mercoledì 28 novembre 2012

PASTA MADRE: cos'è e come si fa

Buon mercoledì a tutti, eccomi di ritorno con un argomento piuttosto scottante: la pasta madre. Perchè è scottante? Beh senza dubbio perchè in molti non la conoscono e chi ne ha sentito parlare storce il naso all'idea di un impasto che impegni "tanto quanto un figlio". Ebbene si, parlando con persone che conosco mi sono sentita dire anche questa frase.. Bene, tranquille perchè non c'è niente di più falso!
Partiamo dall'inizio. Che cos'è la pasta madre? Avete presente il lievito di birra che si mette in tutte le ricette che prevedono una lievitazione come il pane, la pizza, le focacce e cose del genere? Ecco, la pasta madre (o pasta acida o impasto madre) si sostituisce al lievito, cucinando così un alimento completamente naturale e adatto anche a chi è intollerante al glutine perchè in quel caso basterà usare una farina priva di esso. Si, perchè la pasta madre ve la fate voi, scegliendo di volta in volta quello che volete usare..
Se conoscete qualcuno che ce l'ha e la usa vi consiglio di farvene regalare un pezzetto e di cominciare ad usare una pasta già matura, se invece volete partire dall'inizio, eccomi qui a spiegarvi come fare.
Voglio subito precisare che non sono affatto un'esperta, anzi. Ho aspettato quasi un mese per scrivere di questo argomento perchè volevo vedere se ero in grado di parlarne dopo un minimo di esperienza e ad oggi mi sento in grado di farlo. Una mia carissima amica virtuale ed esperta di pasta madre più di me è stata la mia guru in questa avventura gastronomica ed è per questo che ne approfitto per linkare il suo stupendo blog pieno di ricette economiche e soprattutto a base di pasta madre.
http://portafoglioadieta.blogspot.it/
Detto questo cominciamo.
Ci sono molti modi per iniziare una pasta madre, c'è chi usa farina, acqua e miele, chi usa farina acqua e yogurt, chi usa il passato di pomodoro e chi più ne ha più ne metta. Questa è la ricetta che ho usato io.

PASTA MADRE

200 g. farina
90/100 g. acqua tiepida
1 cucchiaio di miele
1 cucchiaio di olio

Mettete insieme tutti gli ingredienti e mescolate con le mani fino ad ottenere un impasto liscio e morbido. Incidetelo a croce con un coltello e mettetelo dentro ad un contenitore di vetro ben oliato (evitate la plastica) possibilmente alto e stretto per verificare la crescita dell'impasto. Copritelo con il coperchio o con un piatto e lasciatelo lievitare in un luogo tiepido (vicino al termosifone ad esempio) per 48 ore.
Questo è l'impasto appena fatto

 
L'impasto dopo 24 ore

 
 

Purtroppo non ho una foto dell'impasto dopo 48 ore ma sostanzialmente era cresciuto solo un pò. Trascorso questo tempo prendete e reimpastate con le mani semplicemente, senza aggiungere altro. Rimettete l'impasto nel contenitore di vetro oliato e coperto, sempre in luogo tiepido e aspettate altre 48 ore.
Trascorso questo tempo potete fare il primo rinfresco. Rinfrescare la pasta madre significa "darle da mangiare"; siccome si tratta di un impasto vivo, che cresce e si sviluppa (in realtà si sviluppano i batteri che creano la lievitazione) bisogna seguirla passo passo, ecco perchè alcuni l'hanno paragonata all'impagno di un figlio, ma esagerano!
 
PRIMO RINFRESCO
 
Bene, ora che avete la vostra pasta madre non preoccupatevi se non somiglia a quella nella foto, è possibile che la consistenza sia diversa, non fa niente. E' giunto il momento di darle da mangiare per la prima volta.
Prendete una ciotola o un tagliere, prelevate 100 g. dalla vostra pasta madre, possibilmente prenderndoli dal cuore dell'impasto (se c'è la crosticina evitate quella), aggiungete 100 g. di farina e 50 g.. di acqua tiepida. Impastate tutto e riformate il panetto, incidetelo di nuovo a croce e rimettetelo a lievitare.
Personalmente prima di metterlo in frigorifero ho aspettato che si formassero i primi alveoli perchè avevo un pò fretta di usarla e di farla sviluppare, ma credo che a questo punto si possa già tenere in frigo. Per aiutare la lievitazione potete usare la farina manitoba, più forte della classica 0, vi garantisco che aiuta parecchio.
 
 
Ecco la foto dell'impasto dopo 24 ore dal primo rinfresco. Come vedete si sono formati gli alveoli che saranno poi quelli che permetteranno la lievitazione di pane, pizza e altri alimenti da forno. Ora mettetela in frigorifero e fate rinfreschi ogni 2/3 giorni per i primi tempi, poi dopo circa un mesetto o anche meno (dipende da quanta forza ha acquisito la vostra pasta madre) potete anche passare ad 1 volta alla settimana.
Se vi accorgete che emana un cattivo odore (a me era successo proprio che puzzasse), rinfrescatela subito (magari con la manitoba) e aggiungete 1 cucchiaino di miele. E' come se fosse un nutrimento, le da forza e la fa tornare a profumare come dovrebbe.
NON BUTTATELA MAI VIA mi raccomando. Sia che ve la dimentichiate in frigo, sia che puzzi, sia che abbia fatto la crosta, è possibile farla tornare viva in ogni caso, non gettatela mi raccomando!
 
Presto inizierò a pubblicare ricette con avanzi di pasta madre e tra qualche mese anche con la pasta madre stessa (datemi il tempo di farla rafforzare bene). Per ora sappiate che per i primi 3 o 4 rinfreschi purtroppo non possiamo usare gli avanzi perchè la pasta è ancora molto acida e dobbiamo buttarli, ma dopo piano piano si possono riutilizzare, vedremo insieme come.
 
 
 
 
 
 

domenica 11 novembre 2012

TAGLIATELLE FATTE IN CASA

Da sempre il mio motto è: se lo facevano le nostre nonne 50 anni fa significa che si può fare anche oggi. So bene che basta andare in un supermercato per trovare pacchi di pasta già pronti, magari in anche in offerta. Ammetto che in casa mia non mancano mai ma ogni tanto ho voglia di pasta fresca, fatta in casa, una pasta buona e saporita fatta con uova e farina.
In molti mi dicono che è una faticaccia inutile, che se proprio ho la fissa di fare la pasta posso benissimo usare la macchina per tirarla ma allora che gusto c'è? Si lo so che il gusto sta nel mangiare, ma per me è anche nel cucinare. I sapori rustici di una volta, i piatti preparati con quattro o cinque ingredienti, poveri, sani e genuini, per me sono i migliori. E si, ci sono tagliatelle buonissime di famose marche già pronte, comodamente preparate in nidi da prendere e far cuocere direttamente in pentola, ma per me non è la stessa cosa.
Forse sono matta, forse sono nata in un'epoca sbagliata, può essere vero. Resta il fatto che sono disgustata dai cibi pronti, dai conservanti, dai coloranti alimentari, dagli zuccheri aggiunti, da tutte quelle cose che rovinano i sapori e la salute dei consumatori. Cerco di ovviare in ogni modo cucinando il più possibile, utilizzando le materie prime e creando il cibo, invece di toglierlo da una scatola e metterlo a scaldare nel forno. E non è perchè sono un'ambientalista che odia gli imballaggi, non amo particolarmente riciclare e sinceramente me ne frega il giusto dell'ambiente, per non parlare del fatto che mangio la carne e il pesce attirando l'odio degli animalisti. Lo faccio per la salute, per far crescere mia figlia con la passione dei sapori veri, per mantenere le vitamine, le proteine dei cibi e per tenere vive le tradizioni di una volta, quando il cibo era importante e la gente pensava a doversi sfamare. C'era povertà ma le nostre nonne sono riuscite a dare da mangiare a una nidiata di figli con pochissimo, ingegnandosi e rimboccandosi le maniche. Oggi pensiamo ai menù vegetariani, a quelli vegani, a quelli macrobiotici, alle diete, ai carboidrati, eccetera eccetera. E poi dicono che non si fanno più figli, per forza! Per mettere a tavola 3 persone serve un capitale in questo modo! La pasta fatta in casa è buona, sana ed economica. 1 kg. di farina costa 50 centesimi circa, 1 pacco di uova 90 centesimi circa e con 1 chilo di farina e 6 uova se ne possono fare di cose...
Bene, tornando alla ricetta di oggi come avrete capito gli ingredienti sono solo 2, poi serve pazienza e tanto olio di gomito!

TAGLIATELLE FATTE IN CASA

100 g. farina
1 uovo

Queste sono le dosi in proporzione. Io oggi ne ho fatti 300 g. con 3 uova e ci abbiamo mangiato in 3, poi ne sono anche rimaste.
Prendiamo la farina e mettiamola a fontana sul tagliere, rompiamo le uova in una ciotolina e mettiamole al centro. Con una forchetta amalgamiamo il tutto piano piano e iniziamo ad impastare con le mani fino ad ottenere una palla liscia ed elastica.
Lavoriamola ancora un pò, poi avvolgiamola con un pò di pellicola e mettiamola in frigorifero per qualche minuto.
Riprendiamola e lavoriamola ancora un pò. A questo punto prendiamo un mattarello grande e iniziamo a stenderla cercando di mantenere una forma rotonda. Stendiamo la pasta facendo pressione sul mattarello tirandola dal centro verso l'esterno, piano piano senza fretta.
Quando avrà raggiunto lo spessore desiderato avremo una sfoglia grande e sottile, possibilmente di forma rotonda. (come si può vedere dalla foto a me non è venuta proprio rotonda!) Bene, a questo punto cospargiamola di farina e lasciamola seccare un pò.
Ora arrotoliamo la sfoglia su se stessa partendo dal lato più vicino a noi e quando saremo a metà iniziamo a rotolarla anche dall'altra parte, finchè i due lati non si incontreranno nel centro. Mettiamo un pò di farina su uno dei due e appoggiamo l'altro sopra fino ad avere un unico rotolo di pasta.
Spero di essermi spiegata bene in questo passaggio.
Ora prendiamo un coltello affilato e iniziamo a tagliare il rotolo di sfoglia in varie "fettine". Apriamole e liberiamo le tagliatelle, appoggiandole su un canovaccio pulito e infarinato. Se le cuociamo subito non serve fare altro, se le vogliamo congelare cerchiamo di non farle seccare l'una sull'altra, altrimenti si attaccheranno.
Mettiamo l'acqua a bollire a aggiungiamo un goccio d'olio evo per non fare attaccare la pasta. Non appena le tagliatelle verranno in superficie saranno pronte.
Buon appetito!

lunedì 5 novembre 2012

Waffle fai da te senza stampo


Alzi la mano che conosce i waffle? Secondo me il nome non vi dice molto ma se guardate la foto forse capirete a cosa mi riferisco.
I waffle venivano preparati in antichità in Grecia e Belgio e ancora oggi si possono gustare all'estero magari accompagnati con sciroppo d'acero, gelato o cioccolato. Qui in Italia non si trovano con facilità purtroppo, ma se proprio non volete rinunciare a questi dolci tranquille, sono facilissimi anche da preparare in casa.
Come dico sempre io le cose fatte con le proprie mani sono diecimila volte più buone perchè ne conosciamo gli ingredienti e perchè sono alimenti unici e sani. In questo caso ancora di più perchè possiamo decidere che ricetta utilizzare a seconda dei nostri gusti.
Navigando un pò in rete ho trovato varianti con lievito di birra, con lievito vanigliato, con uova, latte, anice, estratto di vaniglia, eccetera. Io ho provato una ricetta base modificando di molto le dosi perchè su 500 g. di farina indicava 480 g. di burro e per quanto mi riguarda è inconcepibile!
La ricetta è quindi stata sottoposta alla mia critica revisione e ciò che ne è uscito è un alimento non leggerissimo perchè in ogni caso contiene 90 g. di burro, ma che comunque si può mangiare tranquillamente senza sentirsi troppo in colpa. Per compensare la mancanza di burro che in questa ricetta è sciolto e quindi serve a fare amalgamare l'impasto, ho utilizzato del latte tiepido, finchè il composto non è venuto morbido ma non liquido. Sono convinta che si possano ridurre ancora le quantità di burro e aumentare il latte magari ma questo lo devo ancora sperimentare.
Per i veri waffle è necessario avere uno stampo a pressione, che dia loro la caratteristica forma a cuore, ma dato che io non ce l'ho ho dovuto improvvisare! Non sia mai che una cosa come uno stmpo possa fermare la mia creatività culinaria... :) E allora cosa potevo usare? Una bistecchiera a pressione che è in casa nostra da non so quanti anni e che ha svolto alla perfezione il suo compito. E' bastato girare il biscotto a metà cottura per fargli avere una bella griglia sulla superficie.

WAFFLE DI MAMMA FRANCESCA

200 g. farina 00
100 g. zucchero
1 uovo
90 g. burro
latte tiepido


Sciogliere il burro in un pentolino. Mettere la farina, lo zucchero e l'uovo in una ciotola poi aggiungere il burro. Per rendere l'impasto ben amalgamato aggiungete il latte tiepido (io sono andata ad occhio per la quantità). Il composto non deve risultare liquido ma una specie di crema densa, mi raccomando. Se vi accorgete di aver messo troppo latte basterà aggiungere un pò di farina.
Scaldate lo stampo o la bistecchiera in questo caso. Mettere una cucchiaiata di impasto e chiudete lasciando cuocere per qualche minuto, se volete creare l'effetto a scacchi girate il biscotto a metà cottura dall'altro lato.
Qui in foto c'è un grande biscotto che poi abbiamo ritagliato con gli stampini e le dosi che ho messo sono per due grandi biscottoni ma se volete potete farne tanti piccoli, è uguale.

sabato 3 novembre 2012

PANE NERO O AI 7 CEREALI

Pane pane pane, cosa c'è di più buono e delizioso del pane fatto in casa? Si lo so, molte di voi non hanno il tempo per prepararlo e lo capisco, ma per le casalinghe che vogliono cimentarsi in questa avventura culinaria posso garantire non solo che non si tratta di una ricetta impossibile da preparare, ma soprattutto che ne vale la pena.
Ho già pubblicato la ricetta del pane bianco con farina manitoba che di solito non manca mai nel mio frigo e anche quella del pane al mais fatto con la farina di mais della polenta. Oggi voglio pubblicare una ricetta che in realtà ricetta non è perchè mi sono limitata ad acquistare il preparato e a seguire le istruzioni. Si tratta del pane nero, o ai 7 cereali.
Preciso subito che si tratta di un tipo di pane che potrebbe non piacere a tutti, dipende molto dai gusti. Per i tradizionalisti forse non è adatto ma per chi ha voglia di sperimentare gusti diversi secondo me vale la pena provarlo.
La lavorazione è molto più semplice del classico pane con le 2 o 3 farine perchè in questo caso abbiamo un preparato unico. Sinceramente non so come si possa realizzare senza usare il preparato, so solo che ci sono 7 cereali e che il sapore mi è piaciuto molto.

PANE NERO O AI 7 CEREALI

Per mezzo chilo di pane.

500 g. di preparato per pane nero
2 cucchiai d'olio evo
1 bustina di lievito di birra secco
280 g. d'acqua tiepida

Mettere il preparato in una ciotola con il lievito e l'olio e mescolate con le mani. Poi aggiungete lentamente l'acqua tiepida e impastate fino ad ottenere una palla non troppo appiccicosa.
Chiudete la ciotola con un pò di pellicola trasparente e copritela con un canovaccio pulito. Lasciate lievitare 15 minuti, dopodiché riprendete l'impasto e date la forma desiderata. Se volete delle piccole pagnottine usate gli stampini usa e getta in alluminio da muffin bene oliati, altrimenti vi consiglio di utilizzare la clssica teglia grande ricoperta di carta da forno, oliata alla base.
Lasciate lievitare 3 ore in luogo tiepido coprendo le pagnotte con un canovaccio finchè non triplicano il loro volume. Per qusto motivo non riempite troppo gli stampini.
Cuocete in forno caldo. Sulla confezione c'è scritto di cuocere per 20 minuti a 200° ma siccome io non amo la crosta ho cotto a 150° finchè il profumo non è uscito dal forno. Si lo so che è un'indicazione approssimativa ma nel mio caso mi sono resa conto che quasi sempre funziona.
Se avete usato gli stampini, a questo punto togliete i pani dagli stampi e rimetteteli dentro a forno spento 10 minuti in modo che anche le basi delle pagnottine si cuociano per bene.
Inutile dire che anche questo tipo di pane si presta benissimo al congelamento in freezer.

lunedì 29 ottobre 2012

La zucca di Halloween

Quest'anno avevo pensato di evitare di mettere troppi addobbi di Halloween a casa ed ero quasi riuscita a convincere mia figlia a non fare la classica zucca quando mio marito ci ha messo lo zampino.. La settimana scorsa è tornato a casa con una zucca enorme bella tonda e arancione, pronta per essere intagliata.. E sia!
So che in commercio ci sono tantissime forme già fatte in plastica, più economiche forse, sicuramente più durature e soprattutto che non richiedono un lungo lavoro per essere lavorate, ma cosa volete.. la zucca vera è tutta un'altra cosa, ammettiamolo..
Ma come si intaglia una zucca, lo sapete?
Dunque innanzitutto bisogna lavarla bene con una spugna o un panno umido, dopodichè va asciugata e con l'aiuto di un pennarello nero si disegna il viso da intagliare. Generalmente due triangoli al posto degli occhi, uno al posto del naso e una bocca gigante piena di denti. Poi ci sono espressioni più o meno paurose, ma sinceramente io la preferisco sorridente :)
Con l'aiuto di un coltellino intagliate il cappello della zucca, praticando dei tagli obliqui a zig zag nella parte alta. In seguito andrà sollevato, pulito dai fili e dai semi e infine rimesso al suo posto.
Con un cucchiaio raschiate i bordi interni della zucca, vi troverete fra le mani tutti i fili e i semi. Buttate i primi e lavate bene i secondi sotto l'acqua corrente. Una volta asciugati e messi in un contenitore d'alluminio ricoperto di carta da forno con una grande quantità di sale grosso, potrete farli cuocere a 180° per una quindicina di minuti. Sono quelli che noi bolognesi chiamiamo "brustolini" e sono buonissimi!!
Bene a questo punto non vi resta che seguire le linee del disegno fatto sulla zucca e intagliarla con attenzione. Sebbene sia una decorazione che di solito si fa più per il bambini che per i grandi, è assolutamente necessario l'aiuto di un genitore soprattutto in questa fase. Non lasciate che siano i bambini a usare il coltello, mi raccomando.
Con tanta pazienza praticate tutti i tagli e pulitela bene anche nel fondo perchè dovrà essere pari, dato che poi andrà sistemata la candelina.
A questo punto se sono rimasti dei segni di pennarello toglieteli con un pezzo di carta scottex bagnata, accendete una candela di quelle piccole e tonde che di solito si mettono sotto ai brucia essenze e chiudete con il coperchio.
Ecco fatto!
Ricordatevi però che la zucca vera intagliata non dura moltissimo, tre o quattro giorni al massimo, dopodiché farà la muffa e sarà da buttare. Se avete in mente di usarla per la notte di Halloween potete prepararla il giorno prima, meglio ancora la sera stessa.

mercoledì 24 ottobre 2012

Castagne che passione!

Proprio qualche giorno fa mi hanno portato un bel sacco di castagne raccolte direttamente sulle nostre montagne, per la precisione in zona Castel di Casio. Con il prezzo che hanno quelle del supermercato (ne ho viste di recente a 6,90 euro al chilo), ho fatto i salti di gioia quando me le sono viste regalare! Ovviamente tutti sanno che esistono le castagne (generalmente più piccole e adatte alla cottura in acqua salata) e i marroni (più grossi e buonissimi fatti al forno).
Oltre alle tantissime ricette a base di castagne e farina di castagne, devo dire che io apprezzo molto questo frutto anche consumato da solo, senza troppi sapori aggiunti.
Dato che le castagne che mi hanno portato erano di diverse dimensioni e né troppo grandi né troppo piccole, ho deciso di farne una parte bollite e una parte al forno.

CASTAGNE BOLLITE

Ricetta che più facile non si può. Si prendono le castagne, si lavano bene sotto l'acqua corrente e poi si lasciano bollire in acqua salata per almeno 2 ore a fuoco medio. Prima di consumarle vanno fatte raffreddare. Io le mangio spaccandole con i denti e spremendole direttamente in bocca ma immagino che sia più educato tagliarle con un coltello e gustarle con più finezza! :)




MARRONI AL FORNO

Si prendono le castagne, si lavano sotto l'acqua corrente, poi bisogna praticare un taglio orizzontale con il coltello. E' importante farlo in tutte per evitare che scoppino nel forno. Si mettono a bagno nell'acqua fredda per circa mezz'ora, poi si mettono a cuocere in una ciotola di alluminio rivestita di carta apposita, in forno a 180° per un'altra mezz'ora.
Quando sentite il profumo delle caldarroste invadere la stanza significa che sono pronte!


Cucinate in entrambi i modi si conservano bene per qualche giorno fuori dal frigo, ma generalmente non durano tanto da doversene preoccupare! Buon appetito e attenzione a non esagerare perchè le castagne contengono moltissimi carboidrati e si rischia di ingrassare..

venerdì 19 ottobre 2012

0,15 CENT PER 3 PERSONE: LA VERA POLENTA

Non c'è niente da fare, quando arriva il freddo è automatico: mi viene voglia di polenta! Un bel piattone allegro, di un giallo sgargiante ricoperto da un profumato sugo al ragù di carne o magari da un bel tris di formaggi spalmabili..
Però c'è polenta e polenta, non dimentichiamocelo! C'è quella istantanea che quasi tutti ormai fanno perchè non hanno tempo, e c'è quella VERA, fatta con le due farine. Lungi da me criticare i consumatori di preparati già fatti sia chiaro, ma se devo esprimere un parere non ho dubbi, il gusto è completamente diverso.
Ma voi l'avete mai assaggiata la polenta fatta come la facevano le nostre nonne? Lo sapete che per questo piatto occorre solo mezz'ora di tempo? Certo, quella istantanea è più veloce ma come sapete io sono contro tutte le scorciatoie gastronomiche e parto dal presupposto che se una volta si faceva in un modo allora dev'essere sicuramente migliore, non fosse altro che per mancanza di molti conservanti e schifezze varie che oggi si trovano ovunque.
E allora promuoviamole le ricette di una volta, quelle vere e genune, quelle che permettevano alle nostre nonne di sfamare 5 o 6 figli con poco! In un momento di crisi come quello che stiamo attraversando è assurdo pensare di continuare a viaggiare sui binari della comodità e del risparmio di tempo, non ne usciremo mai! Quello che serve è solo una netta e decisa ridistribuzione delle nostre ore libere, destinandone qualcuna in più alla cucina, scegliendo di preparare alimenti sani e puntando sul nostro benessere e sulla nostra salute.
Quanto vi costa un preparato per polenta? Non lo so perchè non ne ho mai comprato uno ma sapete quanto costano le due farine? Due pacchi di farine di mais da 1 kg costano 0,77 cent. l'uno e se non ne mangiate tutte le settimane vi durano per tutto l'inverno! Capite il risparmio? Certo c'è la spesa del gas per cucinarla ma potete sempre prepararne in quantità, poi congelarla già tagliata o utilizzarne una parte per fare altri piatti. Inoltre se mangiamo la polenta non mangiamo il pane e la pasta perchè si tratta sempre di carboidrati, quindi c'è un risparmio in ogni caso.
Per circa 3 porzioni abbondanti di polenta occorrono solo 100 g. di farina per tipo e 1 l. d'acqua. L'unica seccatura è che bisogna restare al fornello per tutto il tempo senza potersi allontanare ma se pensiamo a quanto ci vuole per preparare un piatto di pasta alla fine i tempi non cambiano molto.

Le due farine in realtà sarebbero 3 nel senso che sul mercato esistono 3 tipi di farina di mais: quella a grana fine, quella a grana media e quella a grana grossa. A voi la scelta. Io uso sempre quella fine e quella grossa ma l'unica cosa che cambia è se vi piace sentire i granelli in bocca oppure no.

POLENTA CON LE DUE FARINE

100 g. di farina di mais a grana fine
100 g. di farina di mais a grana grossa
1 l. d'acqua ( o più dipende)
sale


Mettiamo a scaldare l'acqua salata e non appena bolle togliamone un poco e teniamola da parte. Versiamo la farina grossa e mescoliamo con un cucchiaio di legno. Lasciamo cuocere a fiamma bassa per 15 minuti continuando a mescolare. Di solito in questa fase non occorre aggiungere acqua ma molto dipende dal calore della fiamma quindi non è detto. Se risulta troppo densa aggiungetene un pò di quella messa da parte, altrimenti conservatela per dopo.
Passati i 15 minuti spegniamo il fuoco e versiamo la farina fine mescolando bene. Riaccendiamo il fuoco e mescoliamo di continuo per altri 15 minuti. Ora probabilmente avremo bisogno di aggiungere acqua, fatelo un pò per volta senza rendere il composto troppo liquido.
Se avessimo bisogno di ulteriore acqua basterà scaldarne ancora su un pentolino a parte e ricordarsi di salarla.
Alla fine versiamo la polenta su un tagliere di legno o su un piattone grande e copriamolo IMMEDIATAMENTE con un canovaccio pulito, altrimenti si formerà la crosticina.
Lasciamo riposare una mezz'ora e poi tagliamo la polenta a fette e serviamola come più ci piace. Le nostre nonne la tagliavano con un filo di cotone (almeno la mia lo faceva) ma in questo caso andrà benissimo anche un coltello.

Se avete degli avanzi di polenta potete lavorarli un pò con la forchetta e con le mani per ammorbidirla, formare delle palline tipo polpette e poi schiacciarle con le mani, passarle nel pangrattato e con un filo d'olio evo metterle nel forno. Altrimenti potete tagliarla a fettine sottili e friggere la polenta in olio bollente, oppure sempre a fettine adagiarvi sopra del formaggio e metterle in forno finchè non fonde.