mercoledì 22 gennaio 2014

BORSETTA HELLO KITTY ALL'UNCINETTO

Per Natale quest'anno mi sono cimentata nella realizzazione di alcuni oggetti originali che ho regalato ad amici e parenti. Come ho avuto modo di dire in passato su questo blog, trovo che niente più di un regalo "homemade" sia espressione di amore e di affetto. Certo ci sono persone che preferiscono un oggetto acquistato ma piuttosto che spendere i miei soldi per qualcuno e regalare qualcosa di impersonale, se posso scegliere preferisco regalare qualcosa che mi ha impegnato ore di lavoro qualcosa che dica quanto tengo a quella persona.
Naturalmente non si può pensare che i bambini apprezzino in questo modo i regali fatti a mano quindi oltre al solito dono portato da "Babbo Natale", quest'anno ho voluto realizzare per mia figlia e per la mia nipotina una borsetta a forma di Hello Kitty, certa che la scelta del soggetto fosse di loro gradimento.
Ho navigato un po' in internet e ho trovato questo schema molto chiaro che mi è bastato seguire

 

La borsetta è realizzata interamente in acrilico ed è stata lavorata con uncinetto n. 4.
I colori che ho usato sono il bianco per il viso, il rosa scuro per il fiocco, il nero per gli occhi e i baffi e infine il giallo per il nasino. Solo quest'ultimo è stato fatto in cotone e non in acrilico perché non avevo un colore adatto in casa.
Si procede con la realizzazione di 2 forme del volto, poi si uniscono con un giro di punto basso fino alla punta delle due orecchie lasciando aperta la fessura che va da una punta all'altra. Si cuciono i vari pezzi del volto e si procede con i baffi: io li ho fatti con acrilico nero e un ago da lana direttamente sul volto.
Riprendendo il filo bianco si procede con la tracolla realizzando una catenella lunga quanto la misura desiderata, si attacca con un punto basso all'altra estremità e si continua con un giro di maglie alte, una per ogni catenella.  
La chiusura della borsetta è una semplice linguetta che si realizza con punti bassi andando a scalare sempre di più fino ad ottenere la forma che si desidera. Si realizza l'asola facendo 4 catenelle (dipende molto dalla dimensione del bottone che volete usare) e fissando l'ultimo punto al primo. Si cuce il bottone e si controlla che tutto combaci bene.
Gli occhi e il naso altro non sono che piccoli "fiori" realizzati in questo modo: 4 catenelle chiuse a cerchio, poi 2 maglie alte, 1 bassa e così via per 6 volte.
Il fiocco invece è una semplice striscia di acrilico lavorata a maglie alte. Fatela della lunghezza che volete, poi stringetela al centro con un po' dello stesso filo.
Fissate tutto bene, tagliate i vari fili scoperti e voilà!

lunedì 20 gennaio 2014

SALVASLIP LAVABILI FAI DA TE: TUTORIAL

La prima cosa che vi verrà in mente è: "Ma perché? Sono così comodi quelli usa e getta che si trovano in commercio! Inoltre ce ne sono di tutti i tipi, di tutti i prezzi e per tutte le esigenze.." Si è verissimo, ma vi garantisco che se avrete pazienza il tempo sufficiente per leggere per intero questo post alla fine mi darete almeno il beneficio del dubbio.
Innanzitutto bisogna dire che dipende molto da che uso ne fate. Ci sono donne che usano i salvaslip tutti i giorni e donne che li usano sporadicamente, magari solo alla fine del ciclo. In questo caso capisco che per voi non sia un'idea fattibile, però ci sono anche tante donne che non riescono a stare senza, per un motivo o per l'altro. Io sono una di quelle e nella mia vita ne ho provati di tutti i tipi: bianchi, neri, grossi, sottili, stesi, in pocket, da perizoma, con ali, di marca, non di marca... Non mi sono mi trovata benissimo con nessuno di questi, soprattutto perché dopo un po' mi irritavano la pelle, non mi sentivo mai pulita ed ero costretta a cambiarli anche più volte al giorno.
Ecco perché quando ho letto per la prima volta della possibilità di usare quelli lavabili ho subito drizzato le orecchie. Ovviamente dipende molto anche da che rapporto avete con il vostro corpo, se vi da fastidio avere a che fare con i vostri "liquidi corporei" oppure no. Io per esempio quando ho saputo dell'esistenza della moon cup, la ciotolina in silicone che raccoglie il sangue mestruale ho pensato subito che non facesse per me e mi si è accapponata la pelle.. Ognuno ha le proprie convinzioni e non sono certo qui per convincere nessuno.
Tornando a noi, i salvaslip lavabili a mio parere sono favolosi: intanto perché come dicevo prima non si buttano, quindi se siete delle ambientaliste e pensate ai rifiuti da smaltire questo è un enorme contributo che potete dare alla natura (lo sapevate che per smaltire un salvaslip usa e getta occorrono 500 anni??), poi c'è il fattore economico che in un momento di crisi come questo non guasta mai... Avete mai pensato a quanti soldi spendete ogni mese per i salvaslip usa e getta? Magari comprando quelli di marca perché non vi fidate delle sotto marche? E infine, ma secondo me si tratta del fattore più importante, la questione igienica e salutare. Avendo a contatto con la pelle un materiale come il cotone, chi soffre di irritazioni o di infezioni frequenti non potrà che trarre beneficio da questa scelta. Quando mi è capitato di avere problemi intimi, la mia ginecologa mi ha sempre detto di usare i prodotti in cotone che si comprano in farmacia, ma avete presente quanto costa un pacco di salvaslip della marca Presteril ad esempio? 5 euro almeno! E poi sono comunque usa e getta.. Cotone per cotone, tanto vale usare un prodotto lavabile, no? Infine c'è un altro fattore importantissimo: i salvalip lavabili non fanno alcun odore! Non so voi ma a me è capitato spessissimo di avere questo problema con gli usa e getta, forse per via dei prodotti chimici che contengono, con questi invece non si sente assolutamente nulla.
Ora se siete dell'idea di provare i salvaslip lavabili avete davanti due strade: acquistare quelli già fatti (magari online senza poterli vedere e toccare perché pochi negozi li vendono), oppure scegliere di farveli da sole. Tranquille, non è niente di impossibile, ci sono riuscita persino io! Per curiosità ho voluto acquistarne uno giusto per rendermi conto della differenza e mi dispiace ma devo dire che mi sono trovata meglio con quelli fatti da me. Io l'ho trovato in provincia di Bologna, a Crespellano in un negozio che si chiama "L'isola che non c'era" e che vende anche assorbenti lavabili e pannolini lavabili di marche importanti come Popolini ad esempio. Il materiale è ottimo, soffice e delicato, il prezzo è di 6 euro a salvaslip e come potrete immaginare, se optate per questa scelta ve ne serviranno parecchi...
C'è da dire anche che quello comprato ha secondo me un grosso difetto: essendo una misura standard non si adatta bene a tutti gli slip. I miei ad esempio sono troppo larghi e dovendo fissare il salvaslip alla base chiudendolo con due automatici si viene a creare inevitabilmente un piccolo rigonfiamento al centro che da un po' fastidio. Facendoli voi invece avete la possibilità di personalizzarli, di farne alcuni per i perizoma, altri per gli slip classici..
Qui c'è il tutorial che ho usato io, dato che la mia non è un'idea nuova ma ho semplicemente seguito le istruzioni di un'altra ragazza che si è cimentata prima di me in quest'avventura
http://seconda-chance.blogspot.it/2013/07/tutorial-come-fare-i-salvaslip-lavabili.html

Come vedete la prima cosa da fare è disegnare su un foglio A4 la sagoma del vostro abituale salvaslip usa e getta. Questo vi permette intanto di mantenere una forma a voi consona ed eventualmente di modificarlo a seconda delle vostre esigenze. Ricalcandolo potete poi disegnarne le ali. Questo passaggio per me è stato un po' complicato perchè come dicevo prima ho dovuto adattarlo alla forma dei miei slip quindi ha richiesto qualche tentativo. La forma delle ali mi è venuta un po' diversa da quella in foto nel link ma a mio parere è più funzionale di quella "classica" che ha anche il salvaslip lavabile che ho acquistato.
Bene, a questo punto bisogna scegliere i materiali. Io ho usato una pezza di cotone puro bianco per la parte che va a contatto con la pelle, un vecchio canovaccio di cotone per la parte che va a contatto con lo slip e al centro, invece del pile ho utilizzato un asciugamano in spugna, il tutto rigorosamente bianco. Si sa che per evitare o prevenire irritazioni è indispensabile usare materiali non colorati, per cui mi sono affidata solo ed esclusivamente al bianco puro.
Il risultato è questo



A sinistra vedete il salvaslip che ho acquistato e a destra quello che ho fatto io. Come dicevo prima salta all'occhio la differenza della forma delle ali e la dimensione che nel mio caso è un po' più grande. Per il resto sono molto simili.
Una volta ritagliate le forme dai materiali che avete scelto proseguite con la cucitura a macchina. Per prima cosa bisogna fare la riga centrale che terrà fermi i 3 strati, poi proseguite con la forma della sagoma centrale e infine ripassate tutti i bordi per tenere chiusi bene bene gli strati. Per ultimo procuratevi dei bottoni automatici che andrete ad attaccare a mano (purtroppo non c'è alternativa) in modo che si chiudano sotto lo slip. Non preoccupatevi perché non li sentirete nemmeno una volta indossato.
Per quanto riguarda il lavaggio io faccio così: una volta usato lo lavo con acqua fredda e sapone (anche per le mani) come per un normale slip, poi lo metto in lavatrice insieme al bucato a 40° o 60°, dipende. Ovviamente se avete necessità di disinfettarli per via di alcune infezioni basta metterli a mollo in acqua e amuchina o acqua e bicarbonato e poi lavarli in lavatrice ad una temperatura più alta. L'unica cosa che ho notato purtroppo è che dopo i primi lavaggi tendono a sfilacciarsi un po' ma sono comunque oggetti che nessuno vede tranne voi quindi non penso dobbiate farne una questione di estetica. Ci sono anche donne che tengono a queste cose e allora possono scegliere un tessuto diverso, magari colorato o a fantasia (online se ne trovano di tutti i tipi).

Bene, vi ho almeno in parte incuriosite? Beh sappiate che se volete provarli ma non avete voglia di farveli da sole o non ne avete le capacità, su ordinazione posso anche farveli io e venderli online ad un prezzo decisamente più basso rispetto ai negozi. Fatemi sapere

giovedì 16 gennaio 2014

CREMA PASTICCERA ALL'ARANCIA FATTA IN CASA

Eccomi di nuovo qui con una ricettina semplice semplice ma di grande effetto.
Avevo necessità di consumare un po' di latte per evitare che scadesse in dispensa ma purtroppo in casa non avevo nessun limone per fare la crema pasticcera. Che fare allora? Ho provato ad usare l'arancia al suo posto e il risultato forse è addirittura migliore!
Ovviamente si può usare sia per farcire torte, sia come dessert e data anche la semplicità degli ingredienti oserei dire che non si tratta nemmeno di una ricetta ipercalorica. In fondo ci sono 3 uova per 500 ml di latte per cui mi sento di consigliarla a tutti. Non servono aromi come la vanillina a differenza della versione con il limone perché già così è super profumata e vi garantisco che il suo sapore delicato è davvero qualcosa di unico. Se preferite una crema più dolce aggiungete altro zucchero, se la volete ancora più profumata aggiungete altra scorza.

CREMA PASTICCERA ALL'ARANCIA

500 ml latte
50 g. farina
la scorza di mezza arancia
4 cucchiai di zucchero
3 rossi d'uovo

Fate scaldare il latte in un pentolino insieme alla scorza dell'arancia. Io ho usato un'arancia rossa ma credo proprio che non ci siano differenze, state solo attente a togliere il più possibile la parte bianca della buccia perché è quella amara.
Portate quasi ad ebollizione ma spegnete il fuoco un attimo prima.
In una ciotola montate i rossi d'uovo con lo zucchero usando una frusta a mano finchè non saranno chiari e spumosi. A questo punto incorporate piano piano la farina sempre mescolando con la frusta. Ora aggiungete il latte un po' per volta e mescolate molto piano per evitare di creare grumi, dovete lasciare che i due composti si uniscano e assumano la stessa temperatura. Finite di incorporare il latte e versate il tutto in un pentolino. Mettete sul fuoco e continuando a mescolare con un cucchiaio portate ad ebollizione facendo addensare.
Quando la crema sarà pronta assaggiandola noterete che ha un leggero retrogusto amaro ma vi garantisco che una volta raffreddata questo sparirà.
Con queste dosi verranno circa 3 ciotoline di crema come da foto.
Buon appetito!

mercoledì 23 ottobre 2013

CHEESECAKE O TORTA AL FORMAGGIO

Questa ricetta ormai è entrata nella nostra cultura già da qualche anno. Prima con i preparati della Cameo che in estate ci permettono di realizzare una torta fredda da mettere in frigo in poche ore, poi piano piano anche i ristoranti hanno iniziato a proporla ai clienti. La verità è che è buonissima, ma le origini di questa ricetta sono da ricercarsi oltreoceano e forse non tutti sanno che esistono due diversi modi di preparare una cheesecake: cotta o cruda.
In estate generalmente si preferisce la versione cruda da mettere in frigo senza bisogno di accendere il forno ma in inverno consiglio davvero di provare questa variante perché è buonissima.
La cheesecake può essere realizzata con ingredienti di vario tipo: biscotti oswego, biscotti al cacao, oro saiwa, eccetera. La ricetta originale tuttavia prevede i biscotti Digestive che ormai troviamo in tutti i supermercati senza difficoltà. Attenzione a scegliere quelli classici e non alla frutta o alle fibre, altrimenti il gusto della torta sarà molto diverso.
Per quanto riguarda la crema al formaggio invece possiamo scegliere tra la ricotta e la Philadelphia e in questo caso se desideriamo stare attenti alla linea consiglio vivamente di scegliere quella light: il sapore è lo steso ma le calorie sono dimezzate.
Anche la guarnizione è soggetta a diverse interpretazioni. Dipende molto se la vostra torta ha un gusto predominante come nel caso in cui scegliate i biscotti al cioccolato come base, allora potete spargere del cacao amaro in superficie, oppure se volete aggiungere dei pezzi di frutta fresca alla crema nella versione fredda, potete riprendere lo stesso frutto per la decorazione finale.
Io ho fatto la ricetta classica e dato che mi era rimasta parecchia salsa di mirtilli come contorno al tacchino per il pranzo del Ringraziamento, ho deciso di versargliela sopra all'ultimo momento e ha avuto un successone!

CHEESECAKE COTTA

- 200 g. biscotti Digestive
- 100 g. burro fuso
- 400 g. formaggio tipo Philadelphia
- 160 g. zucchero
- 1 bustina di vanillina
- 1 cucchiaio di succo di limone
- 4 uova

Per prima cosa preparate il fondo della torta. Prendete uno stampo a cerniera, rivestitelo di carta da forno, poi sminuzzate i biscotti con un mixer e amalgamateli al burro fuso. Spalmate bene il composto sul fondo dello stampo e mettete in frigorifero per alcuni minuti, meglio se per una mezz'ora. Riscaldate il forno a 180°.
Con la frusta elettrica sbattete il formaggio per ammorbidirlo, poi aggiungete lo zucchero, la vanillina e il succo di limone. Infine aggiungete le uova UNA ALLA VOLTA, sbattendo con cura dopo ogni aggiunta. Rovesciate la crema nello stampo freddo da frigorifero e infornate per 45 minuti circa. Per evitare che la superficie si bruci mettete sopra un foglio di alluminio che poi toglierete solo negli ultimi minuti.
Rimuovete la torta dal forno e lasciatela in frigo per almeno 3 ore, dopodiché decorate.
Io l'ho preparata la sera prima e vi garantisco che è ancora più buona che fatta il giorno stesso.
 
Vi ricordo che questa ricetta fa parte del menù del pranzo del Ringraziamento così come l'ho preparato quest'anno. Qui ci sono le altre ricette

http://ricettineanticrisi.blogspot.it/2013/10/pure-di-patate-dolci.html
http://ricettineanticrisi.blogspot.it/2013/10/tacchino-ripieno-ricetta-americana-del.html

martedì 22 ottobre 2013

PURE' DI PATATE DOLCI

E dopo la ricetta del tacchino ripieno non poteva mancare un contorno d'obbligo per il pranzo del Ringraziamento americano: il purè di patate dolci.
Ho già avuto modo di parlare delle qualità di questo tubero, lontano cugino della nostra patata classica e so bene che ha un sapore particolare, che non a tutti piace. Se però volete preparare un vero menù tipico d'oltreoceano per l'occasione, vi garantisco che la dolcezza delle patate si sposa benissimo con il sapore salato del tacchino e del suo ripieno.
Nel piatto inoltre andrebbe versata la salsa di mirtilli, ancora più dolce del purè, che rende il tutto ancora più particolare e unico.

PURE' DI PATATE DOLCI

1 kg. di patate americane
50 g. burro
200 ml latte
sale

Come vedete la lista degli ingredienti è davvero molto corta perchè si tratta di una preparazione molto veloce, al contrario del tacchino. Io l'ho fatto circa un'ora prima di pranzo.
Non è niente di più di un classico purè che prepariamo sempre come contorno ai nostri piatti di carne, con la differenza che per esaltare il gusto della patata americana, andrebbero aggiunti un cucchiaino di zucchero di canna e un po' di paprika dolce. Io non li ho messi nella ricetta perché non mi piacciono e sinceramente avrei dovuto comprarli per l'occasione, quindi ho preferito seguire la ricetta tradizionale ma se volete provare fatemi sapere come vi siete trovati!
Per prima cosa lavate bene le patate sotto l'acqua corrente perché spesso c'è della terra sulla buccia. Strofinatele bene e fatele bollire per 45 minuti circa o fino a quando infilandoci una forchetta non vedrete che sono pronte. A questo punto scolatele e lasciatele raffreddare qualche minuto. Quando riuscirete a maneggiarle pelatele e passatele nel passaverdura. Aggiungete il burro e il sale, mescolate fino a far sciogliere il primo e ad amalgamare bene il secondo. Non abbiate paura di esagerare con il sale, essendo dolci avranno bisogno di un bel pizzico per prendere sapore.
Scaldate il latte in un pentolino e quando sarà caldo accendete il fuoco sotto alle patate, versate un po' di latte e mescolate per amalgamare bene gli ingredienti. Continuate ad aggiungere latte finchè il purè non avrà preso la consistenza che desiderate, dopodiché spegnete il fuoco e servite.

Qui trovate la ricetta del tacchino ripieno con cui servire il purè
http://ricettineanticrisi.blogspot.it/2013/10/tacchino-ripieno-ricetta-americana-del.html
qui la ricetta della cheesecake
http://ricettineanticrisi.blogspot.it/2013/10/cheesecake-o-torta-al-formaggio.html

lunedì 21 ottobre 2013

TACCHINO RIPIENO: RICETTA AMERICANA DEL PRANZO DEL RINGRAZIAMENTO


Non so voi ma io ogni volta che vedo un film americano in cui festeggiano il Ringraziamento provo una sorta di invidia. La tavola immensa, le decorazioni autunnali, il calore della famiglia, il tacchino ripieno e tutte le altre meraviglie cucinate per l'occasione... Certo io amo particolarmente la stagione autunnale e forse è per questo che mi piace molto l'idea di importare una festa di fine novembre ma devo anche ammettere che da sempre sono incuriosita dai sapori della cultura americana e ogni tanto mi cimento in qualche loro ricetta.
Si lo so, noi siamo in Italia, non abbiamo avuto i padri pellegrini che festeggiavano il primo raccolto, abbiamo le nostre tradizioni che vanno rispettate e non tutti capiscono la bellezza di assaporare nuove ricette ma se siete dei veri amanti della cucina e non avete paura di sperimentare piatti nuovi, armatevi di pazienza e provate a realizzare questo stupendo tacchino!
Di ricette sul ripieno ce ne sono tantissime disponibili online, dipende molto se volete un piatto tipico della west o della east coast. C'è chi lo riempie con le ostriche, chi con salsiccia e fegatini di pollo (ricetta che ho provato il primo anno ma che sinceramente ho trovato troppo pesante), io da una decina d'anni, quando preparo il pranzo del Ringraziamento uso quella con ripieno di pane e castagne. E' buono, non troppo pesante e piace generalmente a tutti.
Prima di iniziare con il tacchino è bene ricordare il menù tipico del pranzo del Ringraziamento che, con le dovute varianti, più o meno è questo:

- tacchino ripieno
- salsa di mirtilli
- purè di patate dolci
- cheesecake (torta al formaggio) o pumpkin pie (torta di zucca)

Detto questo, ieri ho deciso di cimentarmi in questo elaborato pasto anche se questo non è il periodo classico del Ringraziamento. Gli americani lo festeggiano l'ultimo giovedì di novembre e per loro è festa nazionale quindi sono a casa dal lavoro e generalmente fanno il ponte andandosene via per qualche giorno. Qui da noi ovviamente questo non è possibile e dato che si tratta di prodotti importati, spesso non è così facile trovarli tutti in quel periodo, senza contare che siamo molto vicini al Natale e che non a tutti piace l'idea di preparare due pranzi così impegnativi a distanza di poche settimane. Ecco perché quest'anno ho deciso di anticipare il pranzo del Ringraziamento a fine ottobre, tanto per noi italiani non esiste un motivo preciso per festeggiarlo, se non la voglia di stare insieme a tavola e assaggiare qualche piatto dal sapore originale.
Oggi inizierò con la ricetta del piatto principale: il tacchino.

TACCHINO RIPIENO

- tacchino di 5/6 kg
- 1 limone
- timo
- maggiorana
- sale
- 1,5 kg castagne
- 500 g. di mollica di pane
- 150 g. burro
- 1 costa di sedano
- 1 cipolla
- 2 bicchieri di vino bianco secco
- aceto (per la conservazione del tacchino)
- 4 rametti di rosmarino

- 1 ago da cucina (o da lana)
- spago alimentare
- 1 teglia capiente
- 1 pennello

Per prima cosa assicuratevi di rivolgervi ad una macelleria seria e affidabile, circa una settimana prima ordinate un tacchino di 5/6 kg tenendo presente il numero delle persone a tavola e la capienza del vostro forno, nonché del vostro frigorifero.
Fatto questo dovrete ritirare il tacchino 4 giorni prima del pranzo: poniamo che decidiate di mangiarlo la domenica, ebbene dovrete iniziare a lavorarlo il giovedì. Questo perché il tacchino appena comprato ha ancora il sapore del selvatico e per toglierlo è necessario un determinato trattamento.

GIOVEDI'

La prima cosa da fare quando avrete in mano il tacchino è bruciare tutti i residui di piume che trovate sulla pelle dell'animale: se avete una fiamma comoda da usare (tipo quelle che accendono il gas a distanza) bene, altrimenti accendete un fornello e passateci sopra la carcassa in corrispondenza delle piume. Non fate caso all'odore, è normale.
A questo punto con una pinzetta sfilate le piume rimaste e lavate l'animale molto accuratamente sotto l'acqua corrente fredda, dentro e fuori. Assicuratevi di togliere con le dita tutti i residui di organi interni, passate bene le mani dentro alle costole e togliete i "budellini" rossi che se mangiati sono cattivissimi. Usate un paio di guanti usa e getta se l'operazione vi da troppo fastidio.
A questo punto prendete una bacinella molto grande, che sia in grado di contenere il tacchino e riempitela di acqua fredda, adagiate l'animale e lasciatelo dentro fino a sera, cambiando l'acqua ogni tanto se vi accorgete che diventa rosa o sporca. L'acqua deve essere FREDDA quindi se diventa tiepida mettete qualche cubetto di ghiaccio ogni tanto.
Verso sera cambiate nuovamente l'acqua e aggiungete un po' d'aceto (più o meno mezzo bicchiere) e lasciatelo così tutta la notte.

VENERDI'

Sostituite l'acqua e l'aceto almeno due o tre volte nel corso della giornata e in serata sciacquate il tacchino nuovamente sotto l'acqua corrente, poi passate alla fase successiva: insaporirlo. Strofinate le carni dentro e fuori con un mezzo limone, poi passate un po' di sale grosso su tutto il corpo dell'animale sia dentro che fuori e infine spennellate la parte esterna con le spezie: timo e maggiorana. Lasciatelo così per tutta la notte, se avete posto possibilmente in frigorifero, altrimenti lontano da una fonte di calore, meglio vicino ad una finestra leggermente aperta e copritelo con dell'alluminio.

SABATO

Nel tardo pomeriggio procedete con il ripieno.
Fate cuocere le castagne per 45 minuti in un pentolone, poi spremete l'interno di ognuna in una ciotola a parte.
Prendete una grossa padella, fate sciogliere il burro e aggiungete il sedano e la cipolla tritati finemente. Fate ammorbidire le verdure, versate 1 bicchiere di vino e lasciate evaporare, quindi aggiungete la mollica di pane sbriciolata e le castagne. Mescolate bene, poi aggiungete il timo e la maggiorana, salate e amalgamate il tutto. Fate cuocere per 5 minuti circa, finchè il pane non si rapprende un pochino e il ripieno non sarà omogeneo.
Spegnete la fiamma e lasciate raffreddare.
Ora prendete il tacchino e con l'ago e lo spago cucite l'estremità della testa che di solito è la più piccola. Procedete poi a riempirlo passando per lo spazio della coda, spingendo bene il ripieno per farcene stare il più possibile. Cucite anche l'altra apertura con lo spago, poi chiudete le cosce del tacchino inserendo i rametti di rosmarino e fate fare un paio di giri di spago intorno all'intero animale per farlo stare fermo.
Coprite con l'alluminio e mettete in frigorifero.

DOMENICA

Per la cottura contate circa 1 ora per chilo quindi se come me avete un tacchino da 6 kg e volete mangiare circa alle 13, iniziate la cottura più o meno alle 6 del mattino. Tenete presente che ora che si scada il forno passa qualche minuto e una volta cotto va lasciato riposare una ventina di minuti quindi tenetevi larghi con i tempi.
Accendete il forno a 180°, mettete dentro il tacchino all'interno di una teglia capiente e copritelo con un foglio di carta da forno spalmato d'olio evo. Dopo un paio d'ore controllate se è troppo asciutto e versatevi un bicchiere di vino sul fondo, poi con un pennello intingete nel sughetto e spalmatelo sulla superficie del tacchino. Fate questa operazione ogni tanto per insaporirlo e controllarne la cottura.
L'ultima mezz'ora fatelo cuocere senza la carta da forno, vedrete che nel frattempo si sarà formata una bella crosticina dorata.
Lasciate riposare 20 minuti circa in forno spento e poi servite.  


Il tacchino per tradizione dovrebbe essere servito in tavola intero su un piatto da portata e solo il padrone di casa dovrebbe affettarlo, ma solo la prima fetta. Dopodiché andrebbe portato in cucina e servito poi nei piatti a tutti.
Insieme al tacchino è ottima la salsa di mirtilli, che crea un accostamento dolce/salato davvero buono. Nel piatto inoltre andrebbe aggiunto il purè di patate dolci.


Qui la ricetta del purè di patate dolci
http://ricettineanticrisi.blogspot.it/2013/10/pure-di-patate-dolci.html
Qui la ricetta della cheesecake
http://ricettineanticrisi.blogspot.it/2013/10/cheesecake-o-torta-al-formaggio.html

lunedì 7 ottobre 2013

PLUMCAKE SALATO CON PROSCIUTTO COTTO E ZUCCHINE

Questa ricetta nasce dall'esigenza di preparare un pasto da consumare fuori casa per mia figlia. Oltre al classico panino che non passa mai di moda, volevo trovare una soluzione che le permettesse di mangiare qualcos'altro, magari un po' di verdura senza riempirsi di insaccati e di roba confezionata. Dato che le erano piaciuti molto i muffin al cavolfiore che le avevo preparato qualche mese fa ho pensato di provare la stessa ricetta sostituendo alcuni ingredienti e insaporendo con qualche cubetto di prosciutto cotto.
Il risultato è davvero ottimo e per come la vedo io può essere una buona soluzione anche per un picnic, per un pranzo da preparare il giorno prima o semplicemente come sostituto del pane da accompagnare con un buon vino.
Ovviamente le zucchine possono essere sostituite con altre verdure a piacere, così come il prosciutto cotto può essere sostituito dalla pancetta, dallo speck o dal prosciutto crudo. Come al solito io ho optato per una versione poco calorica, senza panna, senza burro e con poche uova, tanto viene buonissimo lo stesso. Consiglio di scegliere le zucchine scure perché contengono meno acqua e sono più adatte per ricette di questo tipo, ma vanno bene anche i piselli, la zucca o magari le carote. Se in casa avete del pecorino o altro formaggio adatto ad una cottura in forno come il galbanino o la scamorza aggiungeteli tranquillamente, io avevo solo del parmigiano e mi sono dovuta accontentare.

PLUMCAKE SALATO CON PROSCIUTTO COTTO E ZUCCHINE

- 2 zucchine scure medie
- olio evo
- poca cipolla
- sale
- 2 uova
- 150 ml latte
- 250 g. farina
- 1 bustina di lievito di birra
- 60 ml olio di mais
- 50/70 g. di parmigiano
- prosciutto cotto q.b.

Per prima cosa laviamo le zucchine, priviamole di entrambe le estremità e tagliamole in 3 dal lato della lunghezza scartando la parte centrale che è piena d'acqua. Tagliamole a triangolini o a listarelle, come preferite, facciamo scaldare un po' d'olio evo in padella con cipolla e facciamole saltare per 5/ 10 minuti finché non si ammorbidiscono. Non devono essere troppo cotte perché poi andranno in forno.
Spegniamo il fuoco e aggiungiamo il prosciutto cotto tagliato a dadini, lasciamo insaporire e intiepidire per qualche minuto.
In una ciotola versiamo la farina, il parmigiano, il lievito, l'olio, le uova e il latte mescolando bene, infine mettiamo le verdure e il prosciutto amalgamando il tutto con un cucchiaio.
Versiamo in uno stampo da plumcake rivestito di carta da forno e facciamo cuocere a 180° per una mezz'ora circa o comunque finché non è ben cotto. Per verificare possiamo fare la prova dello stuzzicadenti, se una volta inserito al centro risulta sporco di impasto significa che il plumcake ha bisogno ancora di qualche minuto, altrimenti è pronto.
Serviamo tiepido o freddo