Non sono mai stata un'amante delle spezie lo confesso. La mia cucina è sempre stata un pò povera di sapori, un pò per abitudine, un pò per pigrizia. Mia figlia e mio marito sono due bocche piuttosto ordinarie e se il secondo difficilmente si riesce a cambiare, con la prima forse ho ancora qualche possibilità. Una volta superata la fase di rifiuto dei cibi nuovi, negli ultimi mesi sono riuscita a far assaggiare alla mia bimba tanti sapori a lei sconosciuti, gli stessi alimenti cucinati in maniera diversa e anche qualche piatto caratteristico di altre culture. Posso quindi ritenermi soddisfatta, tanto più che ieri sera ha mangiato un piatto di carne cucinata con la cannella, cosa che tre mesi fa non avrebbe mai accettato.
Di recente ho scoperto l'importanza di questa spezia e piano piano ho deciso di inserirla un pò ovunque per abituare i componenti della mia famiglia al suo sapore. Mio marito continua a storcere il naso (ma parliamo di un uomo che fino a qualche mese fa inondava qualunque piatto di maionese, persino la pizza) mentre mia figlia sta allargando i suoi orizzonti culinari.
La cannella è un ottimo antisettico naturale, le stecche o la polvere come in questo caso, vengono ricavati dalla corteccia dell'albero e si possono usare sia in ambito curativo che in cucina.
Contiene inoltre molte vitamine tra cui alcune del gruppo B, vitamina A, C, E, K, J ma anche alcuni aminoacidi tra cui l'acido aspartico.
La dose massima consigliata giornaliera è di 3 grammi a persona, ovviamente parliamo di adulti, e non va somministrata a bambini inferiori ai 2 anni.
Ha proprietà digestive e per questo dopo i pasti si può bere una tisana alla cannella, lasciando in infusione 1 cucchiaino da caffè di polvere, filtrando il liquido e poi sorseggiando ancora caldo. (Non più di tre tazze al giorno)
Regola la glicemia, disinfetta (e per questo è ottimo contro il fungo della candida e il virus dell'Escherichiacoli) e cosa non meno importante, da ai cibi un sapore deciso ma a mio parere molto buono. Avete mai fatto caso che in molte ricette di biscotti natalizi è presente la cannella? E allora perchè non comprarne un barattolino in polvere o in stecche da frantumare e iniziare a usarla anche nei piatti di tutti i giorni?
Beh, ieri sera ero in fase creativa e ho preso la carne bianca, l'ho tagliata a bocconcini e mi sono sbizzarrita con quello che avevo in casa. Ecco il risultato!
BOCCONCINI DI POLLO ALLA CANNELLA
(Dose per 3 persone, nel mio caso per 2 e mezzo)
- 3 petti di pollo
- 1 carota
- cipolla (qualche fettina)
- prezzemolo
- olio evo
- 1 cucchiaino di cannella in polvere
- sale q.b.
- passata di pomodoro
- 2 cucchiai di conserva di pomodoro
- 1 bicchiere d'acqua
Dico subito che la conserva l'ho aggiunta perchè dovevo finire una bottiglia di passata di pomodoro e non era sufficiente, così l'ho integrata con qualche cucchiaio di conserva dei miei suoceri che avevo in casa. Ovviamente potete usare solo la passata.
Sminuzziamo la carota, la cipolla e il prezzemolo in un mixer. Se avete una costa di sedano mettetecela pure, ci sta benissimo. La quantità di cipolla spetta a voi perchè dipende dai gusti, io non ne ho messa molta perchè già c'era il sapore forte della cannella, non volevo esagerare.
In un giro d'olio evo in padella facciamo rosolare i bocconcini di pollo, poi aggiungiamo il trito di verdure e lasciamo insaporire un pò mescolando bene.
A questo punto mettiamo la cannella e mescoliamo, poi aggiungiamo la passata di pomodoro e un bicchiere d'acqua. Regoliamo di sale e mescoliamo ancora.
Lasciamo che il sugo di restringa un pò e quando sarà di nostro gradimento spegnamo il fuoco e serviamo ben caldo.
L'ideale per questo piatto sarebbe cuocerlo in un wok ma se non l'avete andrà benissimo una padella grande. Se proprio volete un piatto dall'aspetto esotico consiglio di aggiungere anche una dose di cous cous (vedi ricetta http://ricettineanticrisi.blogspot.it/2012/10/cous-cous-con-pollo-e-verdure.html sostituendo ovviamente il condimento con quello preparato qui)
Il piatto viene benissimo anche sostituendo i fusi di pollo ai bocconcini, a voi la scelta!
mercoledì 17 ottobre 2012
domenica 14 ottobre 2012
ZUPPA STREGATA O VELLUTATA DI ZUCCA
Non capita quasi mai che mia figlia veda una ricetta da qualche parte e mi chieda di realizzarla, anche perchè non è mai stata troppo attratta dal cibo, ma quando succede non posso certo esimermi! L'altro giorno le ho comprato un giornalino per bambini sul tema di Halloween e tra le altre cose c'era la presentazione di una ricetta che ha colpito la sua fantasia.
Naturalmente l'elemento principale è stato il pane nero a forma di cappello da strega perchè potrei giurare che senza quello ai suoi occhi sarebbe stata soltanto una zuppa di zucca, la stessa zucca che ogni volta le propongo cucinata in maniera diversa e che puntualmente viene respinta con una smorfia.
Ecco perchè quando mi ha chiesto di cucinarle questa "Zuppa stregata" ho detto subito si, tanto più che sapevo mi sarebbe piaciuta moltissimo, quindi non sarebbe andata sprecata.
Gli ingredienti sono davvero pochi e il sapore finale è squisito. La ricetta prevedeva l'uso di pane di segale, ai cereali o comunque di un pane nero che ricordasse il colore del cappello della strega ma io ho usato qualche fetta di pane confezionato, l'ho abbrustolita ben bene nel fornetto elettrico e poi con l'uso di un coltellino ne ho ricavato alcuni cappelli.
Inutile che io ribadisca in questa sede le qualità della zucca, soprattutto in questa stagione in cui si trovano fresche e di tutte le forme e dimensioni. Vi basti sapere che è un alimento pieno di Vitamina A, nonchè di Vitamine B e C, di calcio e soprattutto è priva di grassi e di colesterolo. E' molto adatta a chi deve stare a dieta poichè è una verdura a basso contenuto calorico, contiene fibre, magnesio e potassio e, cosa molto importante, può essere cucinata in ogni modo, dal primo al secondo, al contorno e perfino al dolce!
Ma torniamo alla nostra zuppa, o meglio alla nostra vellutata (perchè alla fine altro non è che quello).
Avete mai comprato una vellutata di zucca già pronta, magari di qualche marca molto conosciuta? Io si perchè a me le minestre, le zuppe e tutto quello che si mangia con il cucchiaio piace tantissimo, ma stavolta senza volerlo mi sono resa conto che questa ricetta è praticamente uguale a quella già pronta. E' passato parecchio tempo da quando l'ho assaggiata l'ultima volta, dato che in questi anni ho sempre preferito fare tutto in casa ma devo dire che il sapore è lo stesso.
ZUPPA STREGATA O VELLUTATA DI ZUCCA
- polpa di zucca
- patate
- sale
- cipolla
- olio evo
Non ho indicato le quantità perchè nella ricetta non erano specificate e io sono andata a occhio. Ho messo comunque due parti di zucca e una di patate. Dato che l'ho acquistata a pezzi in confezioni singole poichè non ho trovato quella intera e poi ho dovuto sbucciarla, non so quantificare la zucca, ma posso dire che erano 6 fette piene. Le patate erano 3 di media grandezza e per quanto riguarda la cipolla io ne ho usata metà. Ho preferito cucinarla fresca questa volta perchè in una ricetta del genere se non si da un pò di sapore con la cipolla, si rischia di avere un piatto insipido e infatti l'aroma si è sentito bene. Posso confermare che anche dopo 13 ore me lo sento ancora in bocca! (si vede che non sono abituata a mangiare cipolle, eh??)
Tagliamo la zucca, le patate e la cipolla a dadini e facciamo soffriggere quest'ultima in un pentolone con un pò d'olio evo. Aggiungiamo la zucca e le patate e un litro di acqua calda. Mescoliamo, saliamo e lasciamo sobollire per 20/ 30 minuti, ovvero finchè le verdure non saranno morbidissime.
A questo punto prendiamo un frullatore ad immersione e creiamo la nostra vellutata, regoliamo di sale e voilà!
A parte abbrustoliamo il pane nel fornetto o nel tostapane e creiamo la forma del cappello da strega con un coltellino. Serviamo la vellutata in una ciotolina adatta (io non ne avevo di nere quindi ho usato quelle color legno della minestra di fagioli) e aggiungiamo il pane.
Mia figlia ne ha mangiata mezza scodella, quindi posso garantire che è un successo!
Buona, sana e simpatica, provatela anche voi e non ve ne pentirete
Naturalmente l'elemento principale è stato il pane nero a forma di cappello da strega perchè potrei giurare che senza quello ai suoi occhi sarebbe stata soltanto una zuppa di zucca, la stessa zucca che ogni volta le propongo cucinata in maniera diversa e che puntualmente viene respinta con una smorfia.
Ecco perchè quando mi ha chiesto di cucinarle questa "Zuppa stregata" ho detto subito si, tanto più che sapevo mi sarebbe piaciuta moltissimo, quindi non sarebbe andata sprecata.
Gli ingredienti sono davvero pochi e il sapore finale è squisito. La ricetta prevedeva l'uso di pane di segale, ai cereali o comunque di un pane nero che ricordasse il colore del cappello della strega ma io ho usato qualche fetta di pane confezionato, l'ho abbrustolita ben bene nel fornetto elettrico e poi con l'uso di un coltellino ne ho ricavato alcuni cappelli.
Inutile che io ribadisca in questa sede le qualità della zucca, soprattutto in questa stagione in cui si trovano fresche e di tutte le forme e dimensioni. Vi basti sapere che è un alimento pieno di Vitamina A, nonchè di Vitamine B e C, di calcio e soprattutto è priva di grassi e di colesterolo. E' molto adatta a chi deve stare a dieta poichè è una verdura a basso contenuto calorico, contiene fibre, magnesio e potassio e, cosa molto importante, può essere cucinata in ogni modo, dal primo al secondo, al contorno e perfino al dolce!
Ma torniamo alla nostra zuppa, o meglio alla nostra vellutata (perchè alla fine altro non è che quello).
Avete mai comprato una vellutata di zucca già pronta, magari di qualche marca molto conosciuta? Io si perchè a me le minestre, le zuppe e tutto quello che si mangia con il cucchiaio piace tantissimo, ma stavolta senza volerlo mi sono resa conto che questa ricetta è praticamente uguale a quella già pronta. E' passato parecchio tempo da quando l'ho assaggiata l'ultima volta, dato che in questi anni ho sempre preferito fare tutto in casa ma devo dire che il sapore è lo stesso.
ZUPPA STREGATA O VELLUTATA DI ZUCCA
- polpa di zucca
- patate
- sale
- cipolla
- olio evo
Non ho indicato le quantità perchè nella ricetta non erano specificate e io sono andata a occhio. Ho messo comunque due parti di zucca e una di patate. Dato che l'ho acquistata a pezzi in confezioni singole poichè non ho trovato quella intera e poi ho dovuto sbucciarla, non so quantificare la zucca, ma posso dire che erano 6 fette piene. Le patate erano 3 di media grandezza e per quanto riguarda la cipolla io ne ho usata metà. Ho preferito cucinarla fresca questa volta perchè in una ricetta del genere se non si da un pò di sapore con la cipolla, si rischia di avere un piatto insipido e infatti l'aroma si è sentito bene. Posso confermare che anche dopo 13 ore me lo sento ancora in bocca! (si vede che non sono abituata a mangiare cipolle, eh??)
Tagliamo la zucca, le patate e la cipolla a dadini e facciamo soffriggere quest'ultima in un pentolone con un pò d'olio evo. Aggiungiamo la zucca e le patate e un litro di acqua calda. Mescoliamo, saliamo e lasciamo sobollire per 20/ 30 minuti, ovvero finchè le verdure non saranno morbidissime.
A questo punto prendiamo un frullatore ad immersione e creiamo la nostra vellutata, regoliamo di sale e voilà!
A parte abbrustoliamo il pane nel fornetto o nel tostapane e creiamo la forma del cappello da strega con un coltellino. Serviamo la vellutata in una ciotolina adatta (io non ne avevo di nere quindi ho usato quelle color legno della minestra di fagioli) e aggiungiamo il pane.
Mia figlia ne ha mangiata mezza scodella, quindi posso garantire che è un successo!
Buona, sana e simpatica, provatela anche voi e non ve ne pentirete
mercoledì 10 ottobre 2012
BANANA CAKE O TORTA DI BANANE
Non è che me la voglio tirare a tutti i costi chiamando con un nome inglese una semplicissima torta di banane, per carità, è che questa ricetta è tipica dei paesi oltreoceano e se la si cerca online compare con il nome "Banana cake". Esiste anche il "Banana Bread", cioè pane alle banane che ricorda più che altro un plumcake soffice e profumato ma la ricetta è più elaborata della mia e comprende burro, uvetta, mandorle e altri ingredienti nocivi per il colesterolo nonchè per le tasche!
Come sempre io ho rimodellato la ricetta secondo le mie esigenze e i miei gusti e ho adattato quella del "Ciambellone nuvola soffice" alla banana cake.
Potete giocare con le quantità di uova, di olio, aggiungerci uno yogurt, togliere una banana, insomma si presta bene a tante varianti, ma già così con 1 uovo e 50 ml di olio vi assicuro che è bella sostanziosa.
Ovviamente è un ottimo modo per smaltire le banane annerite e cambiare faccia ad una classica ciambella. Vista dal di fuori può sembrare uguale ma basterà tagliarne una fetta per notare il colore scuro dell'impasto e il profumo caratteristico di questo frutto.
BANANA CAKE O TORTA DI BANANE
2 banane mature
50 ml di olio
200 ml acqua
250 g. farina
180 g. zucchero
1 bustina di lievito vanigliato
1 uovo (anche piccolo)
Prendiamo le banane e frulliamole insieme all'olio e all'acqua. In una ciotola mescoliamo tutti gli altri ingredienti e aggiungiamo l'emulsione di banana incorporandola preferibilmente con una frusta a mano. In questo modo il dolce risulterà più soffice perchè sarà passata più aria.
Versiamo il tutto in uno stampo e inforniamo a 150° per 30 minuti circa. Controlliamo sempre con lo stuzzicadenti per capire quando la torta è pronta.
La superficie tenderà a scurirsi, è normale, ma attenzione a non farla bruciare.
Non appena aprirete il forno sarete invasi da una zaffata di profumo alla banana, cosa che con altri dolci non succede! E' davvero meraviglioso..
Come sempre io ho rimodellato la ricetta secondo le mie esigenze e i miei gusti e ho adattato quella del "Ciambellone nuvola soffice" alla banana cake.
Potete giocare con le quantità di uova, di olio, aggiungerci uno yogurt, togliere una banana, insomma si presta bene a tante varianti, ma già così con 1 uovo e 50 ml di olio vi assicuro che è bella sostanziosa.
Ovviamente è un ottimo modo per smaltire le banane annerite e cambiare faccia ad una classica ciambella. Vista dal di fuori può sembrare uguale ma basterà tagliarne una fetta per notare il colore scuro dell'impasto e il profumo caratteristico di questo frutto.
2 banane mature
50 ml di olio
200 ml acqua
250 g. farina
180 g. zucchero
1 bustina di lievito vanigliato
1 uovo (anche piccolo)
Prendiamo le banane e frulliamole insieme all'olio e all'acqua. In una ciotola mescoliamo tutti gli altri ingredienti e aggiungiamo l'emulsione di banana incorporandola preferibilmente con una frusta a mano. In questo modo il dolce risulterà più soffice perchè sarà passata più aria.
Versiamo il tutto in uno stampo e inforniamo a 150° per 30 minuti circa. Controlliamo sempre con lo stuzzicadenti per capire quando la torta è pronta.
La superficie tenderà a scurirsi, è normale, ma attenzione a non farla bruciare.
Non appena aprirete il forno sarete invasi da una zaffata di profumo alla banana, cosa che con altri dolci non succede! E' davvero meraviglioso..
Antitarme e profumatori naturali: mandarini con cannella e chiodi di garofano
Oggi voglio inaugurare una nuova sezione del blog: idee riciclose e supereconomiche, ovvero come ottimizzare tutto ciò che abbiamo in casa per non buttare quello che si può riutilizzare e creare nello stesso tempo oggetti utili e pratici.
Non so voi, ma di tutti i 5 sensi di cui siamo forniti, secondo me l'odorato è quello più sottovalutato nonchè più importante. A volte basta sentire un profumo, un odore caratteristico di un piatto o di una persona o magari un aroma legato alla nostra infanzia per tornare indietro nel tempo e rivivere immediatamente ricordi che ci sono cari. Il Natale ad esempio è una di quelle feste comandate che nel mio caso oltre ad appagare la vista con luci, addobbi e decorazioni varie, soddisfa più che altro l'odorato. Per me Natale è l'odore della neve, il profumo dei biscotti da preparare la Vigilia, l'incenso che si respira in chiesa durante la Messa di mezzanotte, l'odore della cannella e dei chiodi di garofano con cui preparo spesso dolci e snack croccanti da consumare in inverno, o magari il profumo di un'arancia appena sbucciata tipica della stagione fredda. Io collego immediatamente il freddo con il Natale quindi forse nella mia testa l'associazione di idee è particolare.. :)
Tornando a noi, l'idea di oggi come dicevo prima, è un'ottima alternativa all'acquisto di un prodotto confezionato, una di quelle proposte che non costano quasi niente e che ci permette di sfuttare al massimo ciò che la natura ci regala ogni giorno.
L'altro giorno mi hanno regalato una rete di clementini ma dato che sono i primi della stagione, il loro sapore non è particolarmente buono e allora che fare? Non sia mai che io butto via qualcosa! E vogliamo parlare di quel barattolino di chiodi di garofano che ho comprato l'anno scorso e che alla fine non sono ancora riuscita ad utilizzare? Si è scaduto d'accordo, ma è ancora chiuso dalla plastica e poi non li mangio mica.. Infine stamattina ho comprato un barattolino di stecche di cannella (avevo degli sconti da usare alla Coop) perchè una mia amica mi ha consigliato un'ottimo rimedio naturale contro il raffreddore e volevo tenermi pronta per l'inverno. A proposito Simona, ti prometto che prima o poi lo proverò!
E allora ho messo insieme il tutto e navigando un pò in rete ho scoperto questo modo semplice semplice per profumare gli armadi e i cassetti proteggendo allo stesso tempo i capi d'abbigliamento dalle tarme. Non so voi ma a me non piacciono per niente le profumazioni artificiali che si comprano in giro, per non parlare degli antitarme che puzzano proprio.
Per entrare ancora di più nell'atmosfera natalizia ho utilizzato anche un filo rosso e ho realizzato questi profumatori naturali in pochi minuti.
MANDARINI CON CHIODI DI GAROFANO E STECCHE DI CANNELLA
1 mandarino o 1 arancia
chiodi di garofano
1 stecca di cannella
nastro per legare
Prendete un'arancia o in questo caso un mandarino, legatelo con del nastro proprio come fareste con un pacco regalo e annodate in cima una stecca di cannella in modo che stia ben ferma. Negli spazi vuoti infilate dei chiodi di garofano distanziati tra loro.
Lasciateli all'aria per qualche giorno in modo che si secchino bene e poi appendeteli negli armadi o metteteli nei cassetti. Se volete quando sarà ora di accendere il termosifone potete appenderli sopra in modo che il loro aroma si spanda per tutta la casa.
Secondo me questi tre profumi messi insieme sono impagabili!
Non so voi, ma di tutti i 5 sensi di cui siamo forniti, secondo me l'odorato è quello più sottovalutato nonchè più importante. A volte basta sentire un profumo, un odore caratteristico di un piatto o di una persona o magari un aroma legato alla nostra infanzia per tornare indietro nel tempo e rivivere immediatamente ricordi che ci sono cari. Il Natale ad esempio è una di quelle feste comandate che nel mio caso oltre ad appagare la vista con luci, addobbi e decorazioni varie, soddisfa più che altro l'odorato. Per me Natale è l'odore della neve, il profumo dei biscotti da preparare la Vigilia, l'incenso che si respira in chiesa durante la Messa di mezzanotte, l'odore della cannella e dei chiodi di garofano con cui preparo spesso dolci e snack croccanti da consumare in inverno, o magari il profumo di un'arancia appena sbucciata tipica della stagione fredda. Io collego immediatamente il freddo con il Natale quindi forse nella mia testa l'associazione di idee è particolare.. :)
Tornando a noi, l'idea di oggi come dicevo prima, è un'ottima alternativa all'acquisto di un prodotto confezionato, una di quelle proposte che non costano quasi niente e che ci permette di sfuttare al massimo ciò che la natura ci regala ogni giorno.
L'altro giorno mi hanno regalato una rete di clementini ma dato che sono i primi della stagione, il loro sapore non è particolarmente buono e allora che fare? Non sia mai che io butto via qualcosa! E vogliamo parlare di quel barattolino di chiodi di garofano che ho comprato l'anno scorso e che alla fine non sono ancora riuscita ad utilizzare? Si è scaduto d'accordo, ma è ancora chiuso dalla plastica e poi non li mangio mica.. Infine stamattina ho comprato un barattolino di stecche di cannella (avevo degli sconti da usare alla Coop) perchè una mia amica mi ha consigliato un'ottimo rimedio naturale contro il raffreddore e volevo tenermi pronta per l'inverno. A proposito Simona, ti prometto che prima o poi lo proverò!
E allora ho messo insieme il tutto e navigando un pò in rete ho scoperto questo modo semplice semplice per profumare gli armadi e i cassetti proteggendo allo stesso tempo i capi d'abbigliamento dalle tarme. Non so voi ma a me non piacciono per niente le profumazioni artificiali che si comprano in giro, per non parlare degli antitarme che puzzano proprio.
Per entrare ancora di più nell'atmosfera natalizia ho utilizzato anche un filo rosso e ho realizzato questi profumatori naturali in pochi minuti.
MANDARINI CON CHIODI DI GAROFANO E STECCHE DI CANNELLA
1 mandarino o 1 arancia
chiodi di garofano
1 stecca di cannella
nastro per legare
Prendete un'arancia o in questo caso un mandarino, legatelo con del nastro proprio come fareste con un pacco regalo e annodate in cima una stecca di cannella in modo che stia ben ferma. Negli spazi vuoti infilate dei chiodi di garofano distanziati tra loro.
Lasciateli all'aria per qualche giorno in modo che si secchino bene e poi appendeteli negli armadi o metteteli nei cassetti. Se volete quando sarà ora di accendere il termosifone potete appenderli sopra in modo che il loro aroma si spanda per tutta la casa.
Secondo me questi tre profumi messi insieme sono impagabili!
martedì 9 ottobre 2012
UNCINETTO: FASCIA PER CAPELLI TUTORIAL
Evidentemente mia figlia ci ha preso gusto. Ogni tanto mi dice "Mamma mi fai questo, mi fai quello con l'uncinetto?" Beh, da una parte sono ovviamente lusingata ma dall'altra so che devo rimanere all'altezza delle sue aspettative perchè si sa che i bambini non hanno peli sulla lingua e se una cosa non piace te lo dicono in faccia!
Era un pò di tempo che mi chiedeva una fascia per capelli, dato che avendoli lisci e a caschetto c'è sempre il problema di tenere indietro i ciuffi davanti. Avevo pensato di realizzargliela in lana data la stagione, ma non c'è stato verso, lei l'ha voluta in cotone, si è scelta i colori e perfino il fiore da applicare sopra e alla fine non mi è rimasto che accontentarla.
La cosa bella è che una fascia per capelli si realizza in un paio d'ore con una mano esperta, forse un pò di più nel caso di una principiante ma quella che ho fatto io è davvero semplice e basta un pò di pazienza per crearla dal nulla.
FASCIA PER CAPELLI
Cotone n. 5 bianco e rosa
Uncinetto n. 3
Ho deciso di utilizzare l'uncinetto n. 3 per dare un pò più di respiro alle maglie, per rendere la fascia più elastica pur senza aggiungere l'elastico. Dato che ci sono diversi tipi di fasce per capelli, molte delle quali appunto elastiche, io ho provato a farne una semplice modificando un modello che ho trovato in rete.
Questo è il link da cui ho preso spunto
http://lamongolfieracreativa.blogspot.it/2010/10/con-la-fascia-i-capelli-restano-in.html
Come vedete basta cambiare il materiale e i colori per realizzare oggetti totalmente diversi. A differenza di questo schema però io ho preferito lavorare una striscia di cotone non chiusa, abbondando un pò sulle dimensioni della stessa per poter effettuare poi un nodo alla base una volta prese le misure della testa della bambina. In questo modo se dovesse crescere basterà disfare il nodo e rifarlo più largo. Al momento ho cucito le estremità del nodo per permetterle di gestirsi da sola la fascia anche quando è all'asilo e potersela sistemare semplicemente su e giù.
Con il primo colore facciamo le catenelle di base. Io ne ho fatte 150 con il cotone ma se usate la lana ve ne serviranno molte di meno. Tenete presente che la circonferenza della testa presa in esame è di 53 cm dalla fronte alla nuca.
1° giro: 3 catenelle per voltare, 1 maglia alta per ogni catenella
2° giro: fate 3 catenelle per voltare + 2. Saltate 2 catenelle di base e fate 1 maglia alta, 2 catenelle, saltate 2 catenelle di base e 1 maglia alta, così fino alla fine.
3° giro: 3 catenelle + 2. Saltate 2 catenelle di base 1 maglia alta e così fino alla fine.
Io ho fatto 3 giri di rosa e 3 giri di bianco ma potete farne quanti volete a seconda della dimensione della fascia che desiderate.
Una volta finiti i giri fate un ultimo giro di maglie alte e staccate il filo.
A questo punto non vi resta che realizzare il fiore.
In questo caso io ho usato lo schema del fiore nella mattonella del poncho
http://ricettineanticrisi.blogspot.it/2012/10/poncho-bambina-uncinetto-tutorial.html
Devo ammettere che non è l'oggetto più bello che ho fatto finora (il poncho resta sempre al n. 1... :)) soprattutto ho notato che si è un pò deformata una volta cucito sopra il fiore, forsa avrei potuto applicarlo meglio ma ormai la fascia è di mia figlia e non c'è verso di riprenderla per modificarla. Ala prossima che farò presterò più attenzione..
Era un pò di tempo che mi chiedeva una fascia per capelli, dato che avendoli lisci e a caschetto c'è sempre il problema di tenere indietro i ciuffi davanti. Avevo pensato di realizzargliela in lana data la stagione, ma non c'è stato verso, lei l'ha voluta in cotone, si è scelta i colori e perfino il fiore da applicare sopra e alla fine non mi è rimasto che accontentarla.
La cosa bella è che una fascia per capelli si realizza in un paio d'ore con una mano esperta, forse un pò di più nel caso di una principiante ma quella che ho fatto io è davvero semplice e basta un pò di pazienza per crearla dal nulla.
FASCIA PER CAPELLI
Cotone n. 5 bianco e rosa
Uncinetto n. 3
Ho deciso di utilizzare l'uncinetto n. 3 per dare un pò più di respiro alle maglie, per rendere la fascia più elastica pur senza aggiungere l'elastico. Dato che ci sono diversi tipi di fasce per capelli, molte delle quali appunto elastiche, io ho provato a farne una semplice modificando un modello che ho trovato in rete.
Questo è il link da cui ho preso spunto
http://lamongolfieracreativa.blogspot.it/2010/10/con-la-fascia-i-capelli-restano-in.html
Come vedete basta cambiare il materiale e i colori per realizzare oggetti totalmente diversi. A differenza di questo schema però io ho preferito lavorare una striscia di cotone non chiusa, abbondando un pò sulle dimensioni della stessa per poter effettuare poi un nodo alla base una volta prese le misure della testa della bambina. In questo modo se dovesse crescere basterà disfare il nodo e rifarlo più largo. Al momento ho cucito le estremità del nodo per permetterle di gestirsi da sola la fascia anche quando è all'asilo e potersela sistemare semplicemente su e giù.
Con il primo colore facciamo le catenelle di base. Io ne ho fatte 150 con il cotone ma se usate la lana ve ne serviranno molte di meno. Tenete presente che la circonferenza della testa presa in esame è di 53 cm dalla fronte alla nuca.
1° giro: 3 catenelle per voltare, 1 maglia alta per ogni catenella
2° giro: fate 3 catenelle per voltare + 2. Saltate 2 catenelle di base e fate 1 maglia alta, 2 catenelle, saltate 2 catenelle di base e 1 maglia alta, così fino alla fine.
3° giro: 3 catenelle + 2. Saltate 2 catenelle di base 1 maglia alta e così fino alla fine.
Io ho fatto 3 giri di rosa e 3 giri di bianco ma potete farne quanti volete a seconda della dimensione della fascia che desiderate.
Una volta finiti i giri fate un ultimo giro di maglie alte e staccate il filo.
A questo punto non vi resta che realizzare il fiore.
In questo caso io ho usato lo schema del fiore nella mattonella del poncho
http://ricettineanticrisi.blogspot.it/2012/10/poncho-bambina-uncinetto-tutorial.html
Devo ammettere che non è l'oggetto più bello che ho fatto finora (il poncho resta sempre al n. 1... :)) soprattutto ho notato che si è un pò deformata una volta cucito sopra il fiore, forsa avrei potuto applicarlo meglio ma ormai la fascia è di mia figlia e non c'è verso di riprenderla per modificarla. Ala prossima che farò presterò più attenzione..
lunedì 8 ottobre 2012
CASALINGA A CHI???
Quante volte nel corso degli ultimi 5 anni mi sono sentita giudicare per la mia scelta di fare la casalinga.. Ma come, a 32 anni con un diploma e un cervello potresti fare qualunque cosa e tu vuoi fare la casalinga? Fai la vita di una nonnina di 70 anni, ti stai perdendo gli anni migliori, se tutte le mamme stessero a casa dal lavoro per seguire i figli torneremmo all'età della pietra! Tutte tornano al lavoro, tutte devono lasciare i figli ai nonni o alle babysitter, se la casa non è pulita pazienza, insomma bisogna che ti dai da fare anche tu!
Ecco la frase che mi fa ribollire il sangue nelle vene... Bene oggi mi sento in vena di sfatare questo falso mito e di gridare a gran voce che la mia è una scelta, oltre che una necessità.
Chi l'ha detto che le casalinghe non fanno niente? Immagino che il problema derivi dalla concezione che abbiamo di lavoro: lavoro uguale denaro. Oh certo se la pensiamo così allora le casalinghe non lavorano, ma non lavorano neanche i volontari, per non parlare di chi è assunto regolarmente ma per un motivo o per l'altro non viene retribuito (in questo periodo ne ho sentiti tanti purtroppo). Quindi chi non riceve uno stipendio non fa niente dalla mattina alla sera? E chi non si ammazza di lavoro in fabbrica o in ufficio, chi non fa un mestiere rispettabile ma va in televisione o corre dietro ad un pallone per 90 minuti e viene strapagato allora? Quello non è un paradosso?
Beh, per come la vedo io al mondo dovrebbe esserci spazio per tutti, per chi la pensa in un modo e chi in un altro. Conosco donne che molto candidamente ammettono che non sarebbero in grado di "stare a casa tutto il giorno" (tradotto non fare niente dalla mattina alla sera) per carattere, perchè hanno bisogno di stare in mezzo alla gente e che non riuscirebbero mai a stringere la cinghia e a rinunciare al loro massaggio settimanale o al parrucchiere mensile. Bene, loro fanno bene a lavorare per quanto mi riguarda. Se vuoi mantenere un certo stile di vita senza scendere a compromessi è giusto lavorare e aveve una propria indipendenza economica che ti permette di toglierti i tuoi sfizi. Ma come la mettiamo con chi non vive schiavo del consumismo ed è disposto a cambiare vita e a fare sacrifici per uno scopo più grande?
Certo ci sono donne disoccupate che non amano fare i mestieri di casa e che soffrono perchè vorrebbero un'entrata mensile per fare shopping ma non ne dispongono. Rispetto anche loro.
Poi c'è la categoria alla quale appartengo io: le VERE casalinghe. Quelle donne che si alzano all'alba per preparare il pane, che sbrigano i lavori di casa giornalmente, che comprano le materie prime per cucinare dei piatti sani (e non si affidano ai cibi precotti), che s'ingegnano per risparmiare sulla spesa, che cercano di far durare lo stipendio del marito o del compagno il più a lungo possibile e che se hanno dei figli seguono in prima persona anche loro. Posso garantire che queste donne non hanno un minuto libero e arrivano a sera stanchissime, esattamente come chi passa 8 ore in ufficio, se non di più.
Dato che (mio malgrado) vivo in un'epoca tecnologica, dove le macchine governano il mondo e dove senza l'ausilio di dispositivi elettronici la vita parrebbe impossibile, ho deciso di sfruttarne almeno uno e di pubblicare questo post per esprimere il mio punto di vista.
Navigando un pò in rete mi sono accorta che c'è tutta una schiera di persone che ha SCELTO di vivere in maniera alternativa, senza acquistare i classici prodotti di consumo ed arricchire le multinazionali, facendo tutto in casa senza rinunciare a niente. Donne che vivono in maniera più sana scegliendo di fare un passo indietro, invece di seguire la massa che corre dietro al tempo e ai soldi e che hanno trovato la felicità. Quando poi si ha un figlio si cerca di farlo crescere in maniera più genuina possibile, trasmettendogli dei valori veri, magari come la famiglia e l'amore. Non voglio certo dire che chi lavora non trasmette questi valori ai figli, ci mancherebbe, ma quando un bambino cresce quotidianamente affidato ad una terza persona dalla mattina alla sera (sia un nonno che un baby sitter), quale messaggio percepisce con il passare del tempo? Che la mamma è troppo impegnata a lavorare per stare con lui e che se non ci fosse la nonna o la tata, lui sarebbe da solo. Questo è quello che è successo a me da piccolina ed è esattamente quello che non voglio accada a mia figlia. Io l'ho messa al mondo e io me ne prendo cura.
Massimo rispetto per tutte le donne in carriera che decidono di dedicare la propria vita al lavoro e al successo, ma lo stesso rispetto lo pretendo anch'io.
A volte i giudizi sono più sottili e vengono anche da persone che ci stanno intorno, persone che pur dicendo che ci capiscono e che comprendono il nostro punto di vista, non possono evitare di lasciar trasparire un'ombra di disappunto per le nostre scelte. A queste persone chiedo un esame di coscienza prima di tutto.
Sempre più spesso si sente parlare di persone disoccupate, di donne o uomini senza lavoro che devono mantenere una famiglia e non sanno come fare, è inutile secondo me ammazzarsi di lavoro per prendere due soldi in più se non si cambia lo stile di vita. Le nostre nonne come facevano? Qualcuno se lo domanda mai? Una volta si sfornavano 5 o 10 figli come niente, c'era povertà, mancanza di cibo e persino la guerra, eppure in qualche modo si viveva... Perchè al giorno d'oggi non si può mettere in pratica lo stesso sistema per mandare avanti una famiglia? La crisi incombe ovunque ormai e nessuno di noi può farci niente, quindi per come la vedo io se una strada non funziona bisogna cambiare. Non tutti sono adatti ai cambiamenti, certo, ma se io scelgo di cambiare perchè devo essere giudicata?
Credo di essere molto più felice di una donna che lavora tutto il giorno in ufficio dovendo sopportare un capo anarchico e magari dei colleghi cattivi, che torna a casa la sera esausta e che si sente anche in colpa per aver abbandonato i figli per ore.
Detto questo credo che sia solo questione di educazione e di concezione della vita.
Non siamo tutti uguali per fortuna ma al giorno d'oggi, in una società in cui tutti tendono ad assomigliarsi e ad uniformarsi con la tecnologia, la moda e la chirurgia plastica, qualcuno fuori dal coro deve pure cantare....
Ecco la frase che mi fa ribollire il sangue nelle vene... Bene oggi mi sento in vena di sfatare questo falso mito e di gridare a gran voce che la mia è una scelta, oltre che una necessità.
Chi l'ha detto che le casalinghe non fanno niente? Immagino che il problema derivi dalla concezione che abbiamo di lavoro: lavoro uguale denaro. Oh certo se la pensiamo così allora le casalinghe non lavorano, ma non lavorano neanche i volontari, per non parlare di chi è assunto regolarmente ma per un motivo o per l'altro non viene retribuito (in questo periodo ne ho sentiti tanti purtroppo). Quindi chi non riceve uno stipendio non fa niente dalla mattina alla sera? E chi non si ammazza di lavoro in fabbrica o in ufficio, chi non fa un mestiere rispettabile ma va in televisione o corre dietro ad un pallone per 90 minuti e viene strapagato allora? Quello non è un paradosso?
Beh, per come la vedo io al mondo dovrebbe esserci spazio per tutti, per chi la pensa in un modo e chi in un altro. Conosco donne che molto candidamente ammettono che non sarebbero in grado di "stare a casa tutto il giorno" (tradotto non fare niente dalla mattina alla sera) per carattere, perchè hanno bisogno di stare in mezzo alla gente e che non riuscirebbero mai a stringere la cinghia e a rinunciare al loro massaggio settimanale o al parrucchiere mensile. Bene, loro fanno bene a lavorare per quanto mi riguarda. Se vuoi mantenere un certo stile di vita senza scendere a compromessi è giusto lavorare e aveve una propria indipendenza economica che ti permette di toglierti i tuoi sfizi. Ma come la mettiamo con chi non vive schiavo del consumismo ed è disposto a cambiare vita e a fare sacrifici per uno scopo più grande?
Certo ci sono donne disoccupate che non amano fare i mestieri di casa e che soffrono perchè vorrebbero un'entrata mensile per fare shopping ma non ne dispongono. Rispetto anche loro.
Poi c'è la categoria alla quale appartengo io: le VERE casalinghe. Quelle donne che si alzano all'alba per preparare il pane, che sbrigano i lavori di casa giornalmente, che comprano le materie prime per cucinare dei piatti sani (e non si affidano ai cibi precotti), che s'ingegnano per risparmiare sulla spesa, che cercano di far durare lo stipendio del marito o del compagno il più a lungo possibile e che se hanno dei figli seguono in prima persona anche loro. Posso garantire che queste donne non hanno un minuto libero e arrivano a sera stanchissime, esattamente come chi passa 8 ore in ufficio, se non di più.
Dato che (mio malgrado) vivo in un'epoca tecnologica, dove le macchine governano il mondo e dove senza l'ausilio di dispositivi elettronici la vita parrebbe impossibile, ho deciso di sfruttarne almeno uno e di pubblicare questo post per esprimere il mio punto di vista.
Navigando un pò in rete mi sono accorta che c'è tutta una schiera di persone che ha SCELTO di vivere in maniera alternativa, senza acquistare i classici prodotti di consumo ed arricchire le multinazionali, facendo tutto in casa senza rinunciare a niente. Donne che vivono in maniera più sana scegliendo di fare un passo indietro, invece di seguire la massa che corre dietro al tempo e ai soldi e che hanno trovato la felicità. Quando poi si ha un figlio si cerca di farlo crescere in maniera più genuina possibile, trasmettendogli dei valori veri, magari come la famiglia e l'amore. Non voglio certo dire che chi lavora non trasmette questi valori ai figli, ci mancherebbe, ma quando un bambino cresce quotidianamente affidato ad una terza persona dalla mattina alla sera (sia un nonno che un baby sitter), quale messaggio percepisce con il passare del tempo? Che la mamma è troppo impegnata a lavorare per stare con lui e che se non ci fosse la nonna o la tata, lui sarebbe da solo. Questo è quello che è successo a me da piccolina ed è esattamente quello che non voglio accada a mia figlia. Io l'ho messa al mondo e io me ne prendo cura.
Massimo rispetto per tutte le donne in carriera che decidono di dedicare la propria vita al lavoro e al successo, ma lo stesso rispetto lo pretendo anch'io.
A volte i giudizi sono più sottili e vengono anche da persone che ci stanno intorno, persone che pur dicendo che ci capiscono e che comprendono il nostro punto di vista, non possono evitare di lasciar trasparire un'ombra di disappunto per le nostre scelte. A queste persone chiedo un esame di coscienza prima di tutto.
Sempre più spesso si sente parlare di persone disoccupate, di donne o uomini senza lavoro che devono mantenere una famiglia e non sanno come fare, è inutile secondo me ammazzarsi di lavoro per prendere due soldi in più se non si cambia lo stile di vita. Le nostre nonne come facevano? Qualcuno se lo domanda mai? Una volta si sfornavano 5 o 10 figli come niente, c'era povertà, mancanza di cibo e persino la guerra, eppure in qualche modo si viveva... Perchè al giorno d'oggi non si può mettere in pratica lo stesso sistema per mandare avanti una famiglia? La crisi incombe ovunque ormai e nessuno di noi può farci niente, quindi per come la vedo io se una strada non funziona bisogna cambiare. Non tutti sono adatti ai cambiamenti, certo, ma se io scelgo di cambiare perchè devo essere giudicata?
Credo di essere molto più felice di una donna che lavora tutto il giorno in ufficio dovendo sopportare un capo anarchico e magari dei colleghi cattivi, che torna a casa la sera esausta e che si sente anche in colpa per aver abbandonato i figli per ore.
Detto questo credo che sia solo questione di educazione e di concezione della vita.
Non siamo tutti uguali per fortuna ma al giorno d'oggi, in una società in cui tutti tendono ad assomigliarsi e ad uniformarsi con la tecnologia, la moda e la chirurgia plastica, qualcuno fuori dal coro deve pure cantare....
sabato 6 ottobre 2012
PONCHO BAMBINA UNCINETTO TUTORIAL
Devo dire che vado particolarmente fiera di questo poncho, un pò perchè è un oggetto che ho sempre voluto realizzare per mia figlia e un pò perchè è stato relativamente semplice farlo. Visto così finito e in gruccia può sembrare complicato e magari un progetto lungo ma in realtà ci sono volute solo 2 settimane circa, lo schema di una mattonella e un pò di pazienza.
Ma andiamo con ordine.
Il poncho in foto è per una bambina di 5/6 anni ma ovviamente si può ingrandire o rimpicciolire a seconda delle proprie esigenze. E' interamente realizzato a mano con filo di lana 80% merinos e con un uncinetto n. 4,5.
E' composto da 16 mattonelle e da una lavorazione ulteriore nella parte del collo per renderlo adatto anche alla stagione un pò più fresca. E' stato poi rifinito con un giro di punto a ventaglietti e ovviamente per finire c'è stato il noiosissimo passaggio in cui vengono nascosti tutti i fili "volanti" con un ago da lana.
Le mattonelle sono composte di due parti, in questo caso contraddistinte anche da colori diversi: una rosa a tre strati e una lavorazione a forma quadrata. Man mano che continuiamo con i giri quadrati aumenterà anche la grandezza della mattonella.
Questo è lo schema della mattonella http://falandodecrochet-graficos.blogspot.it/2007/03/square_9364.html
Dato che non tutte sono abili ad interpretare gli schemi, ci tengo a dare una minima spiegazione anche a parole.
Avviate 8 catenelle e chiudete con un punto bassissimo a cerchio.
1° giro: 3 catenelle che sostituiscono la prima maglia alta + 2 catenelle. 1 maglia alta dentro al cerchio, 2 catenelle. Continuate finchè non avete 8 raggi poi chiudete con un punto bassissimo.
2° giro: nel primo archetto lavorate 1 maglia bassa, 1 maglia alta, 3 maglie doppie, 1 maglia alta, 1 maglia bassa. Continuate per tutto il giro fino a quando non avrete i primi 8 petali. Chiudete con un punto bassissimo.
3° giro: ora dovete creare degli archetti dietro i petali per dare profondità al fiore. Con l'uncinetto passate da fuori a dentro prendendo la maglia alta del giro precedente, gettate il filo sull'uncinetto e tornate indietro. Ora dovreste essere posizionate con l'uncinetto dietro al primo petalo e a questo punto potete fare una maglia bassa per chiudere il punto. Questo passaggio è un pò difficile da spiegare ma molto semplice da fare, spero di essere stata chiara. Procedete con 4 catenelle e continuate a passare l'uncinetto intorno ai raggi del cerchio finchè non avrete 8 archetti. Chiudete con un punto bassissimo. Assicuratevi che siano 8 altrimenti la rosa non viene.
4° giro: in ogni archetto lavorate 1 maglia bassa, 1 maglia alta, 4 maglie doppie, 1 maglia alta, 1 maglia bassa. Procedete fino a fine giro e chiudete con il solito punto bassissimo.
5° giro: procedete con il passaggio di prima per creare il terzo strato di petali e create altri 8 archetti dietro ai petali che già avete lavorando questa volta 5 catenelle.
6° giro: lavorate in ogni petalo 1 maglia bassa, 1 maglia alta, 6 maglie doppie, 1 maglia alta, 1 maglia bassa. Chiudete con un punto bassissimo.
A questo punto dovreste avere una cosa del genere.
Cambiate colore e fissate il filo sulla terza maglia doppia di uno dei petali. Lavorate 7 catenelle poi 3 maglie alte chiuse insieme. Qui c'è la spiegazione del punto. http://clubhobbyrosa.altervista.org/index.php?main_page=document_general_info&cPath=101_133&products_id=830
Procedete con 4 catenelle, 3 maglie alte chiuse insieme, 4 catenelle, 3 maglie alte chiuse insieme. Queste maglie chiuse insieme altro non sono che le foglie del vostro fiore. Lavorate 7 catenelle, 1 punto bassissimo nella terza maglia doppia del petalo seguente, 7 catenelle e di nuovo 3 maglie alte chiuse insieme e così via per tutti e 4 gli angoli.
Ora siete a questo punto
Tagliate il filo e riattaccatelo nel secondo gruppo di maglie chiuse insieme, praticamente la seconda foglia dell'angolo in alto a destra. Da ora sarà l'inizio del vostro giro.
1° giro: 3 catenelle per la prima maglia alta, 2 maglie alte nella stessa maglia delle catenelle. 1 catenella, 3 maglie alte in ogni maglia, 1 catenella, 3 maglie alte in ogni maglia fino all'angolo dopo. Quando arrivate alla seconda foglia dell'angolo in alto a sinistra lavorate 3 maglie alte nello stesso punto, 2 catenelle, 3 maglie alte nello stesso punto di prima per fare l'angolo. Procedete con 1 catenella e 3 maglie alte in ogni punto. Fate la stessa cosa per tutti gli angoli.
2° giro: 3 catenelle, 1 maglia alta nello stesso punto, 1 catenella, 3 maglie alte nella catenella del giro precedente, 1 catenella, 3 maglie alte nella catenella del giro precedente e così via. Quando arrivate all'angolo procedete come nel giro prima ma invece che lavorare 3 alte, 2 cat, 3 alte fare 2 alte, 2 cat, 2 alte. In questo modo alla fine la mattonella non risulta troppo ondulata. Finite il giro.
3° giro: 3 cat, 1 maglia alta nello stesso punto, 1 cat, 3 maglie alte nella catenella del giro precedente, 1 cat e così via. Quando arrivate all'angolo lavorate 2 maglie alte, 3 cat, 2 maglie alte. In questo modo darete uno spigolo più deciso al vostro quadrato.
Alla fine avrete la prima mattonella.
Lo schema per unire le 16 mattonelle è questo http://glihobbydidaniela.blogspot.it/2009/11/poncho-alluncinetto-tutte-pazze-per-i.html io ho usato un giro di maglia bassa ad uncinetto e non ago e filo.
Ora dato che il collo risultava troppo ampio per mia figlia, ho chiuso lo scollo davanti e dietro a misura, poi ho fatto un giro di maglie alte per tutto il collo.
Per dare l'effetto a rilievo tipico delle maglie invernali a collo alto ho eseguito dal secondo giro in poi una maglia alta e una maglia a rilievo alternate, sempre seguendo lo stesso ordine finchè il collo non fosse a misura.
Ho rifinito con un giro di punto a ventaglietto del colore della rosa e 3 giri di collo rosa per dare un bordo anche al collo.
Ecco come sta una volta indossato
Che dire? Con una spesa di 28,8 euro, 2 settimane di lavoro, 12 gomitoli a 2,40 euro l'uno + 2,80 euro di uncinetto che non avevo delle giuste dimensioni sono riuscita a fare un capo che di sicuro terrà calda la mia bambina e che troverà un suo utilizzo. Certo non è il massimo del risparmio ma se pensiamo che il poncho è in lana merinos all'80% tutto sommato non c'è male. La maggior parte delle cose che acquistiamo in negozio sono in acrilico e quando si tratta di bambini è sempre meglio evitare. Io sono soddisfatta, tanto è vero che oggi ho già acquistato i filati per realizzare un poncho anche per me! (questa volta però in acrilico o il portafoglio piange!)
Ma andiamo con ordine.
Il poncho in foto è per una bambina di 5/6 anni ma ovviamente si può ingrandire o rimpicciolire a seconda delle proprie esigenze. E' interamente realizzato a mano con filo di lana 80% merinos e con un uncinetto n. 4,5.
E' composto da 16 mattonelle e da una lavorazione ulteriore nella parte del collo per renderlo adatto anche alla stagione un pò più fresca. E' stato poi rifinito con un giro di punto a ventaglietti e ovviamente per finire c'è stato il noiosissimo passaggio in cui vengono nascosti tutti i fili "volanti" con un ago da lana.
Le mattonelle sono composte di due parti, in questo caso contraddistinte anche da colori diversi: una rosa a tre strati e una lavorazione a forma quadrata. Man mano che continuiamo con i giri quadrati aumenterà anche la grandezza della mattonella.
Questo è lo schema della mattonella http://falandodecrochet-graficos.blogspot.it/2007/03/square_9364.html
Dato che non tutte sono abili ad interpretare gli schemi, ci tengo a dare una minima spiegazione anche a parole.
Avviate 8 catenelle e chiudete con un punto bassissimo a cerchio.
1° giro: 3 catenelle che sostituiscono la prima maglia alta + 2 catenelle. 1 maglia alta dentro al cerchio, 2 catenelle. Continuate finchè non avete 8 raggi poi chiudete con un punto bassissimo.
2° giro: nel primo archetto lavorate 1 maglia bassa, 1 maglia alta, 3 maglie doppie, 1 maglia alta, 1 maglia bassa. Continuate per tutto il giro fino a quando non avrete i primi 8 petali. Chiudete con un punto bassissimo.
3° giro: ora dovete creare degli archetti dietro i petali per dare profondità al fiore. Con l'uncinetto passate da fuori a dentro prendendo la maglia alta del giro precedente, gettate il filo sull'uncinetto e tornate indietro. Ora dovreste essere posizionate con l'uncinetto dietro al primo petalo e a questo punto potete fare una maglia bassa per chiudere il punto. Questo passaggio è un pò difficile da spiegare ma molto semplice da fare, spero di essere stata chiara. Procedete con 4 catenelle e continuate a passare l'uncinetto intorno ai raggi del cerchio finchè non avrete 8 archetti. Chiudete con un punto bassissimo. Assicuratevi che siano 8 altrimenti la rosa non viene.
4° giro: in ogni archetto lavorate 1 maglia bassa, 1 maglia alta, 4 maglie doppie, 1 maglia alta, 1 maglia bassa. Procedete fino a fine giro e chiudete con il solito punto bassissimo.
5° giro: procedete con il passaggio di prima per creare il terzo strato di petali e create altri 8 archetti dietro ai petali che già avete lavorando questa volta 5 catenelle.
6° giro: lavorate in ogni petalo 1 maglia bassa, 1 maglia alta, 6 maglie doppie, 1 maglia alta, 1 maglia bassa. Chiudete con un punto bassissimo.
A questo punto dovreste avere una cosa del genere.
Cambiate colore e fissate il filo sulla terza maglia doppia di uno dei petali. Lavorate 7 catenelle poi 3 maglie alte chiuse insieme. Qui c'è la spiegazione del punto. http://clubhobbyrosa.altervista.org/index.php?main_page=document_general_info&cPath=101_133&products_id=830
Procedete con 4 catenelle, 3 maglie alte chiuse insieme, 4 catenelle, 3 maglie alte chiuse insieme. Queste maglie chiuse insieme altro non sono che le foglie del vostro fiore. Lavorate 7 catenelle, 1 punto bassissimo nella terza maglia doppia del petalo seguente, 7 catenelle e di nuovo 3 maglie alte chiuse insieme e così via per tutti e 4 gli angoli.
Ora siete a questo punto
Tagliate il filo e riattaccatelo nel secondo gruppo di maglie chiuse insieme, praticamente la seconda foglia dell'angolo in alto a destra. Da ora sarà l'inizio del vostro giro.
1° giro: 3 catenelle per la prima maglia alta, 2 maglie alte nella stessa maglia delle catenelle. 1 catenella, 3 maglie alte in ogni maglia, 1 catenella, 3 maglie alte in ogni maglia fino all'angolo dopo. Quando arrivate alla seconda foglia dell'angolo in alto a sinistra lavorate 3 maglie alte nello stesso punto, 2 catenelle, 3 maglie alte nello stesso punto di prima per fare l'angolo. Procedete con 1 catenella e 3 maglie alte in ogni punto. Fate la stessa cosa per tutti gli angoli.
2° giro: 3 catenelle, 1 maglia alta nello stesso punto, 1 catenella, 3 maglie alte nella catenella del giro precedente, 1 catenella, 3 maglie alte nella catenella del giro precedente e così via. Quando arrivate all'angolo procedete come nel giro prima ma invece che lavorare 3 alte, 2 cat, 3 alte fare 2 alte, 2 cat, 2 alte. In questo modo alla fine la mattonella non risulta troppo ondulata. Finite il giro.
3° giro: 3 cat, 1 maglia alta nello stesso punto, 1 cat, 3 maglie alte nella catenella del giro precedente, 1 cat e così via. Quando arrivate all'angolo lavorate 2 maglie alte, 3 cat, 2 maglie alte. In questo modo darete uno spigolo più deciso al vostro quadrato.
Alla fine avrete la prima mattonella.
Ora dato che il collo risultava troppo ampio per mia figlia, ho chiuso lo scollo davanti e dietro a misura, poi ho fatto un giro di maglie alte per tutto il collo.
Per dare l'effetto a rilievo tipico delle maglie invernali a collo alto ho eseguito dal secondo giro in poi una maglia alta e una maglia a rilievo alternate, sempre seguendo lo stesso ordine finchè il collo non fosse a misura.
Ho rifinito con un giro di punto a ventaglietto del colore della rosa e 3 giri di collo rosa per dare un bordo anche al collo.
Ecco come sta una volta indossato
Che dire? Con una spesa di 28,8 euro, 2 settimane di lavoro, 12 gomitoli a 2,40 euro l'uno + 2,80 euro di uncinetto che non avevo delle giuste dimensioni sono riuscita a fare un capo che di sicuro terrà calda la mia bambina e che troverà un suo utilizzo. Certo non è il massimo del risparmio ma se pensiamo che il poncho è in lana merinos all'80% tutto sommato non c'è male. La maggior parte delle cose che acquistiamo in negozio sono in acrilico e quando si tratta di bambini è sempre meglio evitare. Io sono soddisfatta, tanto è vero che oggi ho già acquistato i filati per realizzare un poncho anche per me! (questa volta però in acrilico o il portafoglio piange!)
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