablet ma di sicuro è più felice..
In quel momento mi sono sentita ripagata di tutti i miei sforzi per far funzionare il nostro menage familiare e ho capito che ha ragione.
Mia figlia non ha mai vissuto neanche 10 minuti con una baby sitter, non sa cosa significhi stare tutto il giorno da sola con un'estranea o con una terza persona. Io e mio marito abbiamo deciso di averla e spetta a noi crescerla. Forse siamo tornati indietro perchè abbiamo uno stipendio solo, un affitto e tante bollette da pagare, ma ieri in quella stanza nessuno si amava più di noi e a lungo andare anche mia figlia capirà quanto sia stato importante crescere con la mamma.
Non dico che tutti dovrebbero fare come noi, ognuno vive la sua vita come crede ma quando mi confronto con altre mamme e con altre realtà mi rendo davvero conto di dove siamo andati a finire. Non facciamo altro che correre dietro al tempo, ai soldi, al progresso, al lusso e alla tecnologia. Perchè? Per una mia scelta in casa non abbiamo console a 3 dimensioni, non abbiamo videogames interattivi, mia figlia sa usare il computer ma non le permetto di abusare della tecnologia. Si diverte di più con un foglio e dei colori, con delle tempere e dei pennelli, con un panetto di pasta frolla e degli stampi per biscotti. Questo significa forse che è inferiore agli altri? Non credo proprio.. In una società che vive per il denaro e crede che ammazzarsi di lavoro tutto il giorno serva a dare ai figli tutto quello di cui hanno materialmente bisogno, si è perduto il senso dei valori più importanti. A mio avviso i figli hanno bisogno di amore, di calore umano, di valori, di punti di riferimento, non di giocattoli all'ultima moda o di vestiti firmati. Un completo di Hello Kitty scalda forse di più di uno non firmato? Non mi pare..
E con questo concludo, non voglio giudicare, vorrei solo che tante persone capissero che i bambini quando vengono al mondo non hanno bisogno di molte cose, solo dell'amore della mamma e del papà, tutto il resto è superfluo.