sabato 10 gennaio 2015

Una famiglia numerosa: si può?

Oggi non ho nessuna ricetta da proporvi, solo qualche pensiero di mamma.
Sarà che il Natale è appena passato, sarà che stare a casa con entrambe le mie figlie per le feste mi ha avvicinato moltissimo ad entrambe, sarà che dentro di me non ho mai smesso di cullare l'idea di avere una famiglia numerosa. Fatto sta che da un pò di tempo continuo a pensare ad allargare il nostro piccolo club esclusivo e ogni volta che ne discuto con mio marito saltano fuori sempre gli stessi argomenti: i soldi, lo spazio, il tempo, la pazienza, l'organizzazione.
Certo, se ci limitiamo a guardarci intorno andiamo poco lontano secondo me. Di tutte le persone che conosco, solo poche hanno più di 2 figli e in ogni caso nessuna più di 4. Non che l'amore, la felicità e la devozione nei confronti dei bambini si valutino con un numero, ci mancherebbe, però a conti fatti la realtà nella quale viviamo si basa sui calcoli e per vivere nella nostra società sono necessari. E allora facciamoli questi calcoli, perchè no?
1- Chi lavora fuori e chi lavora in casa.
Anche ammesso che qualcuna possa e (cosa più importante) desideri dedicare la propria vita alla famiglia scegliendo di restare a casa ad occuparsi dei figli come faccio io, il tempo e le energie che servono per seguire bene i bambini sono innumerevoli e alla fine della giornata vi garantisco che forse in ufficio c'è meno da fare. La società in cui viviamo però non riconosce il lavoro della casalinga e della mamma e nonostante tutto quello che noi facciamo non veniamo retribuite in nessun modo dallo Stato. E allora che si fa? Si manda il papà al lavoro e si lascia che la mamma si dedichi a tutto il resto. Certo, se lui ha un buon posto che permette alla famiglia di vivere degnamente è già molto al giorno d'oggi, però non è neanche pensabile che un uomo debba lavorare 15 ore al giorno tutti i giorni per sfamare moglie e figli.
Nel mondo in cui viviamo qui in Italia (almeno al nord dove sto io) è così. Servono un sacco di soldi per vivere, un sacco di oggetti inutili per la crescita dei bebè e, cosa non meno importante, ogni volta che qualcuno tenta di andare controcorrente scegliendo un'altra strada viene inevitabilmente additato e criticato. La cosa assurda è che questo non riguarda solo i conoscenti o gli amici con i quali ci si confronta, ma anche e spesso pediatri e medici.
2- Cosa serve e cosa non serve quando nasce un bebè.
Tutti quelli che hanno figli saranno d'accordo con me quando dico che alla nascita del primo si tende ad acquistare tutto il possibile, senza badare a spese. All'arrivo del secondo gli acquisti si dimezzano perchè in parte si possiede già tanta roba e in parte ci si accorge che tante cose non sono necessarie. Magari si passa a comprare ai mercatini dell'usato per risparmiare, dato che i costi di vita aumentano. E poi? Come si può risparmiare ancora qualcosa? Mi sono accorta durante il mio percorso verso la consapevolezza di me stessa e il cambiamento che è scaturito in me dalla nascita della mia prima figlia che una volta che si entra nell'ottica del cambio di vita sotto alcuni aspetti, si tende a cercare strade parallele anche in altri. E allora la mia scelta di stare a casa con le bambine invece di trascorrere ore in ufficio è stata un punto di partenza verso una vita più sana, più biologica, più consapevole e più fuori dai canoni della società in cui vivo. Ho sentito che il mondo là fuori era in guerra con me (o forse ero io in guerra con il mondo) e che se avessi continuato a fare quello che la società si aspettava da me sarei diventata una mamma stacanovista del lavoro, senza avere mai il tempo per stare con le mie figlie, impegnata a fare la spesa con pochissimo tempo, dovendo per forza scegliere prodotti precotti o già pronti per far coincidere il lavoro con la famiglia. Mi sono detta che tutto questo non valeva la pena per portare a casa qualche soldo in più se poi la salute doveva rimetterci. Ho scelto altre strade, in molti campi e spesso sono stata criticata, come dicevo prima.
Nella mia esperienza di educazione precoce al vasino ad esempio (della quale ho parlato in un altro post) ho ricevuto innumerevoli commenti dispregiativi più o meno velati da parte della pediatra e di altre persone che non si sono dette d'accordo con le mie scelte. Certo, questo tipo di strada permette di svezzare prima il bambino dal pannolino, magari facendo risparmiare qualcosina dato il costo folle di marche come Pampers ma anche sottomarche come Coop o Carrefour che in ogni caso non sono all'altezza della prima. Ci sono tante altre possibilità per non svenarsi con i pannolini, certo. L'uso di quelli lavabili ad esempio, ma credo sia fattibile solo se si vive fuori città e si ha la possibilità di stendere all'aperto o magari si possiede un'asciugatrice. Insomma i pannolini servono in un modo o nell'altro. Ma tutto il resto? NO!! Addio quindi a contenitori di plastica per i pannolini sporchi con tanto di ricariche da acquistare a parte, termometri digitali, sacchi nanna, fasciatoi portatili, scalda biberon, supporti per lavare il neonato nella vasca in plastica e tante altre cose che ora non mi vengono in mente.
3- La ricerca del confronto con altri paesi
E allora mi sono detta: come fanno all'estero? Ci sono famiglie che vivono in modo diverso dal nostro e grazie al loro stile di vita riescono ad avere tutti i bambini che desiderano pur essendo felici e avere di che mangiare e star bene? Ecco allora che mi sono imbattuta nei Duggar, qualcuno li conosce? Sono piuttosto famosi, anche se in realtà forse lo erano di più qualche anno fa.
I Duggar sono una famiglia che vive in Arkansas, moglie e marito sono sposati da 37 anni e hanno la bellezza di 19 figli! Hanno un programma che va in onda su Real time e che si chiama 21 sotto un tetto, hanno scritto un paio di libri spiegando il loro modo di vivere e se facciamo una ricerca su Google troviamo tutte le informazioni che vogliamo.
Ora, senza dover arrivare ad avere 19 figli, la loro esperienza mi ha fatto riflettere e mi sono incuriosita non poco, così ho acquistato il loro libro e l'ho letto tutto d'un fiato.
Ci sono delle notevoli differenze tra il modo di vivere che hanno in America e il nostro, non c'è che dire. Prima fra tutti la possibilità di utilizzare i buoni spesa per comprare da mangiare quasi gratuitamente (per questo basta guardare il programma Pazzi per la spesa) cosa che da noi è impensabile fare. Ho scritto tante volte alle aziende produttrici e tutte mi hanno risposto che non è nella loro politica mandare buoni spesa.
E per il resto? Beh, loro si sono comprati un terreno e si sono costruiti la loro casa con le loro mani, pezzo per pezzo! Altra cosa che qui in Italia non è fattibile, senza contare che là le case vengono costruite in legno e cartongesso mentre qui quasi sempre in mattoni, il che rende il tutto più costoso e problematico.
Il problema della scuola e del costo esorbitante dei materiali? Loro lo hanno risolto scegliendo l'homeschooling, ovvero l'istruzione parentale che in Italia E' PERFETTAMENTE LEGALE ma che nessuno conosce e in pochissimi scelgono di attuare.
Insomma, per come la vedo io, dopo anni in cui il governo ci ha tartassati con il problema del calo delle nascite e dopo aver visto l'invasione di extracomunitari che sono venuti a stare nel nostro paese sfornando un figlio dopo l'altro, sarebbe il caso di rivedere un pò le cose. Con tutto il rispetto per chi sceglie di avere solo un figlio o magari anche nessuno, mi piacerebbe che fosse data la possibilità a chi desidera una famiglia numerosa di realizzare il proprio desiderio, senza che ostacoli come i soldi o la società lo impediscano.
Sempre più persone con le quali ho modo di parlare mi confidano il loro desiderio di cambiare paese, conosco anche chi l'ha fatto ma non penso che dovrebbe essere l'unico modo per vivere la vita che si vorrebbe. Lo trovo piuttosto triste e squallido