mercoledì 24 settembre 2014

PASTA AL FORNO CON POMODORO E FORMAGGIO

Una ricetta semplice semplice, talmente semplice da essere quasi imbarazzante... Il fatto è che qui bisogna fare di necessità virtù: la famiglia cresce, le cose da fare si moltiplicano e le ore sono sempre le stesse quindi bisogna ingegnarsi e trovare nuovi modi per organizzarsi al meglio.
Dovendo uscire all'ora di pranzo per andare a prendere mia figlia da scuola, tornare e dare da mangiare all'altra mia figlia, lavare i piatti e tutto il resto avevo necessità di trovare un modo per buttare giù anch'io un boccone SANO senza dover stegamare troppo e perdere troppo tempo. La soluzione è stata una bella pasta al forno, saporita, genuina e soprattutto divisa in porzioni e messa a congelare pronta per l'uso.
Vediamo come ho fatto


PASTA AL FORNO CON POMODORO E FORMAGGIO

(dosi per 300 g. di pasta che io ho diviso più o meno in 4 porzioni abbondanti)

- 300 g. pasta
- 700 ml passata di pomodoro
- 100 g. asiago
- pangrattato
- 1 scalogno
- olio evo
- sale


Per prima cosa mettiamo a scaldare un giro d'olio evo in padella e facciamo soffriggere lo scalogno tagliato finemente. Quando sfrigola aggiungiamo la passata di pomodoro e mezzo bicchiere di acqua. Mescoliamo, saliamo e lasciamo rapprendere un pò.
Nel frattempo cuociamo la pasta in abbondante acqua salata e scoliamola a metà cottura.
Tagliamo il formaggio a dadini (io ho scelto l'asiago ma può andare bene qualunque formaggio: il galbanino, la provola, il caciocavallo). Mescoliamo la pasta con poco sugo di pomodoro.
Prendiamo una teglia di vetro da forno e mettiamo un pò d'olio sul fondo, versiamo metà pasta, mettiamo sopra un pò di sugo e i dadini di formaggio, poi ancora pasta, sugo e formaggio. Terminiamo con una pioggia di pangrattato e se volete anche un pò di parmigiano grattugiato.
Un filo d'olio e in forno a 180° per circa 30 minuti, o fino a quando non si forma una bella crosticina in superficie.
Se volete servite subito altrimenti dividete in porzioni, fate raffreddare e mettete in freezer.

giovedì 11 settembre 2014

EC IGIENE NATURALE DEL BAMBINO: PRIME ESPERIENZE E PREGIUDIZI

Da qualche settimana ormai sto provando un nuovo approccio nei confronti del vasino con la mia seconda figlia. Con la prima avevo provato ad abituarla ad usarlo già da 7-8 mesi, ma la stagione fredda e le temperature di casa mi avevano scoraggiato e così ho abbandonato quasi subito. Risultato? Per togliere completamente il pannolino anche la notte ho dovuto attendere i 5 anni compiuti. Detto tra noi non ne potevo più.. Al di là della spesa economica, psicologicamente è stata dura, soprattutto perchè era la prima esperienza e non volevo forzare la bimba ad un passo per cui sentivo che non era ancora pronta. Quando è nata la seconda mi sono detta "non ripeterò più questa esperienza".
Navigando online nei mesi passati ho scoperto moltissimi blog di mamme "ecologiche", attente all'ambiente, alla salute naturale del bambino e più inclini ad un approccio dolce e intimo con il proprio pargoletto. Mi sono rivista molto in questo modo di essere madre, soprattutto dopo la mia seconda gravidanza e così ho iniziato ad informarmi sempre di più sui metodi di crescita, di svezzamento e di educazione dei piccoli.
Una delle cose che mi ha colpito maggiormente è stata l'EC, l'igiene naturale del bambino.
Per chi volesse informazioni maggiori e più dettagliate, lascio un link molto utile ed esplicativo che potrà essere d'aiuto a chiunque voglia provare questo tipo di approccio
http://www.naturalentamente.it/cose-lec-nostra-esperienza/

In sintesi l'igiene naturale del bambino prevede l'uso del vasino già dai primi mesi di vita, se non addirittura dalla nascita, proponendo al piccolo di usarlo senza fai forzarlo. L'osservazione attenta di una mamma che vive a stretto contatto con il cucciolo tutto il giorno è sufficiente per capire fin dai primi momenti l'attimo in cui il bambino sta spingendo per vuotarsi l'intestino, o i lassi di tempo che intercorrono tra una pipì e l'altra.
In questa prima fase il ruolo fondamentale lo gioca la mamma che appunto si deve accorgere dell'attimo giusto e mettere sul vasino il bambino. Giorno dopo giorno il piccolo si abitua a fare i suoi bisogni in un luogo diverso dal pannolino, restando più pulito e più asciutto, finchè una volta cresciuto abbastanza da parlare e camminare inizierà da solo a cercarlo.

Devo ammettere che la cosa mi intrigava molto, soprattutto perchè la mia piccola aveva avuto problemi di arrossamenti e un'infezione da curare e l'idea che stesse meno a contatto possibile con feci e urina mi allettava non poco. Ho comprato un vasino piccolo della sua misura (IKEA € 1,99) e dal momento in cui ha iniziato a stare a sedere da sola ho provato. Il giorno prima l'ho osservata bene e mi sono accorta subito quando stava facendo pupù, quindi sono partita da questo. Ho visto che non aveva degli orari precisi, anche perchè stavo iniziando lo svezzamento e lei non era molto regolare, poi introducendo anche il pasto serale piano piano ha iniziato ad avere dei ritmi precisi e ora riesco ad intercettarla quasi sempre.
E' importante non avere grosse aspettative, non rimanerci male se il bimbo fa cacca o pipì nel pannolino, anzi è normalissimo. E' giusto lodarlo quando riesce a liberarsi sul vasino e se proprio non ci vuole stare non forzarlo mai a rimanere lì seduto.
Grazie all'aiuto di una mia amica virtuale, che ha un blog bellissimo che vi consiglio di visitare mammatrafficona.blogspot.it sono riuscita nel giro di pochi giorni a prendere un ritmo, a capire quando la mia piccola aveva la pipì e a fargliela fare sul vasino invece che nel pannolino.

Come si inizia? Me lo sono chiesta anch'io. La mole di lavoro pareva enorme, il cambiamento ancora di più e soprattutto mi chiedevo se era giusto metterla sul vasino tutte le volte che pensavo dovesse fare pipì per abituarla e seguire una linea di condotta, oppure se fargliela fare ogni tanto nel pannolino con il rischio di confonderla. Ho deciso di seguire l'istinto e i tempi della bimba, cercando un approccio il più naturale possibile, provando a comunicare con lei.
Ora, dopo qualche settimana di EC, la mia piccola fa la cacca sul vasino 3 volte al giorno e tutte le volte che si sveglia da un pisolino o dalla nanna notturna la metto a sedere e lei fa la pipì tranquillamente. Consumo lo stesso una valanga di pannolini perchè ogni volta che la svesto per metterla sul vasino c'è un pò di pipì e non voglio rimetterglielo bagnato ma conto presto di usarne meno, non appena la bimba inizierà a fare pipì meno spesso.
Sono felice perchè è meno sporca, meno a contatto con germi e batteri e perchè lei l'ha preso come un gioco: sorride tutte le volte che si siede sul suo vasino verde e mi tiene le mani per stare in equilibrio, toccandomi la faccia e facendo tutti i suoi versetti.

Aspetti negativi. Finora ne ho trovato uno solo: i pregiudizi della gente. Se avete letto il link che ho messo qui sopra avrete scoperto che questa pratica è vecchia come il mondo, risale infatti al periodo in cui non c'erano pannolini usa e getta e anche se il bimbo veniva fasciato con pezze di cotone, bisognava comunque cambiarlo ogni volta. L'EC viene praticato soprattutto nei paesi poveri, dove non ci sono i soldi per acquistare pannolini o pezze e dove le madri tengono i piccoli nella fascia tutto il tempo, instaurando un rapporto intimo e unico con i propri figli. In questo modo si accorgono dei loro bisogni, li ascoltano e capiscono quando devono urinare o vuotarsi l'intestino.
Tutto questo per dire che mettere in pratica l'EC non significa sottoporre i propri bambini ad una tortura assurda, nata dalla mente malata di qualcuno, come pensa tanta gente. E' una cosa naturale, così come dice il nome, che risale ai tempi antichi, ad una società in cui la madre si prende cura dei bambini tutto il tempo, vivendo in simbiosi con i figli. Certo al giorno d'oggi può apparire complicato perchè molte madri lavorano ma, se avete scelto di crescere il proprio bambino come ho fatto io restando a casa, non vi sembrerà poi così assurdo.
Purtroppo la società ci ha abituato all'uso automatico del pannolino usa e getta, prendendolo come un accessorio scontato, immancabile. Non è così! Non è sempre stato così, basta un pò di pazienza. Certo avendo due figli a casa come nel mio caso, tenerla completamente senza pannolino sarebbe più difficile perchè dovrei pulire ogni volta che scappa una pipì, ma se siete a casa con il vostro primo figlio non è poi una cosa così impensabile da fare. Inoltre si tratta solo dei primi tempi, poi il piccolo piano piano si abitua e la cosa diventa automatica.
Io in prima persona mi sono dovuta scontrare con i pregiudizi della gente che non capisce, che mi punta il dito contro accusandomi di pretendere da mia figlia cose assurde per un neonato di 6 mesi. Per prima la mia pediatra che mi ha detto "Signora se lo scordi di mettere un bimbo di 6 mesi sul vasino, non sia assurda!" Invece posso garantire che è stato semplicissimo, molto più di quello che potevo immaginarmi.
Se siete delle mamme che lavorano e vi rispecchiate nel modo "moderno" di crescere i figli, che deve essere pratico, veloce e incline al consumismo, allora forse questa pratica non fa per voi. Se invece vi sentite più vicine ad un approccio naturale, diverso da quello imposto dai costumi della società del giorno d'oggi e credete nell'importanza del vivere il momento, sviluppando un rapporto intimo e comunicativo con il proprio bambino, allora vi consiglio di provare.
Con questo non voglio dire che se lavorate o non vi rivedete nel mio modo di essere madre allora non potete avere un rapporto unico e intimo con vostro figlio, ci mancherebbe. Anch'io con la mia prima figlia la pensavo così. Quello che voglio dire è che io allora non sapevo che ci fossero modi diversi di sentirsi madre, di essere madre. Alla prima esperienza mi sono fidata di medici, pediatri e amici che mi hanno parlato sempre e solo di pannolini, di omogeneizzati di grandi marche, di medicine e di vaccini.. Oggi invece so che è possibile scegliere di non usare pannolini usa e getta, di scegliere omo biologici o addirittura non acquistarli mai, di curare i bambini in modo naturale senza medicine invasive, e di informarsi e scegliere se vaccinare i propri figli o meno.

Consiglio quindi di pensare e di riflettere prima di scartare completamente questo approccio meraviglioso. Io sono solo alle prime fasi, ma mi sto trovando talmente bene da voler condividere sul mio blog questa esperienza per essere d'ispirazione alle altre mamme, per proporre loro un'alternativa al pannolino giorno e notte no stop fino ai 3 anni di età.
Secondo me è il modo migliore per conoscere i propri figli e crescere insieme a loro

lunedì 8 settembre 2014

CORNETTI DOLCI CON PASTA MADRE

Lo so, non c'è niente come il cornetto del bar... e se state cercando la ricetta da fare in casa vi dico subito che non è questa. Il procedimento è molto più complicato e soprattutto la sfogliatura richiede una quantità di burro imbarazzante (pensateci la prossima volta che ne vorrete comprare uno). Queste sono brioches dolci, da farcire o lasciare vuote, morbide e profumate ma che non hanno niente a che fare con i croissant.
La ricetta e il procedimento sono molto semplici, io li ho fatti con la pasta madre ma suppongo che, modificando i tempi di lievitazione, sia possibile farli anche con il classico lievito di birra.
Questa mattina sono stata svegliata all'alba dalla mia figlia più piccola e invece di aspettare metà mattina per cuocerle, ho controllato che avessero lievitato bene e ho deciso di infornarle subito, per mangiarmele a colazione. Sono buonissime!
Come vedete dalla lista degli ingredienti sono molto semplici e genuine. Il burro questa volta serve, anche se in piccolissime quantità, altrimenti il sapore cambia e per 25 g. in totale ne vale la pena. Io ho fatto una dose piccola perchè non avevo abbastanza pasta madre rinfrescata e volevo prepararle subito ma raddoppiando le dosi otterrete tranquillamente 12 cornetti.

CORNETTI DOLCI CON PASTA MADRE
(dosi per circa 6/8 cornetti di piccola/media dimensione)

50 g. pasta madre attiva
150 g. farina manitoba
50 ml. latte
25 g. burro
1 tuorlo
30 g. zucchero


Prima di tutto rinfreschiamo la pasta madre e lasciamola lievitare bene. Quando è al massimo della potenza possiamo iniziare. Io ho impastato alle 20 circa e cotto al mattino alle 6.
In una ciotola versiamo il latte tiepido, il burro ammorbidito a pezzetti piccolissimi, lo zucchero e il tuorlo.Mescoliamo bene e aggiungiamo la pasta padre spezzettata e la farina setacciata. Impastiamo energicamente e se dovesse servire aggiungiamo un pò di farina per non fare attaccare alle mani il composto. Lavoriamo il tutto fino a quando non avremmo ottenuto una palla liscia e lucida.
Lasciamo riposare qualche minuto coprendola con la ciotola capovolta e nel frattempo prepariamo una teglia con carta da forno.
Stendiamo l'impasto a forma di cerchio dello spessore di circa mezzo cm, poi dividiamolo in tanti triangoli quanti saranno i nostri cornetti.Se volete potete farcirli con nutella o marmellata poco bagnata (altrimenti uscirà durante la cottura). Arrotoliamo ogni cornetto su se stesso partendo dalla parte larga e sistemiamolo sulla teglia distanziandolo dagli altri perchè dovrà lievitare molto. Pieghiamo leggermente in basso le punte del cornetto, tenendo la parte arrotolata in alto.
Chiudiamo con pellicola, copriamo con un canovaccio pulito e mettiamo in forno spento con la luce accesa per tutta la notte.
Al mattino spennelliamo la superficie con il tuorlo sbattuto e inforniamo a 170° fino a doratura.

ATTENZIONE: questi cornetti si cuociono molto in fretta e basta un momento di distrazione per bruciarli (io ci sono andata vicino). Non distraetevi durante la cottura e buon appetito!

martedì 2 settembre 2014

PETTO DI POLLO ALLE MELE

Chi non ha una mela in casa alzi la mano! E' uno di quegli ingredienti che non accosteremmo mai ad una pietanza o ad un piatto di carne, lo so, ma in realtà si sposa perfettamente anche con il pollo, provare per credere.
L'altra sera ero alla ricerca di un nuovo modo di cucinare la carne bianca, giusto per non farla sempre alla piastra con poco sale (a causa dei miei problemi di cellulite) e guardando in dispensa mi sono accorta di avere una mela sola soletta che mi guardava con aria sconsolata :)
Così mi è venuta l'idea di provare questo accostamento e l'ho trovato ottimo, quindi vi passo la ricetta. Si tratta ancora una volta di un piatto semplice ed economico, da preparare in pochi minuti e che potrebbe anche aiutarvi a far mangiare la frutta ai vostri figli, nel caso in cui abbiate di questi problemi.
Dato che l'esperimento l'ho assaggiato solo io, vi lascio le dosi per una persona, da moltiplicare a seconda di quanti piatti volete fare.

PETTO DI POLLO CON LE MELE

- 1 mela
- 1 o 2 bistecche di pollo
- 1 spicchio d'aglio
- olio evo
- sale
- rosmarino
- mezzo bicchiere d'acqua


In una pentola mettiamo a scaldare l'olio aggiungendo l'aglio intero. Io non amo molto il suo sapore, o meglio mi piace ma non lo digerisco, senza contare che in allattamento è un alimento da evitare, quindi non lo uso quasi mai in cucina. Per questo piatto però è indispensabile per dare sapore, quindi l'ho lasciato intero giusto per profumare l'olio. Inclinate la padella di lato tenendo l'aglio a bagno nell'olio direttamente sul fuoco, in modo che questo prenda l'aroma, ma solo per qualche secondo.
Sbucciate e tagliate a tocchetti la mela, quindi mettetela in padella e mescolatela spesso per non farla attaccare, fino a quando non avrà preso colore. A questo punto aggiungete il petto di pollo intero o tagliato a tocchetti della stessa dimensione della mela e fate rosolare per qualche minuto. Aggiungete l'acqua e il sale e fate cuocere finchè il pollo non sarà pronto. L'acqua dovrebbe essere stata assorbita del tutto nel frattempo ma se così non fosse alzate il fuoco e fate rapprendere il sughetto. Aggiungete qualche rametto di rosmarino e servite.
Buon appetito!

domenica 17 agosto 2014

FOCACCIA CON PASTA MADRE RIPIENA DI RICOTTA E ZUCCHINE

Ecco una ricetta che vi farà fare un figurone se avete ospiti a pranzo e la pasta madre nel frigorifero. Si tratta di una focaccia molto semplice, fatta con gli ingredienti del pane e della pizza, che racchiude un cuore morbido di ricotta e zucchine. E' un'alternativa alla classica torta salata fatta con la pasta sfoglia (piena di burro) che proprio non mi piace, una sorta di pagnottona ripiena davvero bella e buona. Naturalmente si può realizzare anche con il lievito di birra accorciando i tempi di lievitazione e si può farcire con tutto quello che volete ( o magari che avete in frigo da smaltire): prosciutto, speck, piselli, melanzane, carote, provola, caciotta e chi più ne ha più ne metta.
Io ho scelto la ricotta e le zucchine perchè ne avevo tantissime e dovevo consumarle ma anche così devo dire che il risultato è stato ottimo.


FOCACCIA CON PASTA MADRE RIPIENA DI RICOTTA E ZUCCHINE

- 170 g. pasta madre attiva
- 300 g. farina 0
- 300 g. farina manitoba
- 40 ml olio evo
- 10 g. sale
- 400 ml acqua tiepida
- 1 cucchiaino di miele
- 4 zucchine piccole
- 1 scalogno
- 250 g. ricotta


Per prima cosa ho reso attivo il lievito madre. Io ho fatto 2 rinfreschi nel corso della giornata e la sera verso le 18 ho fatto l'impasto. Avevo necessità di cucinare la focaccia per il pranzo del giorno dopo quindi una volta fatto l'impasto l'ho lasciato lievitare 4 ore e poi l'ho messo in frigorifero coperto con pellicola ma se lo fate la mattina per la sera potete tranquillamente lasciarlo fuori a completare la lievitazione.

In una ciotola ho creato un'emulsione sbattendo con la frusta a mano l'acqua, l'olio, il sale e il miele. Poi ho setacciato 300 g. di farina (mista tra 0 e manitoba) e l'ho aggiunta a pioggia continuando a mescolare con la frusta. Ho aggiunto anche il lievito spezzettato e il resto della farina e ho iniziato ad impastare con le mani, passando a lavorare il composto su un tagliere. Se dovesse essere troppo appiccicoso aggiungete farina fino a renderlo lavorabile.
Come dicevo prima io ho messo il tutto in una ciotola unta di olio evo, l'ho coperta con pellicola e l'ho messa in frigo per tutta la notte.
Al mattino ho lasciato un paio d'ore la ciotola a temperatura ambiente, poi ho diviso l'impasto in 2 e ne ho steso metà con il mattarello. Ho foderato una teglia tonda con carta forno bagnata e strizzata, l'ho ricoperta con la pasta stesa, bucherellato la base e lasciato i bordi all'esterno perchè poi serviranno per chiudere la focaccia.
Nel frattempo ho scaldato un giro d'olio evo in padella, soffritto lo scalogno e fatto cuocere le zucchine tagliate a pezzettini per qualche minuto. Devono essere cotte ma croccanti, non disfatte. Cercate di cuocerle senza aggiungere acqua, regolando il fuoco. Salate e lasciate raffreddare.
A questo punto ho scolato la ricotta, l'ho lavorata con olio e sale mescolandola bene, poi l'ho stesa sulla base della focaccia. Ho aggiunto le zucchine e ho chiuso il tutto con l'altra metà dell'impasto stesa con il mattarello.
Ho fatto qualche buco in superficie con la forchetta per evitare bolle d'aria, ho spennellato con olio evo e lasciato lievitare per 2 ore coperta con pellicola in forno spento.
Ho poi cotto a 200° per 40 minuti circa nel ripiano più basso del forno.
Ecco come si presenta l'interno della focaccia. Come vedete la lievitazione ha spinto tutto il ripieno al centro gonfiandosi ai bordi. Consiglio per questo motivo di stendere bene l'impasto, la prossima volta farò meglio anch'io ;)

mercoledì 23 luglio 2014

FOCACCIA GENOVESE CON PASTA MADRE

Questa è in assoluto la focaccia più buona che abbia mai preparato. E' piaciuta a tutti, il che la dice lunga.. Si tratta di una focaccia soffice e morbida, tipo quella genovese, con olio e sale, anche se a dire il vero il sale grosso in superficie io non l'ho messo perchè non mi piace. Ovviamente si possono realizzare moltissime versioni: con i pomodorini e origano, con le olive, con il prosciutto crudo, al rosmarino. Insomma liberate la fantasia! Se invece siete amanti delle versioni base e della semplicità vi propongo questa classica all'olio d'oliva, magari tagliata a metà e farcita con salumi di ogni tipo.
Avevo già pubblicato una focaccia simile ma con lievito di birra
http://ricettineanticrisi.blogspot.it/2013/01/focaccia-al-rosmarino-con-lievito-di.html
tutta un'altra cosa rispetto a questa versione con la pasta madre, devo dire.


FOCACCIA GENOVESE CON PASTA MADRE

600 g. farina manitoba
400 ml. acqua
40 ml. olio evo
170 g. pasta madre attiva
10 g. sale
1 cucchiaino di miele

Io ho preparato questa focaccia per cena, il che significa che ho iniziato alle 7.30 del mattino a rinfrescare la pasta madre. L'ho lasciata lievitare bene e verso le 11 ho fatto l'impasto.
In una ciotola sbattete olio, acqua, miele e sale con una frusta a mano (o se volete con l'impastatrice), deve venire un'emulsione. Poi aggiungete 300 g. di farina e continuate ad usare la frusta a mano per evitare la formazione di grumi. Infine aggiungete la pasta madre spezzettata con le dita, il resto della farina e rovesciate il composto su un tagliere per impastarlo bene con le mani. Vi accorgerete che sarà appiccicoso, deve esserlo ma non troppo, deve comunque essere lavorabile. Nel caso non lo fosse aggiungete poca farina.
In una teglia grande mettete un pò d'olio evo, poi posizionatevi l'impasto a forma di palla, coprite con pellicola e mettete nel forno spento a lievitare finchè non raddoppia di volume (ci vorranno circa 4 ore, dipende dalla temperatura di casa e dalla vostra pasta madre).
Ora stendetelo piano con le dita per non togliere l'aria all'interno e spennellate la superficie con l'olio recuperato dal fondo della teglia.
Ricoprite con pellicola e lasciate lievitare 1 ora.
Ora fate i classici buchetti della focaccia affondando i polpastrelli nell'impasto, se volete aggiungete il sale grosso in superficie. Coprite e lasciate lievitare ancora 1 ora o più.
Cuocete in forno preriscaldato a 200° per 15/20 minuti, lasciate raffreddare su una gratella e servite!

Questa focaccia si conserva ben chiusa in sacchetti per alimenti per un paio di giorni, altrimenti potete congelarla già tagliata ma perderà un pò in morbidezza.

lunedì 21 luglio 2014

MUFFIN ALLE CAROTE

Ieri ho provato questa ricetta perchè dovevo smaltire un pò di carote che avevo nel frigorifero. Non che mi abbia risolto in pieno il problema perchè ne servono solo 3 per questi muffin ma era tanto che volevo sperimentare questa versione e alla fine mi sono decisa.
Sono venuti davvero buoni, freschi, delicati e il sapore delle carote non si sente neanche, il che se avete dei bambini, forse non è un male. Mia figlia li ha assaggiati e ne è rimasta piacevolmente colpita (e per me è già tanto!)
Niente a che vedere con le camille del Mulino Bianco, sia chiaro. Lì ci sono mandorle, succo d'arancia e conservanti vari, ma se volete una versione più sana, poco calorica e dal gusto originale vi consiglio questi dolcetti. Ovviamente è possibile realizzare anche una torta di carote con questi ingredienti, ma io ho preferito delle monoporzioni, con i bambini sono più facili da gestire. Ideali da preparare nello stampo rigido con pirottini di carta da togliere al momento, accompagnati da un buon bicchiere di latte o di succo di frutta sono perfetti per la merenda.
La ricetta originale è di Giallo Zafferano ma io l'ho modificata togliendo la farina di mandorle (è troppo cara per le mie tasche) e calando notevolmente la quantità di olio, sostituendolo con del buon latte. Certo, le camille sono buonissime e capisco che questi muffin non siano alla loro altezza, ma se volete risparmiare qualcosa e offrire al tempo stesso una colazione sana ai vostri figli... beh secondo me vale la pena provarli.

MUFFIN ALLE CAROTE

250 g. farina
50 g. fecola di patate
250 g. carote (circa 3 di medie dimensioni)
50 ml. olio di mais
100 ml. latte
1 bustina di vanillina
200 g. zucchero
1 uovo
1 tuorlo
1/2 bustina di lievito vanigliato

Per prima cosa laviamo, peliamo e tagliamo a pezzetti le carote, poi frulliamole nel mixer. Se non l'avete potete anche grattugiarle a mano.
In una ciotola montiamo l'uovo e il tuorlo insieme allo zucchero con una frusta elettrica fino a che non otteniamo un composto soffice e spumoso, poi aggiungiamo le carote. A parte setacciamo la farina, la fecola, il lievito e la vanillina e uniamo il tutto alle uova mescolando dal basso verso l'alto per non smontare gli albumi.
Aggiungiamo l'olio e il latte e mescoliamo con una frusta a mano per togliere tutti i grumi.
A questo punto versiamo il composto nello stampo per muffin riempiendo i pirottini fino a 3/4. In questa ricetta infatti c'è poco lievito ma vedrete che i muffin cresceranno parecchio in cottura. Inforniamo a 180° per 20 -25 minuti. Fate la prova dello stuzzicadenti per sicurezza