lunedì 8 ottobre 2012

CASALINGA A CHI???

Quante volte nel corso degli ultimi 5 anni mi sono sentita giudicare per la mia scelta di fare la casalinga.. Ma come, a 32 anni con un diploma e un cervello potresti fare qualunque cosa e tu vuoi fare la casalinga? Fai la vita di una nonnina di 70 anni, ti stai perdendo gli anni migliori, se tutte le mamme stessero a casa dal lavoro per seguire i figli torneremmo all'età della pietra! Tutte tornano al lavoro, tutte devono lasciare i figli ai nonni o alle babysitter, se la casa non è pulita pazienza, insomma bisogna che ti dai da fare anche tu!
Ecco la frase che mi fa ribollire il sangue nelle vene... Bene oggi mi sento in vena di sfatare questo falso mito e di gridare a gran voce che la mia è una scelta, oltre che una necessità.
Chi l'ha detto che le casalinghe non fanno niente? Immagino che il problema derivi dalla concezione che abbiamo di lavoro: lavoro uguale denaro. Oh certo se la pensiamo così allora le casalinghe non lavorano, ma non lavorano neanche i volontari, per non parlare di chi è assunto regolarmente ma per un motivo o per l'altro non viene retribuito (in questo periodo ne ho sentiti tanti purtroppo). Quindi chi non riceve uno stipendio non fa niente dalla mattina alla sera? E chi non si ammazza di lavoro in fabbrica o in ufficio, chi non fa un mestiere rispettabile ma va in televisione o corre dietro ad un pallone per 90 minuti e viene strapagato allora? Quello non è un paradosso?
Beh, per come la vedo io al mondo dovrebbe esserci spazio per tutti, per chi la pensa in un modo e chi in un altro. Conosco donne che molto candidamente ammettono che non sarebbero in grado di "stare a casa tutto il giorno" (tradotto non fare niente dalla mattina alla sera) per carattere, perchè hanno bisogno di stare in mezzo alla gente e che non riuscirebbero mai a stringere la cinghia e a rinunciare al loro massaggio settimanale o al parrucchiere mensile. Bene, loro fanno bene a lavorare per quanto mi riguarda. Se vuoi mantenere un certo stile di vita senza scendere a compromessi è giusto lavorare e aveve una propria indipendenza economica che ti permette di toglierti i tuoi sfizi. Ma come la mettiamo con chi non vive schiavo del consumismo ed è disposto a cambiare vita e a fare sacrifici per uno scopo più grande?
Certo ci sono donne disoccupate che non amano fare i mestieri di casa e che soffrono perchè vorrebbero un'entrata mensile per fare shopping ma non ne dispongono. Rispetto anche loro.
Poi c'è la categoria alla quale appartengo io: le VERE casalinghe. Quelle donne che si alzano all'alba per preparare il pane, che sbrigano i lavori di casa giornalmente, che comprano le materie prime per cucinare dei piatti sani (e non si affidano ai cibi precotti), che s'ingegnano per risparmiare sulla spesa, che cercano di far durare lo stipendio del marito o del compagno il più a lungo possibile e che se hanno dei figli seguono in prima persona anche loro. Posso garantire che queste donne non hanno un minuto libero e arrivano a sera stanchissime, esattamente come chi passa 8 ore in ufficio, se non di più.
Dato che (mio malgrado) vivo in un'epoca tecnologica, dove le macchine governano il mondo e dove senza l'ausilio di dispositivi elettronici la vita parrebbe impossibile, ho deciso di sfruttarne almeno uno e di pubblicare questo post per esprimere il mio punto di vista.
Navigando un pò in rete mi sono accorta che c'è tutta una schiera di persone che ha SCELTO di vivere in maniera alternativa, senza acquistare i classici prodotti di consumo ed arricchire le multinazionali, facendo tutto in casa senza rinunciare a niente. Donne che vivono in maniera più sana scegliendo di fare un passo indietro, invece di seguire la massa che corre dietro al tempo e ai soldi e che hanno trovato la felicità. Quando poi si ha un figlio si cerca di farlo crescere in maniera più genuina possibile, trasmettendogli dei valori veri, magari come la famiglia e l'amore. Non voglio certo dire che chi lavora non trasmette questi valori ai figli, ci mancherebbe, ma quando un bambino cresce quotidianamente affidato ad una terza persona dalla mattina alla sera (sia un nonno che un baby sitter), quale messaggio percepisce con il passare del tempo? Che la mamma è troppo impegnata a lavorare per stare con lui e che se non ci fosse la nonna o la tata, lui sarebbe da solo. Questo è quello che è successo a me da piccolina ed è esattamente quello che non voglio accada a mia figlia. Io l'ho messa al mondo e io me ne prendo cura.
Massimo rispetto per tutte le donne in carriera che decidono di dedicare la propria vita al lavoro e al successo, ma lo stesso rispetto lo pretendo anch'io.
A volte i giudizi sono più sottili e vengono anche da persone che ci stanno intorno, persone che pur dicendo che ci capiscono e che comprendono il nostro punto di vista, non possono evitare di lasciar trasparire un'ombra di disappunto per le nostre scelte. A queste persone chiedo un esame di coscienza prima di tutto.
Sempre più spesso si sente parlare di persone disoccupate, di donne o uomini senza lavoro che devono mantenere una famiglia e non sanno come fare, è inutile secondo me ammazzarsi di lavoro per prendere due soldi in più se non si cambia lo stile di vita. Le nostre nonne come facevano? Qualcuno se lo domanda mai? Una volta si sfornavano 5 o 10 figli come niente, c'era povertà, mancanza di cibo e persino la guerra, eppure in qualche modo si viveva... Perchè al giorno d'oggi non si può mettere in pratica lo stesso sistema per mandare avanti una famiglia? La crisi incombe ovunque ormai e nessuno di noi può farci niente, quindi per come la vedo io se una strada non funziona bisogna cambiare. Non tutti sono adatti ai cambiamenti, certo, ma se io scelgo di cambiare perchè devo essere giudicata?
Credo di essere molto più felice di una donna che lavora tutto il giorno in ufficio dovendo sopportare un capo anarchico e magari dei colleghi cattivi, che torna a casa la sera esausta e che si sente anche in colpa per aver abbandonato i figli per ore.
Detto questo credo che sia solo questione di educazione e di concezione della vita.
Non siamo tutti uguali per fortuna ma al giorno d'oggi, in una società in cui tutti tendono ad assomigliarsi e ad uniformarsi con la tecnologia, la moda e la chirurgia plastica, qualcuno fuori dal coro deve pure cantare....